Vallese

Crans-Montana, l’ex ambasciatore italiano Del Panta: «Superare sempre gli stereotipi»

Il diplomatico ha rappresentato Roma a Berna dal 2016 al 2019 – «Anch'io rimasi sorpreso dal clima anti-italiano, ma ho lavorato per favorire il dialogo»
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Dario Campione
03.02.2026 06:00

Ambasciatore d’Italia a Berna tra il 2016 e il 2019, Marco Del Panta guarda ancora oggi con interesse a quanto sta avvenendo nei rapporti tra il suo Paese e la Confederazione. E alla crisi iniziata con il rogo di Crans-Montana e sfociata, tra l’altro, nel richiamo - da parte della Farnesina - del titolare della sede diplomatica in Svizzera.  «Quando c’è un piccolo contenzioso, esiste la prassi di richiamare l’ambasciatore, anche tra Paesi amici - dice Del Panta al Corriere del Ticino - Nel caso scatenato dall’incendio nel locale del Vallese, si tratta di una manifestazione dell’insoddisfazione italiana su come sono state condotte inizialmente le indagini».

Del Panta invita a considerare questa insoddisfazione italiana «un fatto serio: non conosco, ovviamente, nel dettaglio tutti i passaggi e non posso quindi giudicare, ma penso che la decisione del ministero degli Affari Esteri sia stata legata sia alla gravità della situazione, sia alle aspettative disattese delle famiglie delle vittime».

L’ambasciatore ricorda poi come, durante il suo mandato, avesse dovuto affrontare «molte critiche rivolte all’Italia dalla Svizzera e, in particolare, dal Canton Ticino. Si trattava spesso di critiche ingiuste, persino calunniose. Ho letto articoli indegni che parlavano di un Paese che cadeva a pezzi, di un sistema bancario sul lastrico - i fatti successivi hanno dimostrato il contrario - o che definivano, ad esempio, gli italiani come “criminali al volante”. Non nascondo di essere rimasto sorpreso, soprattutto dal marcato clima anti-italiano presente in Ticino e mi domandavo da dove proveniva questo senso di superiorità dei ticinesi e degli svizzeri in generale. Si tenga anche conto di quanto l’Italia ha contribuito alla crescita economica del Ticino. Ma abbiamo lavorato per stemperare situazione e favorire sempre il dialogo».

Aggiunge Del Panta: «Mi sono sempre adoperato per superare gli stereotipi da entrambe le parti, per fare in modo, ad esempio, che si passasse oltre l’immagine vigente in Italia di una Svizzera che produce orologi o alleva mucche, perché nella Confederazione la prosperità è basata sulla ricerca, sulla forza industriale prima che finanziaria. Superare i luoghi comuni è fondamentale, e sarebbe bene se anche la Svizzera lo facesse sempre».

I nostri due Paesi, sottolinea infine l’ex ambasciatore, «vivono sicuramente un momento difficile, ma nel quadro di rapporti che restano saldi e nel contesto di relazioni storiche di lunghissima data. Parliamo la stessa lingua, abbiamo due sistemi economici fortemente interconnessi e valori comuni. Le critiche non cancellano la stima di fondo degli italiani per la Svizzera; un sentimento che, me lo lasci dire, al di là di un’élite di alto livello e molto equilibrata presente in Ticino, non sempre ho percepito in modo simile nel Cantone verso il mio Paese».

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