Crans-Montana, gli atti della ristrutturazione del «Constellation» non si trovano

A oltre sei mesi dall'incendio avvenuto la notte di Capodanno nel bar «Le Constellation» di Crans-Montana, l'inchiesta si confronta con una nuova zona d'ombra. Secondo quanto riferisce Blick, mancherebbero infatti alcuni documenti ufficiali del 2015 riguardanti i lavori di ristrutturazione del locale.
Si tratterebbe di atti considerati determinanti per ricostruire come sia stato possibile autorizzare determinati interventi, tra cui l'installazione di materiale fonoassorbente altamente infiammabile e la modifica delle vie di fuga.
L'interrogatorio a Savoy
Giovedì è stato interrogato per diverse ore Jean-Claude Savoy, ex sindaco del Comune di Chermignon, oggi tra gli indagati. All'epoca il «Constellation» si trovava infatti sul territorio del suo Comune, prima della fusione amministrativa che ha dato vita all'attuale Crans-Montana.
In un'intervista rilasciata sempre al Blick, Savoy sostiene di aver consegnato, al termine del suo mandato nel dicembre 2016, tutti i dossier e il computer di servizio al segretario comunale - nel frattempo deceduto -, ricevendo anche una conferma scritta. Secondo la sua ricostruzione, gli atti sarebbero poi stati archiviati dal Comune. Che cosa sia accaduto successivamente non gli sarebbe noto.
Perché non sono atti dell'inchiesta?
Resta però un interrogativo centrale: se quei documenti esistono ancora negli archivi comunali, perché non sono agli atti dell'inchiesta? Non è chiaro se non siano mai stati richiesti dalla procura oppure se non siano stati trasmessi dall'attuale Municipio. Né il Ministero pubblico né il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud hanno commentato la questione.
Secondo gli avvocati delle vittime, sarebbe infatti stato opportuno procedere anche a perquisizioni negli uffici comunali e nelle abitazioni di alcuni dipendenti, misura che finora non risulta essere stata adottata. I documenti mancanti potrebbero chiarire aspetti cruciali della vicenda, tra cui l'autorizzazione ai lavori di isolamento acustico con schiume infiammabili e la valutazione dei rischi legata al restringimento di una scala e alle modifiche delle uscite di emergenza.
Estensione degli orari di apertura
Un elemento già noto è invece il fatto che il 5 aprile 2016 Jean-Claude Savoy firmò una comunicazione ai residenti con cui veniva annunciata l'estensione degli orari di apertura del locale dei Moretti. Nel documento si spiegava che il Municipio aveva dato il proprio assenso anche perché durante la ristrutturazione erano stati eseguiti «importanti lavori di insonorizzazione». Un passaggio che dimostrerebbe come le autorità comunali fossero a conoscenza degli interventi effettuati.
L'inchiesta proseguirà nei prossimi giorni con l'audizione, in qualità di testimone, di Julien Beytrison, proprietario dell'immobile fino alla vendita ai coniugi Moretti nel 2022. Vale la presunzione d'innocenza per tutte le persone coinvolte nel procedimento.
