Vallese

Crans-Montana, arrivano i primi 50 mila franchi alle vittime: ma non per tutti

Via ai versamenti per 39 famiglie colpite dalla tragedia di Capodanno — Le vittime curate ambulatorialmente dovranno invece dimostrare la gravità delle ferite, mentre la Procura mette in dubbio anche il ruolo dei fratelli come familiari delle persone decedute
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Red. Online
20.05.2026 13:34

I 50.000 franchi destinati alle vittime della tragedia di Capodanno di Crans-Montana - provenienti da fondi federali e anticipati dal Canton Vallese - dovrebbero venir erogati questa settimana, senza complicazioni, come già comunicato dal Cantone dopo le necessarie verifiche. Una decisione presa dal Parlamento nel corso della sessione primaverile sulla scia della legge federale entrata in vigore lo scorso 21 marzo. I versamenti riguardano, al momento, 39 famiglie la cui documentazione è stata già raccolta e verificata. Gli altri dossier, come spiegato dall'Aargauer Zeitung, sono ancora pendenti.

Potrebbero, infatti, venir richiesti – se necessario – documenti supplementari nel caso ci siano situazioni, ad esempio, di genitori divorziati dei ragazzi deceduti al fine di suddividere l’importo.

In 31 ancora sotto verifiche

Ad avere diritto al contributo sono 156 vittime al massimo, ovvero lo stesso gruppo che aveva già ricevuto in precedenza l’aiuto immediato di 10.000 franchi dal Vallese. Per quanto riguarda il numero delle famiglie delle vittime (sia decedute che ricoverate), invece, è pari a 125. Per le 31 vittime curate ambulatorialmente i criteri sono tuttavia più severi. Queste hanno comunque diritto a «presentare una richiesta di esame della documentazione medica da parte di una commissione per i casi di rigore», spiega il Cantone. Una decisione che dovrà quindi basarsi sui criteri medici, definiti da specialisti del settore riuniti in commissione.

Una situazione che potrebbe essere considerata umiliante per queste vittime, che dovranno dimostrare che le loro ferite fossero gravi a sufficienza da giustificare i 50 mila franchi.

Fratelli dei deceduti non considerati familiari?

A questa umiliazione si aggiunge quella secondo cui la Procura vallesana avrebbe messo in dubbio la parentela formale dei fratelli o sorelle delle persone decedute. Se non dovessero venir riconosciuti come tali, non sarebbero di fatto ammessi come parte civile nell’inchiesta. Di conseguenza, il diritto al risarcimento andrebbe a decadere in tribunale. Motivo per cui, diversi avvocati hanno inoltrato lettere atte a dimostrare l’effettivo legame tra fratelli e sorelle.

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