Il caso

Crans-Montana: Mauro Poggia e quel post su Facebook che accosta la tragedia a Israele

Il consigliere agli Stati ginevrino, su Facebook, ha suggerito che il dramma del Constellation sta distogliendo l'attenzione dallo Stato ebraico, che «può così continuare la sua pulizia etnica a Gaza e le sue atrocità in Cisgiordania»
© KEYSTONE
Red. Online
04.01.2026 17:00

Sabato, su Facebook, il consigliere agli Stati ginevrino Mauro Poggia ha dedicato un post alla tragedia di Crans-Montana. Associandola, e per questo attirandosi non poche critiche, alla situazione a Gaza. E così, agli occhi di Poggia, quanto accaduto al Constellation è «una tragedia insperata per il governo criminale attualmente a capo dello Stato di Israele». Lo Stato ebraico, ha aggiunto, «può così continuare la sua pulizia etnica a Gaza e le sue atrocità in Cisgiordania, dopo averci cullato in un falso cessate il fuoco».

All'inizio del suo post, il senatore ha scritto, in riferimento agli eventi di Crans-Montana: «La tragedia di Crans-Montana, che ha colpito tutti noi appena svegli il 1. gennaio e che è ancora fresca nella nostra mente, sta giustamente attirando l'attenzione dei media internazionali». Distogliendola, secondo Poggia, dalla situazione in Medio Oriente. Su Facebook, le reazioni non sono mancate. Lionel Halperin, scrive Watson, avvocato ed ex membro del Gran Consiglio ginevrino in quota PLR, ha denunciato l'accostamento fatto da Poggia: «Ci vuole un'agghiacciante forma di cinismo per dirottare una tragedia come quella di Crans-Montana, che ha gettato nel lutto l'intera Svizzera, per lanciare un nuovo attacco a Israele». Rivolgendosi a Poggia, Halperin – di religione ebraica – ha aggiunto: «Quella che lei esprime ancora una volta, Mauro Poggia, non è un'opinione su un conflitto: è un'ossessione anti-israeliana e anti-sionista che lei ribadisce in ogni occasione, anche la più inappropriata». L'ex deputato del PLR ha concluso così il suo intervento: «Da parte mia, mi pento di aver sostenuto la sua elezione. E d'ora in poi mi impegno a denunciare pubblicamente ogni suo abuso, finché alimenterà l'odio anziché il dibattito».

Contattato da Watson, Halperin ha dichiarato di non avere «nulla da aggiungere» a quanto scritto nel suo post su Facebook. Ha detto, per contro, di trovarsi a Crans-Montana per le festività: «Ero in stazione la notte della tragedia. Ho una figlia che ha la stessa età delle vittime della tragedia. Lei stessa frequentava il bar in questione. Siamo stati molto fortunati che non sia andata a quella festa di Capodanno. Qualsiasi strumentalizzazione politica di ciò che è accaduto quella sera è profondamente inappropriato».

Contattato sempre da Watson, Poggia ha spiegato il perché di quell'accostamento: «Il 1. gennaio, il governo israeliano ha confermato il divieto di accesso a Gaza per 37 importanti ONG. Questo tipo di decisione avrebbe dovuto suscitare la disapprovazione della comunità internazionale. Siamo ovviamente sconvolti dalla tragedia di Crans-Montana e l'attenzione internazionale è giustamente concentrata sulla Svizzera, ma così facendo permettiamo che uno sterminio continui». Il membro del Mouvement citoyen genevois (MCG) ha aggiunto: «Il dramma di Crans-Montana diventa inconsapevolmente l'alleato oggettivo del governo di Netanyahu sul piano temporale». Su X, Frank Tapiro, editorialista del canale francese CNews, ha chiesto che Mauro Poggia si dimetta dai suoi incarichi politici: «Approfittare della tragedia di Crans-Montana per riversare il proprio odio verso gli ebrei è indegno del suo status».

A proposito di Israele e Crans-Montana, il governo israeliano ha inviato in Vallese un team di specialisti per aiutare a identificare le vittime, che sono arrivate sul posto giovedì, secondo l'AFP. Il post di Poggia, per contro, è ora inaccessibile al pubblico.