Crans-Montana, respinta la richiesta dei Moretti di chiudere il sito delle testimonianze

Il sito crans.merkt.ch, lanciato da Romain Jordan, uno degli avvocati delle famiglie delle vittime, per raccogliere testimonianze e documenti legati all’incendio di Crans-Montana, resterà attivo. Secondo quanto rivelato da Léman Bleu, il Ministero pubblico vallesano ha infatti respinto la richiesta presentata dalla difesa degli imputati Moretti, che chiedeva l’adozione di misure contro la piattaforma.
Raccogliere documenti e prove
Il sito è stato messo online il 13 gennaio 2026 con l’obiettivo di raccogliere documenti e informazioni potenzialmente utili all’inchiesta sul dramma. Fin dai primi giorni, l’iniziativa aveva tuttavia suscitato l’opposizione della difesa dei Moretti, che aveva espresso timori soprattutto riguardo all’utilizzabilità delle prove raccolte e al rispetto delle norme di procedura penale.
Non ci sono motivi per chiudere la piattaforma
Secondo la documentazione consultata da Léman Bleu, i procuratori incaricati dell’inchiesta ritengono che, allo stato attuale, non vi siano motivi per intervenire contro la piattaforma, pur precisando di rimanere attenti all’evoluzione della situazione. Il Ministero pubblico precisa che, sebbene l’amministrazione delle prove spetti esclusivamente alle autorità penali, questo principio non impedisce alle parti di raccogliere mezzi di prova da sottoporre alla valutazione della Procura.
Il rischio di influenza su potenziali testimoni
Un altro punto sensibile riguardava il divieto imposto agli avvocati di creare un rischio di influenza su potenziali testimoni. Anche su questo aspetto, il Ministero pubblico ritiene che il rischio non si sia concretizzato. Il signor Romain Jordan, scrive la Procura, «sembra essere consapevole di questo limite in quanto non sembra incitare le persone che potrebbero aver assistito alla tragedia di Crans-Montana a parlare con lui, ma si limita a fornire loro una piattaforma per trasmettere le loro informazioni, senza alcuna interazione". Il sito in questione, fa notare l'emittente svizzero francese, invita espressamente gli utenti a conservare i dati originali e li incoraggia a rivolgersi anche alla polizia o al Ministero pubblico.