Il caso

E se in Argovia fosse vietato possedere un Labrador?

Sei granconsiglieri chiedono di vietare i cani più pericolosi, allargando (e di molto) la lista – Il Governo dice no: toccherebbe 48 razze e quasi un cane su due
Red. Online
07.10.2026 15:00

Un samoiedo, il cane bianco e soffice dal muso sorridente, trattato come un pitbull. Potrebbe succedere in Argovia se passasse la proposta di sei granconsiglieri che chiedono di vietare i cosiddetti «cani da combattimento». Nella loro idea, riporta l'Aargauer Zeitung, la definizione andrebbe ben oltre le razze considerate di solito pericolose. Secondo il Governo cantonale, il divieto toccherebbe 48 razze e quasi un cane su due. «Il Consiglio di Stato è incaricato di modificare la legge cantonale sui cani in modo da vietare in futuro la detenzione di cani con un potenziale di pericolosità elevato», si legge nella mozione, firmata da deputati di UDC, PLR, Centro, PEV, PS e Verdi. Il Governo dice no, ma i promotori vogliono comunque portare il tema in Gran Consiglio.

Oggi nessun divieto, ma cinque razze sotto controllo

Oggi, in Argovia nessuna razza è vietata. Per cinque, però, serve un'autorizzazione speciale: pitbull terrier, american staffordshire terrier, staffordshire bull terrier, bull terrier e rottweiler. La regola vale anche per i loro incroci, come l'american bully, e per tutti i cani che dall'aspetto sembrano discendere da queste razze. Al 30 giugno 2026, scrive il quotidiano, in Argovia erano registrati circa 46.400 cani. Di questi, 891 appartenevano alle razze in lista, cioè l'1,9%. Dal 2012, quando è entrata in vigore la nuova legge sui cani, il loro numero è cresciuto del 18%. Nello stesso periodo il totale dei cani è aumentato del 20%.

Le ragioni dei promotori

Il portavoce della mozione è il granconsigliere UDC Thomas Zollinger di Würenlos. Il testo chiede di vietare tutte le razze responsabili di ferite gravi e mortali, e anche quelle che potrebbero causarle. «Si deve presumere che un numero considerevole di cani da combattimento non sia stato registrato, che molti cani pericolosi non figurino nemmeno nella lista prevista dalla legge e che le condizioni di detenzione siano spesso più che discutibili», scrivono i firmatari. Secondo loro, anche i cani da combattimento oggi ammessi sarebbero «di per sé pericolosi per la collettività». Tra i firmatari c'è anche il deputato del Centro Harry Lütolf. «I cani che rappresentano un pericolo non devono stare tra la gente», ha detto a Tele M1. Lütolf ritiene che ci siano molti morsi non dichiarati, nonostante l'obbligo di notifica, e promette battaglia in Parlamento.

I dati del veterinario cantonale

Il dossier è del consigliere di Stato UDC Jean-Pierre Gallati. Il Governo si basa su un'analisi del Servizio veterinario, diretto dalla veterinaria cantonale Barbara Thür. Tra il 1. luglio 2024 e il 1. luglio 2026 in Argovia ci sono stati 30 episodi con ferite gravi a persone e animali, più 28 casi in cui un animale è morto. A mordere è stato appena lo 0,13% dei cani del cantone, di 32 razze diverse.

Dodici di queste razze compaiono più volte: tra loro pastori tedeschi e belgi, husky, galgo spagnolo, american staffordshire terrier, labrador retriever e akita inu. Per il Governo, però, i morsi gravi «non si possono ricondurre a singole razze o gruppi di razze, ma sembrano piuttosto avere cause individuali». Non si può dire «con certezza che alcune razze siano più pericolose di altre». Gli incidenti dipendono invece «in larga misura da errori di detenzione e di conduzione». La conclusione del Governo: un divieto basato sulla razza non eviterebbe i casi gravi o mortali.

Dal labrador al barboncino

Alle 32 razze coinvolte negli incidenti in Argovia se ne aggiungerebbero dunque altre 16. Sono quelle vietate nei cantoni che i granconsiglieri citano come modello. In tutto sarebbero coinvolti circa 22.000 cani: 12.000 di razza e circa 10.000 meticci. Nella lista non ci sono solo dogo argentino, tosa o cane corso. Ci sono anche golden retriever, labrador, bovaro bernese, border collie, bouledogue francese, barboncino gigante, jack russell e, appunto, il samoiedo.

Per il Governo un divieto del genere sarebbe impossibile da applicare. Valutare il carattere di così tanti animali non è realistico: gli esperti in grado di farlo sono pochi e le perizie richiedono molto lavoro. In più bisognerebbe aspettarsi una valanga di ricorsi. «Invece di creare più sicurezza, l'applicazione collasserebbe completamente». Il Governo riconosce comunque che bisogna proteggere meglio la popolazione e gli animali. Propone quindi un obbligo di formazione per cani e padroni. A livello nazionale i corsi obbligatori sono stati aboliti nel 2016. In Argovia è già stato accolto un postulato che chiede di reintrodurli.

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