Crans-Montana, la verità dei filmati: «Jessica Moretti è fuggita, calpestando i ragazzi»

Le indagini sulla tragedia di Crans-Montana proseguono, senza sosta. E ora, sotto i riflettori ci sono i video di quella maledetta notte. Dopo essere stati analizzati dagli inquirenti, i filmati della videosorveglianza che mostrano i tragici momenti dell'incendio scoppiato al bar Le Constellation, da ieri, possono essere visionati anche dagli avvocati delle vittime e, dal 30 aprile, dai parenti.
Dai media italiani, tuttavia, nelle scorse ore sono emersi ulteriori dettagli relativi alle immagini di quella notte. Come scrive Il Messaggero, secondo i filmati, è stata Jessica Moretti ad accendere e posizionare le candele pirotecniche sul collo delle bottiglie di champagne. Le stesse candele da cui ha avuto origine l'inferno. A confermarlo sono i video delle 14 telecamere che erano installate dentro al Constellation. Un fatto che smentisce del tutto l'ipotesi che la colpevole fosse Cyane Panine – la «cameriera con il casco» morta nell'incendio –, che la stessa Jessica Moretti aveva accusato dopo la tragedia.
Ma non è tutto. Dai filmati mostrati ieri, per la prima volta, dagli inquirenti svizzeri agli avvocati delle famiglie, è chiaro che nel momento in cui nel bar scoppiava l'incendio, Jessica scappava. Le telecamere hanno immortalato la donna mentre fuggiva dal locale, spingendo i giovani ammassati tra lo spazio del deejay e il bancone. Nei filmati, Jessica sale le scale, mettendosi in salvo e senza preoccuparsi degli altri. Anzi, secondo quanto sottolinea Il Messaggero, bloccando il passaggio. Sempre il quotidiano italiano, rivela che la prima famiglia convocata dalla polizia, ieri, per visionare quelle «sequenze da incubo» è stata quella di Trystan Pidoux, un 17.enne di Losanna deceduto nell'incendio.
«Quello che ci ha raccontato oggi l'avvocato oggi è da non credere: si vede Jessica Moretti che fugge calpestando i nostri ragazzi. Avete capito? Fugge mentre i ragazzi non capiscono cosa sta succedendo». Parole, queste, dei genitori di Trystan. E ancora: «Lei non lancia l’allarme, eppure ha capito che sta accadendo qualcosa di grave. E infatti va via. Sì, scappa. Non ha tra le mani la famosa cassa con l’incasso ma pensa alla sua vita. Solo alla sua. Non a quella dei suoi clienti, che erano ragazzini, tutti giovanissimi che sono rimasti lì. Bloccati da lei che se ne va di corsa».
I genitori delle vittime potranno scegliere se visionare i filmati della tragedia, della durata di otto minuti, da maggio. Secondo quanto stabilito dagli inquirenti svizzeri, ogni legale potrà seguire gli spostamenti del ragazzo per cui oggi la famiglia chiede giustizia.
I genitori di Trystan, convocati ieri, hanno raccontato i particolari da brividi delle sequenze in cui è stato ripreso loro figlio. «Si vede nostro figlio che si avvicina al tavolo degli italiani. Sta a lungo davanti al bancone del bar e poi porta le bottiglie nel tavolo degli amici. Poco dopo si vede che vengono avvolti da una nube di fumo e non si capisce più nulla di ciò che succede», ha dichiarato la madre di Trystan, in un racconto carico di dolore. «Già da quelle registrazioni ci bastano per capire che orrore è stato».
«Trystan era già uscito dal locale, forse si sarebbe potuto salvare, ma è tornato dentro per cercare un amico. Questo nelle immagini si vede con chiarezza», aggiunge il padre, sostenendo che quella decisione «gli è costata la vita». «Lo sapevamo già dai racconti degli altri giovani, ma oggi le immagini ci danno la conferma».
