Vallese

Crans-Montana, parla una sopravvissuta: «Jessica Moretti piangeva solo per il bar, non ci ha aiutati»

Una giovane, sopravvissuta al rogo di Capodanno a Crans-Montana, racconta il risveglio dal coma, le gravi ustioni e accusa la titolare del locale di non aver aiutato i feriti
©KEYSTONE - JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Red. Online
30.01.2026 12:33

È fuori pericolo, ma il percorso di recupero sarà lungo e complesso. Roze, 18 anni, una delle sopravvissute all’incendio scoppiato la notte di Capodanno nel bar «Le Constellation» a Crans-Montana, si è risvegliata dopo tre settimane di coma farmacologico. La giovane svizzera è attualmente ricoverata nel reparto grandi ustionati dell’Ospedale universitario di Liegi, in Belgio. La sua testimonianza è stata raccolta dall’emittente pubblica francofona belga RTBF, che aveva incontrato il padre quando la vita della ragazza era ancora in pericolo. Dopo diverse operazioni, Roze ha lasciato la terapia intensiva venerdì scorso. Le conseguenze fisiche, tuttavia, restano pesanti: non può usare le mani né camminare autonomamente. «Dovrò indossare i guanti per un anno o due. Inoltre, non posso uscire al sole perché mi sono ustionata anche il viso», racconta all’emittente.

Il racconto

«Dopo il coma, non sapevo bene dove fossi. Pensavo di essere ancora in Svizzera, poi mi hanno detto che ero in Belgio. Credevo di essermi svegliata lo stesso giorno, invece erano passate tre settimane. Ricordavo tutto, ma non sapevo quanti fossero rimasti feriti o quanti fossero morti». Da allora, gli incubi sono continui. «Rivedo le scene. Vedo il fuoco, vedo la gente che urla. Ci sono immagini che mi restano impresse», confida. La sera della tragedia, Roze si trovava nel locale anche per realizzare contenuti per i social, su richiesta dei proprietari. «Ho visto un po’ di fuoco sul soffitto. Sono risalita per avvisare tutti e gridare di andarsene, ma credo che non mi abbiano creduta. È durato un minuto, poi c’era fuoco ovunque». Il futuro per la 18enne è ora una grande incognita. «Non so come farò a continuare la mia vita. Non so nemmeno se potrò tornare a Crans-Montana».

Le accuse rivolte a Jessica Moretti

La giovane ha infine criticato apertamente il comportamento di Jessica Moretti. «Non ci ha chiesto come stavamo. Ha visto i feriti, ma non ha aiutato nessuno. Piangeva guardando il bar, anche se tutti i feriti erano dietro di lei. Lo trovo inaccettabile. Capisco che tu sia triste per il tuo bar, ma quando sai che ci sono di mezzo minorenni, tutti feriti, cerchi di aiutare o chiami un'ambulanza. Lei ha chiamato i vigili del fuoco, ma non un'ambulanza».

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