Crans-Montana, le famiglie delle vittime chiedono che i volti dei loro figli «restino al Constellation»

«I nostri figli devono avere il loro posto dove hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti». Sono queste le parole usate dalle famiglie italiane e svizzere delle vittime dell'incendio del bar Constellation di Crans-Montana. A quasi un anno di distanza da quella tragica notte, i familiari lanciano un appello per chiedere che i loro figli possano «avere posto» sulla faccia del locale dove hanno perso la vita. Una richiesta che arriva in seguito al progetto presentato dal Comune di Crans-Montana il 26 ottobre, che prevede di rivestire la facciata con una palizzata in legno e una tettoia provvisoria decorata con stelle. Secondo questo progetto, sulla palizzata compariranno i nomi delle vittime, mentre i ritratti andranno allo Scandia, uno spazio coperto vicino alla cappella di Saint-Christophe.
Per le famiglie, però, è importante che i volti dei loro figli restino al Constellation, dal momento che il luogo della memoria «coincide con il luogo della perdita». «Sono vittime della strage al Constellation e lì devono esserci i loro volti, sui muri di quel luogo, senza nasconderli. Spetta prima di tutto a noi famiglie decidere come rendere omaggio ai nostri figli», spiegano Erica e Nicola, genitori di Achille Barosi, uno dei giovani italiani morto nell'incendio. «Gli amici di Achille questa estate hanno appeso con uno sforzo emotivo enorme la sua foto su quella parete di compensato. Coprire quei volti è una mancanza di rispetto per i ragazzi e per nostro figlio che merita dignità e rispetto».
Secondo quanto comunicato dal Comune, la palizzata sarà montata prima delle festività, nel momento in cui arriveranno a Crans-Montana i turisti della stagione invernale. A febbraio, la località vallesana ospiterà i Campionati del mondo di sci alpino. Proprio per questo, le famiglie chiedono che in quei giorni i volti dei loro figli restino davanti agli occhi di chi passa dal Constellation.
Tra due mesi, sarà passato un anno dalla tragedia. Il direttore di Crans-Montana Turismo, nelle scorse ore, ha sottolineato che quest'anno la notte di San Silvestro sarà, per forza di cose, «un po' particolare». Da un lato, ci sarà spazio per i festeggiamenti. Ma dall'altro, anche al raccoglimento. «Affrontiamo questo passaggio al nuovo anno con grande sensibilità e rispetto, consapevoli che le aspettative e le emozioni saranno molto diverse, sia tra i nostri ospiti che tra la popolazione locale», ha dichiarato Huggler a Keystone ATS.
Per le notti del 31 dicembre e del 1° gennaio il Comune ha previsto giochi di luce sul lago Grenon e un allestimento al centro congressi Le Régent, con una spesa che, come si legge in un comunicato delle famiglie delle vittime, risulterebbe consistente. Come evidenziano i famigliari, finora ogni famiglia di vittime e ogni ferito ha ricevuto un contributo d’emergenza di 60.000 franchi, versato da Cantone e Confederazione. Le cure dei feriti gravi proseguono, e le spese per psicologi e fisioterapia ricadono in gran parte sulle famiglie che sottolineano: «Le risorse pubbliche devono servire prima di tutto ai ragazzi feriti che ancora oggi lottano per tornare a vivere».
Le famiglie firmatarie chiedono al Comune di Crans-Montana quattro cose: essere ascoltate prima del 23 novembre, quando scade il termine di opposizione, rendere pubblico il costo degli allestimenti, destinare le risorse prima di tutto alle vittime e partecipare alla definizione del memoriale definitivo. Le famiglie, inoltre, si riservano di presentare un’opposizione formale.
