Berna

Dimissioni di Parmelin, l'UDC ora deve giocare bene le sue carte

Secondo il politologo Sean Mueller, il passo indietro del consigliere federale può rappresentare una vera opportunità per i democentristi
©KEYSTONE/PETER KLAUNZER
Ats
02.10.2026 14:31

Le dimissioni del presidente della Confederazione Guy Parmelin possono rappresentare una vera opportunità per l'UDC. Questa decisione potrebbe tuttavia ritorcersi contro il partito se non gioca bene le sue carte, secondo il politologo Sean Mueller.

«L'UDC potrà continuare a essere sulle prime pagine dei giornali per altri tre mesi», ha dichiarato oggi Mueller, politologo dell'Università di Berna, all'agenzia Keystone-ATS. Questa visibilità sarà tuttavia utile al partito solo se riuscirà a far conoscere ampiamente i suoi diversi candidati alla successione sotto una luce positiva e a mettere in evidenza le sue principali rivendicazioni.

«Se, invece, il partito si lacera, se la composizione della lista non è comprensibile o se nessuno desidera realmente succedere a Parmelin, come è avvenuto un anno e mezzo fa al Centro, ciò si rivelerà un cattivo servizio per il partito», ha proseguito Mueller.

Pure interpellata da Keystone-ATS, la politologa Sarah Bütikofer, dell'istituto di ricerca Sotomo, ritiene che l'interesse per l'UDC resti limitato : «L'UDC è (...) comunque il partito più forte. Da questo punto di vista, il dibattito imminente sulla sua successione costituisce soltanto un ulteriore impulso limitato. La situazione diventa interessante solo in caso di una candidatura concorrente proveniente da un altro partito», un'eventualità che Sarah Bütikofer giudica tuttavia molto improbabile.

Gli Stati Uniti e la carenza di alloggi

A seconda della personalità che succederà a Guy Parmelin, l’UDC mobiliterà un maggior numero di elettori alle elezioni del 2027. Una persona conosciuta e simpatica può già fare tutta la differenza, ritiene Mueller, in particolare all'interno dello stesso partito.

Le discussioni sui nuovi accordi con l'UE costituiscono uno dei temi salienti dell'anno elettorale 2027. Il politologo non vede tuttavia alcun legame con l'annuncio delle dimissioni. «Suppongo piuttosto che il conflitto doganale con gli Stati Uniti o la crisi degli alloggi gli abbiano richiesto molta energia, perché erano questi i dossier cruciali di Guy Parmelin, o avrebbero dovuto esserlo», ha dichiarato ancora Mueller.

Una donna per la sua successione?

La successione di Guy Parmelin sarà sulle prime pagine dei media nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Dopo la sua partenza, Elisabeth Baume-Schneider potrebbe diventare l'unica consigliera federale originaria della Romandia. «La Svizzera romanda farà certamente di tutto per difendere i suoi due seggi. La solidarietà regionale prevale generalmente al di là delle divisioni partitiche», secondo Mueller.

Il politologo ritiene tuttavia che nulla sia garantito. Una sola personalità romanda può provvisoriamente sedere in Consiglio federale, ma questa situazione dovrà allora certamente essere corretta in occasione dell'elezione successiva. «Dopo l'elezione di Baume-Schneider, la Svizzera romanda è infatti stata rappresentata per un breve periodo da tre seggi; il Ticino, dal canto suo, non è stato rappresentato in Consiglio federale per quasi 20 anni. Da questo punto di vista, tutto è possibile», spiega ancora Mueller.

Sarah Bütikofer si aspetta che l'UDC designi diversi candidati, che tuttavia non saranno tutti originari della Romandia. Ignazio Cassis siede ancora in Consiglio federale ed è inoltre considerato un rappresentante della Svizzera latina.

La probabilità che una donna entri in Consiglio federale sotto i colori dell'UDC è «più grande che mai, ma resta inferiore al 50%», ha concluso Mueller.

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