Crans-Montana, i familiari alla disperata ricerca dei loro cari

«I nostri pensieri sono con le famiglie che sono nell’angoscia: alcuni non sanno ancora se il loro figlio è deceduto, alcune sono all’ospedale, vivono momenti molto difficili. Faremo tutto il possibile perché le cose si svolgano con la massima rapidità». Lo ha dichiarato, ieri, in conferenza stampa il presidente della Confederazione Guy Parmelin. «Il processo di identificazione delle vittime è estremamente difficile. Vorrei che avessimo rispetto e un pensiero per queste persone». Le vittime e i feriti del terribile incendio che ha colpito nella notte di capodanno il Constellation di Crans-Montana presentano gravi ustioni, e identificarle è estremamente difficile. Potrebbero volerci «giorni».
«Giorni» che per i familiari e gli amici delle persone che si trovavano all'interno del bar, e che non hanno notizie, si trasformano in ore, minuti e secondi. Di apprensione, di buio, di vuoto. Avvolti dalla paura, dal terrore. Le autorità hanno creato una Helpline (il numero è 0848 112 117) dove ottenere informazioni. Ma nel frattempo anche il web si è mosso. E sui social sono moltissime le stories e i post con i quali si cercano i ragazzi di cui ancora non si hanno notizie. «Mia sorella quindicenne è scomparsa. Era nel bar con tre amici, anche loro dispersi». «Se lo avete visto dopo l'1.30 di notte o sapete dove è stato portato, vi prego di contattarmi. Anche tre dei suoi amici sono scomparsi». «Quando se n'è andata, indossava stivali alti fino al ginocchio, un abito nero scintillante, un cappotto nero, capelli ricci e orecchini di perle. Se l'avete vista, notata o sapete se è stata curata dai servizi di emergenza o lasciata con altre persone, vi preghiamo di inviarci un messaggio».
È partito un gruppo WhatsApp per condividere informazioni, per chiedere notizie, per capire chi manca ancora all’appello. È stato anche creato il profilo Instagram «Crans-Montana avis de recherche». Un account temporaneo, come dichiarato: «L'unico scopo è raccogliere avvisi di scomparsa per coloro di cui non si hanno più notizie dal tragico Capodanno a Crans-Montana. Non condivideremo più informazioni su coloro che sono stati ritrovati: non abbiamo modo di verificare le informazioni che riceviamo. Vi preghiamo di pubblicare qualsiasi informazione pertinente sotto gli avvisi di scomparsa. Condividiamo il dolore di tutti coloro che non hanno ancora avuto notizie dei loro cari».
L'ente ospedaliero del Vallese, è stato detto ieri, ha in cura circa 60 feriti nelle sedi di Sion, Visp e Martigny. Circa sessanta pazienti sono stati trasferiti in altri ospedali, tra cui i due centri svizzeri specializzati nel trattamento delle ustioni gravi: l'Ospedale universitario di Losanna (CHUV) e l'Ospedale universitario di Zurigo. Nella serata di ieri, tre giovani sono stati trasferiti all'ospedale Niguarda di Milano, una 29.enne e due 16.enni.
Intervistato dalla radio romanda RTS, il consigliere di Stato Mathias Reynard ha spiegato che la situazione negli ospedali rimane molto tesa. «Diverse persone che erano in ferie sono venute a lavorare per aiutare i colleghi». Inoltre, sono in corso discussioni per il trasferimento di competenze in campo medico. «Alcuni dottori francesi specializzati in grandi ustionati potrebbero venire in Vallese».
