L'indiscrezione

Crans-Montana, i Moretti pianificavano la fuga con un jet privato?

È quanto scrive la Bild citando l'avvocata della parte civile Nina Fournier: uno dei due gestori del Constellation avrebbe preso contatti con una compagnia privata
©ALESSANDRO DELLA VALLE
Red. Online
20.01.2026 16:30

La tragedia di Crans-Montana continua a far discutere. Questa volta è la Bild, in un suo articolo, a lanciare l'indiscrezione. Dopo l'incendio del Constellation, costato la vita a 40 persone, secondo il quotidiano tedesco i coniugi Moretti avrebbero avuto dei contatti con una compagnia aerea privata. Presumibilmente, allo scopo di lasciare la Svizzera. Intenzioni, queste, riportate in una lettera in possesso della Bild, inviata alla Procura vallesana e redatta dall'avvocato della parte civile Nina Fournier in data 12 gennaio. Quindi, dopo l'interrogatorio che ha portato all'incarcerazione preventiva di Jacques Moretti.

«In relazione al rischio di fuga, addotto come motivo per la detenzione di Jacques Moretti, abbiamo appreso che uno dei coniugi Moretti potrebbe aver contattato una compagnia aerea privata per preparare la fuga» si legge nella lettera, citata appunto dalla Bild. Di qui la domanda: i Moretti volevano noleggiare un jet privato per scappare dal Paese? A tal proposito, Fournier ha chiesto alla procuratrice generale, Béatrice Pilloud, di avviare le indagini del caso per chiarire se e con quali compagnie aeree, a Sion o a Ginevra, la coppia abbia eventualmente avuto contatti.

Resta da capire, scrive in merito il Blick, come mai l'indiscrezione sia stata resa pubblica proprio oggi, considerando che stamane Jacques Moretti è stato sottoposto a un secondo interrogatorio presso la Procura. Il gestore del Constellation, al momento, rimane in carcere. Il Ministero pubblico vallesano, nei suoi confronti, aveva richiesto le stesse misure sostitutive applicate alla moglie e, in aggiunta, anche la custodia cautelare. «Considerando che l'imputato non dispone attualmente di alcun reddito, che lui e sua moglie possiedono beni immobili gravati da ipoteche e veicoli in leasing, l'importo di 200 mila franchi appare adeguato» scriveva il Ministero pubblico nella sua richiesta di custodia cautelare lo scorso 10 gennaio, aprendo alla possibilità di uscire di prigione. Nella sua ordinanza del 12 gennaio, il Tribunale delle misure coercitive riferiva che sussistono «forti sospetti di reati commessi per negligenza per i quali è stata avviata un'indagine». Secondo il Tribunale, «la rapidità con cui il fuoco si è propagato induce a ritenere che le norme in materia di protezione antincendio non siano state rispettate. Allo stesso modo, nella gestione della struttura sembrano essere state omesse le precauzioni di sicurezza elementari, in quanto l'imputato non sembra aver istruito il proprio personale sui pericoli legati all'uso di fuochi d'artificio in prossimità della schiuma». Secondo il Tribunale, «il rischio che l'imputato si sottragga al procedimento fuggendo o entrando in clandestinità» era ed è «probabile e quindi ben reale». Il giudice aveva ritenuto che le misure alternative proposte dal Ministero pubblico, per contro, fossero sufficienti per scongiurare questo rischio.

L'importo esatto della cauzione verrà stabilito soltanto al termine di una istruttoria adeguata. Un amico intimo della coppia si sarebbe già detto disposto a versare i 200 mila franchi proposti dal Ministero pubblico. 

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