Dalla Lex UBS alla Tax UBS: l’idea che arriva dagli Stati

La garanzia statale di liquidità per le banche di rilevanza sistemica, nota come Public liquidity backstop (PLB), ovvero il prestito di ultima istanza concesso dalla BNS in caso di difficoltà, torna al centro del dibattito politico svizzero. La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha ripreso l’esame del progetto legislativo legato a doppio filo alla riforma della Legge federale sulle banche, proponendo una modifica destinata a far discutere: limitare alle banche di rilevanza sistemica con una significativa attività all’estero l’obbligo di versare un contributo forfettario preventivo per la predisposizione dello strumento. In base alla situazione attuale, l’obbligo riguarderebbe soltanto UBS, l’unica banca che soddisferebbe il criterio indicato dalla Commissione. La proposta è stata approvata con sette voti contro cinque.
Il PLB è uno strumento pensato per consentire alle autorità di intervenire in una situazione di crisi di una banca di rilevanza sistemica, mettendo a disposizione liquidità garantita dallo Stato. L’obiettivo è rafforzare la stabilità finanziaria, preservare la fiducia nel sistema bancario e garantire la continuità dei servizi essenziali, favorendo al contempo un risanamento efficace o una liquidazione ordinata dell’istituto.
Prima il Consiglio nazionale e poi il Consiglio degli Stati avevano sospeso l’esame del progetto per valutarlo nel quadro complessivo della regolamentazione too big to fail, destinata a disciplinare il trattamento delle banche considerate troppo importanti per essere lasciate fallire senza conseguenze sistemiche. La commissione ha ora ripreso i lavori alla luce del dibattito sui fondi propri, oggetto approvato dal Consiglio degli Stati lo scorso settembre. La maggioranza della Commissione, in linea con il Consiglio federale, sostiene in linea di principio l’introduzione di un contributo forfettario ex ante per la predisposizione delle misure statali di sostegno alla liquidità. La differenza rispetto alla proposta governativa riguarda però la platea degli istituti tenuti a versarlo: le banche di rilevanza sistemica con una significativa esposizione internazionale.
La proposta incontra la netta opposizione dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), che sostiene l’introduzione del PLB, ma contesta il contributo preventivo. Secondo l’associazione, il nuovo onere si tradurrebbe di fatto in una tassa speciale a carico di UBS, con possibili ripercussioni sulla competitività internazionale della banca.
Novità per chi lavora da casa
La commissione ha pure deciso di rivedere la Legge sul lavoro, facendo sua un’iniziativa che mira a introdurre una maggiore flessibilità degli orari per l’Home office. La proposta, già accolta l’anno scorso dal Nazionale, con grande disappunto della sinistra, era stata presentata da Thierry Burkart (PLR/AG) nel 2016.
L’iniziativa prevede tre modifiche. In primo luogo, il lavoro quotidiano da casa dovrebbe poter essere svolto nell’arco di diciassette ore, anziché nelle attuali quattordici. In secondo luogo, il periodo di riposo dovrebbe essere ridotto a nove ore e interrotto in caso di emergenze, con successiva compensazione. Il diritto vigente prevede che fra due giorni lavorativi il lavoratore deve poter riposare ininterrottamente per undici ore. Infine, dovrebbe essere possibile lavorare la domenica su propria iniziativa, per un massimo di cinque ore e non più di nove volte all’anno, beneficiando di una maggiorazione salariale. Le modalità dovrebbero essere definite mediante un accordo tra dipendenti e datore di lavoro. La nuova legge si applicherebbe soltanto ai maggiorenni.
Tener conto dei modelli attuali
L’obiettivo della commissione è introdurre una regolamentazione che tenga conto dei modelli di lavoro attuali, più flessibili, garantendo al contempo una protezione sufficiente ai dipendenti che svolgono parte della propria attività da remoto. La commissione si è tuttavia discostata dal Consiglio nazionale su diversi punti. In particolare, propone di stralciare dal progetto il diritto alla non reperibilità, poiché tale diritto sussiste anche senza esplicita menzione nella legge. Per quanto concerne il lavoro domenicale, l’organo parlamentare ha deciso di proporre quale soluzione di compromesso lo stralcio integrale.