Crans-Montana, le difficoltà delle famiglie delle vittime: «Le fatture vanno pagate ora, non fra qualche settimana»

Il peso da sopportare, per le famiglie delle vittime del Constellation di Crans-Montana, è notevole. E, diciamolo pure, inimmaginabile. Sia pensando a chi ha perso qualcuno, quella notte, sia pensando a chi sta accompagnando i feriti in ospedale. Gestire la quotidianità, scrive il Blick, può diventare complicato. Così Leila Micheloud: «Le fatture continuano ad arrivare, ad esempio quelle della cassa malati. E non posso, semplicemente, dire che il momento finanziariamente parlando è difficile».
La tragedia di Capodanno ha sconvolto le vite della famiglia Micheloud. Due delle tre figlie della coppia, infatti, figurano fra i feriti gravi dell'incendio. Farah, 20 anni, fino a venerdì scorso era ricoverata a San Gallo. Nel frattempo, è stata presa a carico da una clinica specializzata in ustioni a Morges. Sua sorella più piccola, Meissa, è in una clinica Suva di Sion. «Al mattino – spiega la madre – andiamo a trovare Farah, mentre al pomeriggio siamo con Meissa e la sera, infine, passiamo del tempo con nostra figlia più giovane, Naiel». In simili condizioni, pensare di tornare al lavoro è praticamente impossibile. «Non sappiamo quanto durerà tutto questo».
Il ricovero delle figlie, evidentemente, ha delle ripercussioni dirette sulla situazione finanziaria della famiglia. I genitori continuano a percepire il loro stipendio – entrambi sono in congedo per malattia – ma devono sostenere spese aggiuntive. Sempre Micheloud: «Già solo i costi di trasporto sono elevati, e le piccole spese come il caffè o i pasti alla mensa dell'ospedale si sommano rapidamente». A ciò bisogna aggiungere le spese future per il sostegno psicologico delle figlie. «Sarà indispensabile affinché possano superare ciò che hanno vissuto e ritrovare fiducia nella vita. Non hanno subito solo ferite fisiche».
Poco dopo l'incendio, il canton Vallese ha annunciato l'intenzione di fornire sostegno finanziario immediato alle vittime e ai loro famigliari. Ogni vittima avrebbe dovuto ricevere 10 mila franchi. Ma a un mese dalla tragedia, scrive il Blick, le vittime e le loro famiglie non hanno ancora ricevuto la somma. Una situazione che irrita Micheloud: «Abbiamo delle fatture da pagare adesso, non tra qualche settimana».
Jérôme Favez, capo del Servizio sociale del Cantone del Vallese, spiega al Blick i motivi di questi ritardi: «Prima di poter effettuare i pagamenti, è stato necessario svolgere diversi controlli amministrativi indispensabili. Non tutti, infatti, si sono annunciati spontaneamente». In seguito, è stato necessario contattare le persone interessate per garantire che i fondi arrivassero ai legittimi aventi diritto. «Ad esempio, nel caso dei minori, è stato necessario determinare formalmente chi fossero i loro rappresentanti legali. Per le persone decedute, è stato necessario stabilire se fossero sposate o meno e, in tal caso, ottenere informazioni sui loro genitori». Queste procedure hanno richiesto tempo, ma ora i pagamenti dovrebbero essere effettuati. Di nuovo Favez assicura: «A oggi, 45 pratiche sono state completate e possono essere trasmesse all'amministrazione cantonale delle finanze per il pagamento. I versamenti dovrebbero essere effettuati sui conti dei beneficiari entro mercoledì». Per gli altri casi, le autorità sperano che tutti i beneficiari di cui sono state trasmesse le informazioni ricevano le prestazioni entro la fine della prossima settimana. «Continuiamo a seguire da vicino la situazione delle famiglie interessate e lavoriamo senza sosta per garantire pagamenti il più rapidi possibile, con un minimo di formalità amministrative».
Per l'avvocato delle vittime, Sébastien Fanti, questa situazione è difficilmente accettabile: «45 casi in un mese sono semplicemente insufficienti» racconta Fanti al Blick, aggiungendo: «È ora di andare avanti, di agire rapidamente. E non solo su questo punto». A suo dire, la questione delle conseguenze finanziarie dell'incendio assumerà un'importanza crescente nelle settimane e nei mesi a venire, parallelamente alle indagini penali. «Stiamo parlando di centinaia di milioni di franchi svizzeri di danni e interessi» precisa l'avvocato. Una somma che Fanti e altri avvocati specializzati nella difesa delle vittime intendono richiedere per i loro clienti. «Speriamo che ciò possa avvenire rapidamente, se possibile in via amichevole. Ma sfrutteremo tutte le opzioni, anche a livello internazionale». Fanti si riferisce a possibili azioni legali avviate all'estero, in particolare contro i gestori del bar ma anche contro il comune di Crans-Montana. Ad esempio negli Stati Uniti, dove sono possibili azioni collettive, a differenza della Svizzera. «Stiamo attualmente valutando queste possibilità».
