Crans-Montana, Jessica Moretti chiede un’indennità per la perdita di guadagno dopo il rogo

Jessica Moretti potrebbe ricevere un’indennità giornaliera per la «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» conseguenti all’incendio del Constellation di Crans-Montana. A riferirlo è il Corriere della Sera, sulla base di nuovi documenti contenuti nel dossier dell’inchiesta sulla tragedia del 1° gennaio 2026.
La richiesta viene quindi esaminata nell’ambito della legislazione svizzera sugli infortuni sul lavoro. L’assicurazione Zurich, secondo quanto riportato dal quotidiano italiano, avrebbe chiesto alla Procura del Canton Vallese il nulla osta per l’eventuale versamento dell’indennità alla donna. Autorizzazione che sarebbe stata concessa.
Jessica Moretti e il marito Jacques sono i principali indagati nell’inchiesta sul rogo del locale. Nei loro confronti, lo ricordiamo, sono ipotizzati i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Al momento, Jessica Moretti è infatti sottoposta a misure cautelari e deve rimanere nella sua abitazione di Lens, mentre il marito si trova in carcere dall’11 agosto, accusato di averla picchiata. Secondo quanto disposto dal tribunale, la detenzione dovrebbe protrarsi almeno fino all’11 novembre.
I controlli della polizia
Dai nuovi atti emergono anche particolari sui controlli ai quali è sottoposta Jessica. Una relazione della polizia cantonale del 23 settembre descriverebbe un rispetto puntuale delle prescrizioni imposte dalle autorità.
La donna, scrive il Corriere, viene contattata ogni due giorni, a orari casuali, attraverso videochiamate WhatsApp effettuate dalla polizia di Sierre. L'ex gestora del bar avrebbe sempre risposto alle chiamate, confermando la propria presenza attraverso le immagini dell'abitazione o di altri luoghi conosciuti della regione. In diverse occasioni avrebbe inoltre trasmesso agli agenti la propria posizione in tempo reale. Comunicherebbe preventivamente anche gli spostamenti necessari per raggiungere i propri avvocati a Ginevra, così da consentire alla polizia di informare la centrale operativa ed evitare controlli non necessari.
«Teme atti isolati»
La relazione dà conto anche delle preoccupazioni espresse dalla proprietaria del Constellation negli ultimi mesi. Jessica Moretti avrebbe segnalato alla polizia insulti ricevuti da una donna della regione dell'Haut-Plateau, minacce pubblicate sui social network e la presenza di giornalisti davanti alla scuola del figlio a Lens.
Le informazioni, secondo il rapporto, sarebbero state analizzate e registrate nelle banche dati della polizia e trasmesse agli ispettori incaricati di approfondire le minacce. Alla donna sarebbe stata inoltre indicata la possibilità di valutare con i propri legali un'eventuale denuncia. Al momento della stesura del rapporto, tuttavia, non risultava formalizzata alcuna intenzione in questo senso. A preoccupare Jessica sarebbe soprattutto l'avvicinarsi delle festività di fine anno e, con esse, del primo anniversario dell'incendio.
Il 22 settembre avrebbe contattato nuovamente la polizia per esprimere i propri «timori». Vivendo sola con i figli, avrebbe spiegato di non sentirsi al sicuro e di temere «eventuali atti isolati da parte dei genitori delle vittime». La donna avrebbe inoltre manifestato la convinzione che, in prossimità dell'anniversario della tragedia, l'attenzione dei media sul caso tornerà ad aumentare.
L'inchiesta penale sulla tragedia del Constellation è tuttora in corso. Per tutte le persone coinvolte vale la presunzione d'innocenza.
