Il punto

Crans-Montana, «sforzi straordinari per garantire la migliore assistenza medica possibile» anche all'estero

Attualmente, 19 pazienti svizzeri e 6 di nazionalità straniera ma residenti in Svizzera sono in cura in cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia – Il rientro in Svizzera solo in un momento opportuno dal punto di vista terapeutico
© KEYSTONE (VALENTIN FLAURAUD)
Red. Online
03.02.2026 11:57

I team di specialisti svizzeri hanno visitato tutti i pazienti svizzeri (o residenti in Svizzera) che sono in cura presso cliniche all'estero specializzate in ustionati dopo l'incendio di Crans-Montana.

I due Swiss Contact Team (SCT), attivati il 21 gennaio, hanno visitato, fino al 30 gennaio, tutti i pazienti in cura in cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia. «Le visite hanno confermato che continua a essere garantita la migliore assistenza medica possibile e che la solidarietà internazionale rimane molto forte», si legge in una nota dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP). Gli accordi presi con il personale medico e i familiari sul posto costituiscono una base importante per la preparazione e il coordinamento delle cure successive.

25 pazienti all'estero

I due team hanno iniziato il loro lavoro il 21 gennaio 2026. Hanno visitato dapprima i pazienti in Belgio e Germania, poi quelli in Francia e Italia. Attualmente, 19 pazienti di nazionalità svizzera e 6 pazienti di nazionalità straniera, ma residenti in Svizzera, sono in cura in cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia (stato al 1. febbraio 2026). Dopo l’incendio di Crans-Montana, grazie al processo dell’Union Civil Protection Mechanism (UCPM) dell’UE previsto per eventi straordinari, la Svizzera ha potuto trasferire numerosi pazienti in cliniche specializzate all’estero.

Team con esperti in trattamento delle ustioni

Gli SCT erano composti da rappresentanti della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi. Tra i membri si contano due esperti nel campo del trattamento delle ustioni, la prof.ssa Dr. Mette Berger e il prof. Dr. Clemens Maria Schiestl, nonché specialisti in riabilitazione ed esperti con esperienza operativa della Croce Rossa Svizzera e del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) per il supporto organizzativo. Ulteriore sostegno è stato fornito dalle ambasciate e dai consolati svizzeri. L’invio dei team è stato organizzato dalla Centrale nazionale d’allarme dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).

Sforzi straordinari per i pazienti di Crans-Montana

Gli SCT hanno giudicato «eccellente» lo scambio con i team di cura in loco. «Gli sforzi compiuti per garantire la migliore assistenza medica possibile ai pazienti sono straordinari e la volontà di collaborare strettamente con la Svizzera è molto forte». I team di cura hanno espresso un giudizio molto positivo sui primi trattamenti prestati e sullo scambio con i centri ustionati svizzeri (CHUV Losanna, Ospedale universitario di Zurigo, Ospedale pediatrico di Zurigo), da cui sono stati trasferiti molti pazienti. In diversi casi ha avuto luogo anche uno scambio con i familiari sul posto per capire quali fossero le esigenze, e in parte è già stato fornito aiuto.

Rientro in Svizzera solo quando opportuno

Tra i pazienti ricoverati nei centri ustionati all’estero ci sono ancora persone in condizioni critiche, mentre altre potranno essere trasferite in Svizzera nei prossimi giorni. Le cliniche specializzate all’estero sono pronte a continuare a curare i pazienti per tutto il tempo ancora necessario. Ciò consente di pianificare il loro rientro in Svizzera in un momento opportuno dal punto di vista terapeutico, garantendo il miglior trattamento possibile e soddisfacendo al meglio le esigenze dei pazienti e dei loro familiari.

Pianificazione delle capacità in Svizzera

I risultati degli accertamenti verranno utilizzati per il successivo coordinamento a livello nazionale, che sarà effettuato dai centri ustionati in Svizzera, dai cantoni in collaborazione con la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), dalla Suva, dalle cliniche di riabilitazione della Suva di Bellikon e Sion, dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dall’UFPP nell’ambito della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi KATAMED.

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