Crans-Montana, il sindaco non si dimette e incontra quattro famigliari delle vittime

«Riflettete con lucidità sulla vostra situazione e sulle conseguenze che la vostra permanenza in carica potrebbe avere sul futuro di Crans-Montana». Era una domanda attesa, quella emersa ieri sera durante la prima assemblea comunale dal dramma di Capodanno al Le Constellation, alla quale hanno partecipato 378 cittadini (e tanti giornalisti). Il sindaco Nicolas Féraud ha ammesso che «si pone questa domanda ogni giorno», ma ha pure confermato che per il momento non si dimetterà. «Dimettersi oggi creerebbe un vuoto istituzionale e renderebbe ancora più complicata la gestione del comune in un momento in cui ha bisogno di stabilità». E ha aggiunto: «È anche una questione di rispetto per le famiglie».
Quelle scuse in ritardo
All'inizio dell'assemblea, Féraud si è pure scusato a nome delle autorità locali. «È stata una decisione del municipio», ha ribadito più tardi, sottolineando che durante la famosa conferenza stampa del 6 gennaio le scuse erano state «dimenticate o espresse male». «Oggi ce ne pentiamo e questa volta vogliamo parlare chiaramente», ha affermato.
Già il 27 gennaio, intervistato da Keystone-ATS, il sindaco aveva dichiarato: «L'obiettivo era quello di informare la popolazione e la stampa, che aveva legittime esigenze, mostrandoci trasparenti. Ci sembrava un buon momento per farlo, per rispetto nei confronti delle vittime. Mi rammarico di non aver chiesto scusa a nome del Comune. In un contesto emotivamente molto difficile per tutti noi, ho commesso l'errore di privilegiare la prudenza nel tentativo di gestire la parte ufficiale della conferenza stampa, piuttosto che lasciar spazio a scuse ed emozioni». «Tengo a ribadire le mie sincere scuse alle persone che potrei aver offeso», aveva ribadito il 3 giugno, rispondendo alle domande di Canal 9. E, ieri, Féraud lo ha ribadito: «A nome del Municipio, porgo le nostre scuse alle famiglie, alle vittime e ai loro cari per il dolore e il lutto che stanno affrontando», ha affermato prima di osservare un minuto di silenzio. «Questa tragedia ha segnato profondamente la nostra comunità. Esprimiamo tutto il nostro affetto alle persone colpite: le vittime, le famiglie e i feriti, in particolare coloro che sono ancora ricoverati in ospedale e coloro che ne portano ancora i segni». E ha aggiunto: «Questa ferita fa parte della nostra storia collettiva, ha lacerato il nostro comune e i suoi abitanti. Forse si rimarginerà, ma non scomparirà mai del tutto dalla nostra memoria».
56 ispezioni dall'inizio del 2026
Il responsabile della cellula di crisi costituita in seguito al disastro di Capodanno, Sébastien Rey, ha fatto il punto sulla situazione e ha ricordato i fatti accertati dalle autorità locali a partire dal 1. gennaio. Per quanto riguarda la realizzazione di un memoriale permanente, sono state avviate discussioni con il Cantone. Il 1. gennaio 2027 si terrà una cerimonia commemorativa. «Tutti i locali pubblici saranno sottoposti a controlli entro la fine dell'anno. Si tratta della risposta del Municipio alle carenze riscontrate», ha promesso da parte sua Patrick Clivaz (Il Centro), responsabile del Dicastero della sicurezza pubblica, incriminato, come Féraud e tredici altre persone per la tragedia della notte di Capodanno. Finora, quest'anno sono stati effettuati 56 controlli. «Per quanto riguarda il buon governo (del Comune), diventa indispensabile istituire un Consiglio comunale. Il processo è ormai avviato in seno al Municipio in vista della prossima legislatura», ha rivelato Féraud.
L'incontro con le famiglie
Quando ha sentito l'intenzione del sindaco di non volersi dimettere – scrive Le Nouvelliste –, la madre di una delle vittime dell'incendio, ha reagito con rabbia. È una vergogna», ha urlato. «Non abbiamo ricevuto nemmeno le condoglianze da parte delle autorità. Speravamo di riceverle venendo qui» ha detto. Aspettative che alla fine sono state soddisfatte in tarda serata, quando il Municipio si è intrattenuto con quattro famigliari delle vittime.
«È stato un momento davvero toccante e inaspettato, il più intenso della giornata», ha commentato il sindaco Nicolas Féraud a Keystone-ATS. «Ringrazio queste madri, queste famiglie che si sono prese il tempo di discutere con noi per quasi un'ora. Il contenuto rimarrà tra di noi. Abbiamo aperto una porta e creato un legame che fino ad ora non era stato possibile».
Le quattro persone in questione – due madri e due adolescenti – avevano seguito i lavori dall'esterno della sala. Al loro arrivo, poco prima dell'assemblea, hanno incollato delle immagini in formato A4 con i volti delle vittime. «Con la nostra presenza abbiamo voluto rappresentare tutte le famiglie che non hanno potuto venire, in particolare quelle italiane e francesi», hanno precisato sempre a Keystone-ATS.
