Crans-Montana

Crans-Montana, il giallo delle mail: dalla schiuma al fumoir

Prima l’avvertimento sulla schiuma infiammabile, poi le e-mail sul fumoir abusivo: nel giro di quattro giorni cambia la ricostruzione sulle comunicazioni che hanno portato Rose-Marie Clavien al centro dell’inchiesta - Il suo legale: «Non fu mai informata del materiale presente nel bar»
©Gabriele Putzu
Mattia Sacchi
11.09.2026 16:30

Alcune e-mail fino ad allora rimaste in secondo piano e un interrogatorio che cambia improvvisamente direzione. È quanto accaduto nei giorni scorsi a Sion a Rose-Marie Clavien, responsabile dell’edilizia di Crans-Montana dal 2017 al 2024, convocata inizialmente come persona chiamata a fornire informazioni nell’inchiesta sulla tragedia del Constellation. Dopo essere stata confrontata con quelle comunicazioni, l’ex municipale ha smesso di rispondere alle domande e il Ministero pubblico ne ha modificato lo status, iscrivendola tra gli indagati.

A rivelare la vicenda, il 5 settembre, era stato il Tages-Anzeiger. Nella prima versione dell’articolo, tuttavia, il quotidiano zurighese aggiungeva un elemento particolarmente delicato: l’allora responsabile dell’edilizia avrebbe scritto una mail mettendo in guardia dal pericolo rappresentato dalla schiuma infiammabile del Constellation. Una circostanza che avrebbe indicato una conoscenza, all’interno dell’amministrazione comunale, del rischio legato proprio al materiale che avrebbe favorito la rapidissima propagazione delle fiamme.

La notizia è stata ripresa nei giorni successivi da diversi media. Anche il Corriere del Ticino, il 6 settembre, aveva dato conto della rivelazione utilizzando il condizionale. Il giorno seguente Il Messaggero era stato più netto nel titolo: «Crans, avvisò con un’email che la schiuma era infiammabile».

Il quadro è però cambiato il 9 settembre. In un aggiornamento apposto all’articolo, il giornale zurighese è tornato esplicitamente sulla propria prima ricostruzione: «In una prima versione dell’articolo era stato scritto che Rose-Marie Clavien avrebbe messo in guardia, in una e-mail che fino ad allora non figurava negli atti penali, dalla schiuma infiammabile del Constellation». Poi la precisazione: «Secondo l’avvocato di Clavien, questo è falso».

La sfumatura è significativa: non si smentisce l'esistenza della mail, ma si dà conto della contestazione della difesa e, semplicemente, si modifica il testo. Secondo il legale, infatti, la Procura avrebbe attribuito alla sua assistita lo status di indagata sulla base di altre e-mail. Da qui la decisione di non rispondere ulteriormente, in attesa di poter prendere visione degli atti.

La versione attualmente online specifica anche quale sarebbe il contenuto di queste comunicazioni: riguarderebbero il fumoir non autorizzato nel seminterrato del Constellation. Il difensore aggiunge che i messaggi mostrati durante l’interrogatorio non sarebbero stati né scritti dall’ex municipale né indirizzati a lei e sostiene che la sua assistita «non sia mai stata informata della schiuma infiammabile presente nel bar».

È proprio su questo passaggio che rimangono alcuni interrogativi. La prima ricostruzione parlava infatti di un avvertimento sulla schiuma attribuito all’allora responsabile dell’edilizia; quella aggiornata riferisce invece di altre e-mail, relative al fumoir abusivo, con le quali, stando alla difesa, l’ex municipale non avrebbe avuto un rapporto diretto.

Un elemento resta però fermo nel racconto del quotidiano zurighese: quelle comunicazioni sono emerse durante un interrogatorio al termine del quale la posizione processuale della politica vallesana è cambiata. Che cosa quindi contengano esattamente quelle e-mail, quale sia il loro legame con Clavien e perché abbiano assunto un peso tale nell’inchiesta resta dunque, almeno per ora, da chiarire.

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