Crans-Montana, petizione contro la riapertura dei locali dei Moretti

Non smettono di far discutere le dichiarazioni emerse durante l'ultima audizione dei coniugi Moretti, proprietari del bar Le Constellation teatro della tragedia di Capodanno a Crans-Montana. Due avvocati delle famiglie delle vittime hanno nel frattempo chiesto al Ministero pubblico di perseguire gli imputati per omicidio con dolo eventuale e non più semplicemente per omicidio colposo. E questo perché, secondo i legali, alcuni messaggi inviati su WhatsApp da Jessica Moretti dimostrerebbe che la donna era consapevole del rischio che le candele scintillanti sulle bottiglie potevano incendiare il locale.
La petizione
Ma c'è un'altra azione contro i Moretti che viene portata avanti nelle ultime ore, fuori dagli uffici della Procura. È una petizione «internazionale» online che ha già raccolto 1.850 firme. I Moretti hanno tre locali: il Constellation e il Senso a Crans-Montana e Le vieux chalet a Lens, vicino alla casa della coppia. E, è emerso, gli ultimi due potrebbero riaprire. È per questo che è partita una petizione online: per impedirlo. L’ha firmata pure l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
«Sapere che strutture legate alle persone indagate potrebbero riprendere le loro attività commerciali, come se nulla fosse accaduto, è insopportabile per le vittime, le famiglie e innumerevoli cittadini», si legge nel testo della petizione. «Non chiediamo alla giustizia di condannare nessuno prima del processo. La presunzione di innocenza è un principio che rispettiamo. Ma anche la decenza è un principio. Anche il rispetto dei morti. Anche la discrezione, davanti a 41 bare e 115 feriti. Non si riaprono le porte al pubblico quando la giustizia non ha ancora chiuso il fascicolo. Non si riprende il corso degli affari quando le famiglie stanno ancora aspettando di capire come siano morti i loro cari. Chiediamo alle autorità cantonali e federali, ai proprietari, ai locatori, ai partner commerciali e a tutte le persone interessate di assumersi la propria responsabilità morale. Chiediamo che qualsiasi riapertura o gestione di strutture direttamente legate alle persone indagate sia sospesa fino alla conclusione definitiva delle procedure giudiziarie. Per rispetto delle vittime. Per rispetto delle famiglie. Per rispetto della verità».
