Il caso

Critiche a Ikea Svizzera: «I cartellini dei prezzi creano confusione»

Secondo le associazioni a tutela dei consumatori, il colosso dell'arredamento svedese non indica in maniera chiara i prezzi originali dei suoi prodotti, che sono indicati con caratteri molto piccoli, rispetto a quelli scontati, destinati ai membri di Ikea Family
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Red. Online
30.04.2026 21:47

Di recente, Ikea è finita nel mirino delle critiche delle associazioni a tutela dei consumatori. Il motivo? Come spiega il Blick, il colosso svedese dell'arredamento avrebbe un problema con i cartellini dei prezzi. Secondo le associazioni, infatti, spesso i prezzi «Ikea Family», ossia sconti destinati solo ai membri del programma fedeltà, non sono posizionati in maniera sufficientemente visibile. In altre parole, il prezzo originale dei mobili e dei prodotti – significativamente più alto – viene indicato con un carattere molto più piccolo, rispetto a quello scontato per i membri Ikea Family. 

Ed è proprio questo aspetto ad aver sollevato perplessità e critiche da parte delle associazioni a tutela dei consumatori che, nelle scorse ore, si sono quindi rivolte alla Segreteria di Stato per l'economia (SECO), per esporre la questione. 

Come scrive sempre il Blick, i collaboratori di Ikea, di fronte alle critiche, non sono rimasti in silenzio. Anzi, hanno ammesso che gli attuali prezzi possano essere fuorvianti. Come hanno dichiarato le agenzie per la tutela dei consumatori, alcuni dipendenti hanno messo le mani avanti, segnalando che i «prezzi Ikea Family» esposti alle casse «causano regolarmente confusione e malintesi». Esattamente come evidenziato dalle associazioni.

«I clienti si accorgono del prezzo effettivo solo alla cassa e finiscono per pagare sovrapprezzi di diverse centinaia di franchi», ha spiegato Sara Stadler, direttrice della Fondazione per la tutela dei consumatori (SKS). «In alcuni casi, non si accorgono proprio dei prezzi diversi». Stadler, a tal proposito, cita l'Ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP), spiegando che tale normativa prevede che «tutte le indicazioni di prezzo siano comprensibili e inequivocabili per la clientela». 

Ma non solo solo i dipendenti di Ikea ad aver ammesso il problema con i prezzi. La stessa azienda, infatti, interpellata dalla SRF, ha riconosciuto che la presentazione dei prezzi «potrebbe essere fuorviante». Per questo motivo, Ikea Svizzera ha iniziato a modificare i cartellini di 15.000 prodotti in dieci negozi, così da rendere identificabili in maniera chiara i prezzi riservati ai soci, e quelli riservati a tutti gli altri clienti.