Svizzera

Crans-Montana, le difficoltà delle famiglie delle vittime: «Le fatture vanno pagate ora, non fra qualche settimana»

Leila Micheloud, madre di due figlie gravemente ferite in seguito all'incendio del Constellation, spiega al Blick che gli aiuti promessi dal Vallese, sin qui, non sono ancora arrivati – Il Cantone: «Lavoriamo senza sosta, soluzioni in arrivo»
©VALENTIN FLAURAUD
Red. Online
02.02.2026 10:30

Il peso da sopportare, per le famiglie delle vittime del Constellation di Crans-Montana, è notevole. E, diciamolo pure, inimmaginabile. Sia pensando a chi ha perso qualcuno, quella notte, sia pensando a chi sta accompagnando i feriti in ospedale. Gestire la quotidianità, scrive il Blick, può diventare complicato. Così Leila Micheloud: «Le fatture continuano ad arrivare, ad esempio quelle della cassa malati. E non posso, semplicemente, dire che il momento finanziariamente parlando è difficile». 

La tragedia di Capodanno ha sconvolto le vite della famiglia Micheloud. Due delle tre figlie della coppia, infatti, figurano fra i feriti gravi dell'incendio. Farah, 20 anni, fino a venerdì scorso era ricoverata a San Gallo. Nel frattempo, è stata presa a carico da una clinica specializzata in ustioni a Morges. Sua sorella più piccola, Meissa, è in una clinica Suva di Sion. «Al mattino – spiega la madre – andiamo a trovare Farah, mentre al pomeriggio siamo con Meissa e la sera, infine, passiamo del tempo con nostra figlia più giovane, Naiel». In simili condizioni, pensare di tornare al lavoro è praticamente impossibile. «Non sappiamo quanto durerà tutto questo». 

Il ricovero delle figlie, evidentemente, ha delle ripercussioni dirette sulla situazione finanziaria della famiglia. I genitori continuano a percepire il loro stipendio – entrambi sono in congedo per malattia – ma devono sostenere spese aggiuntive. Sempre Micheloud: «Già solo i costi di trasporto sono elevati, e le piccole spese come il caffè o i pasti alla mensa dell'ospedale si sommano rapidamente». A ciò bisogna aggiungere le spese future per il sostegno psicologico delle figlie. «Sarà indispensabile affinché possano superare ciò che hanno vissuto e ritrovare fiducia nella vita. Non hanno subito solo ferite fisiche».

Poco dopo l'incendio, il canton Vallese ha annunciato l'intenzione di fornire sostegno finanziario immediato alle vittime e ai loro famigliari. Ogni vittima avrebbe dovuto ricevere 10 mila franchi. Ma a un mese dalla tragedia, scrive il Blick, le vittime e le loro famiglie non hanno ancora ricevuto la somma. Una situazione che irrita Micheloud: «Abbiamo delle fatture da pagare adesso, non tra qualche settimana».

Jérôme Favez, capo del Servizio sociale del Cantone del Vallese, spiega al Blick i motivi di questi ritardi: «Prima di poter effettuare i pagamenti, è stato necessario svolgere diversi controlli amministrativi indispensabili. Non tutti, infatti, si sono annunciati spontaneamente». In seguito, è stato necessario contattare le persone interessate per garantire che i fondi arrivassero ai legittimi aventi diritto. «Ad esempio, nel caso dei minori, è stato necessario determinare formalmente chi fossero i loro rappresentanti legali. Per le persone decedute, è stato necessario stabilire se fossero sposate o meno e, in tal caso, ottenere informazioni sui loro genitori». Queste procedure hanno richiesto tempo, ma ora i pagamenti dovrebbero essere effettuati. Di nuovo Favez assicura: «A oggi, 45 pratiche sono state completate e possono essere trasmesse all'amministrazione cantonale delle finanze per il pagamento. I versamenti dovrebbero essere effettuati sui conti dei beneficiari entro mercoledì». Per gli altri casi, le autorità sperano che tutti i beneficiari di cui sono state trasmesse le informazioni ricevano le prestazioni entro la fine della prossima settimana. «Continuiamo a seguire da vicino la situazione delle famiglie interessate e lavoriamo senza sosta per garantire pagamenti il più rapidi possibile, con un minimo di formalità amministrative».

Per l'avvocato delle vittime, Sébastien Fanti, questa situazione è difficilmente accettabile: «45 casi in un mese sono semplicemente insufficienti» racconta Fanti al Blick, aggiungendo: «È ora di andare avanti, di agire rapidamente. E non solo su questo punto». A suo dire, la questione delle conseguenze finanziarie dell'incendio assumerà un'importanza crescente nelle settimane e nei mesi a venire, parallelamente alle indagini penali. «Stiamo parlando di centinaia di milioni di franchi svizzeri di danni e interessi» precisa l'avvocato. Una somma che Fanti e altri avvocati specializzati nella difesa delle vittime intendono richiedere per i loro clienti. «Speriamo che ciò possa avvenire rapidamente, se possibile in via amichevole. Ma sfrutteremo tutte le opzioni, anche a livello internazionale». Fanti si riferisce a possibili azioni legali avviate all'estero, in particolare contro i gestori del bar ma anche contro il comune di Crans-Montana. Ad esempio negli Stati Uniti, dove sono possibili azioni collettive, a differenza della Svizzera. «Stiamo attualmente valutando queste possibilità».

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