Grigioni

Dopo St. Moritz, Moncler punta Guarda: e il paese si ribella

Due anni dopo aver sollevato polemiche, Moncler punta sul villaggio dell'Engadina Bassa per il 2027 – Promette sobrietà, ma in paese cresce l'inquietudine
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Red. Online
07.10.2026 12:00

Prima St. Moritz, ora Guarda. Due anni dopo le critiche suscitate dalla sfilata nei boschi dell'Alta Engadina, la casa di moda italiana (di origini francesi) Moncler torna nei Grigioni. Questa volta, ha scelto un piccolo villaggio dell'Engadina Bassa, Guarda, dove intende organizzare la sua prossima sfilata e girare un video pubblicitario all'inizio di febbraio del 2027. Ne ha dato notizia 24 heures. Il marchio, dal canto suo, ha assicurato che, a questo giro, l'evento sarà più sobrio e discreto. Soprattutto, sarà pensato per non snaturare il carattere del luogo. In paese, però, i dubbi non mancano.

Il precedente di St. Moritz

Il ricordo del 2024, d'altro canto, è ancora vivo. Il 3 febbraio di quell'anno, ricordiamo, Moncler aveva allestito la sua passerella in piena foresta a St. Moritz. Le critiche erano state numerose: per i continui voli di elicotteri, per il materiale fissato direttamente agli alberi e per l'uso di cannoni da neve in mezzo alla natura, così da ricoprire le passerelle di neve artificiale.

«Non è la nostra clientela»

A Guarda, circa 180 abitanti, l'annuncio non ha suscitato entusiasmo. «Ma insomma, che cosa c'entra un marchio di lusso con Guarda?» si chiede Sophie Badel, ristoratrice e membro della società turistica locale, interpellata da 24 heures. «Non è affatto la nostra clientela. Guarda vive di un turismo dolce, di escursionisti e di chi cammina con le racchette da neve, non di lustrini».

Badel teme soprattutto che la visibilità sui social trasformi il villaggio in un semplice fondale e alimenti un turismo di massa effimero. Il paragone che fa è con il Chalandamarz, la festa tradizionale di inizio marzo, quando a volte fino a 500 visitatori arrivano in paese per osservare i bambini del villaggio «come se fossero un'attrazione da luna park».

Per la ristoratrice le priorità della regione sono altre: «Dobbiamo continuare a puntare su un turismo dolce. Servono più alloggi a prezzi accessibili per le famiglie del posto, posti di lavoro per tutti i livelli di formazione, buone strutture sanitarie e abbastanza luoghi d'incontro perché la vita del villaggio resti animata».

Niente elicotteri né cannoni da neve

Di fronte alle resistenze e alle critiche, il Comune cercherà di porre limiti severi, come riportato dal Tages-Anzeiger. Non saranno autorizzati né elicotteri né cannoni da neve. Gli ospiti arriveranno in treno e per la logistica si farà capo ad aziende locali. Inoltre, alla fondazione Pro Guarda dovrebbe essere versato un contributo a sei cifre. Resta da vedere se basterà a fugare i dubbi degli abitanti.