Svizzera

E se l'accordo fra Iran e Stati Uniti venisse firmato a Ginevra?

Un diplomatico francese di alto livello, citato dal Blick, ha ammesso che la città sul Lemano è «una possibilità»: ma come la mettiamo con il G7 di Evian?
©JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Red. Online
12.06.2026 12:00

A Ginevra, una volta di più, potrebbe scriversi la storia. No, non parliamo dell'imminente G7 che si terrà a Evian, in Francia, ma che coinvolgerà inevitabilmente anche la Svizzera e la città di Calvino. Parliamo dell'ipotesi che, nel fine setitmana, venga firmato un protocollo d'intesa fra Iran e Stati Uniti. Ipotesi tornata alla ribalta dopo le parole di Donald Trump. «Sì, Ginevra è una possibilità» ha ammesso oggi al Blick una fonte francese di alto livello, coinvolta nella preparazione del vertice di Evian. Il presidente degli Stati Uniti, come noto, ha già designato il suo emissario per firmare il documento qualora l'accordo dovesse essere confermato: il vicepresidente J.D. Vance. 

Con Trump, lo sappiamo, è bene andarci cauti. Lo stesso vale per Teheran. Secondo Mehr, agenzia di stampa iraniana, una bozza di memorandum d'intesa tra le due parti prevede la fine del blocco statunitense di Hormuz, la riapertura dello Stretto, la revoca delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e l'impegno degli USA a ritirare le forze dalle aree circostanti l'Iran. Secondo la fonte francese di alto livello citata dal Blick, il Ministero degli Esteri iraniano ha effettivamente confermato a diversi interlocutori europei, nella notte tra giovedì e venerdì, che è in corso la finalizzazione di un accordo di principio. Più che un accordo, però, si tratterebbe di un preambolo. Fisserebbe un cessate il fuoco di sessanta giorni durante il quale si svolgerebbero i veri negoziati sul programma nucleare militare iraniano. Il cessate il fuoco varrebbe anche per il Libano e, come detto, sarebbe accompagnato dalla riapertura dello Stretto di Hormuz e dallo sblocco dei fondi iraniani congelati all'estero, a cominciare dai dodici milioni di dollari bloccati nelle banche iraniane in Qatar.

Perché Ginevra, comunque? Il motivo addotto, oltre al ruolo storico svolto dalla Svizzera dal 1980 come rappresentante degli interessi statunitensi in Iran, è il calendario. Diversi Stati arabi del Golfo Persico sono stati invitati dalla Francia al vertice del G7 di Evian, dove è prevista una discussione sul Medio Oriente e sullo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti ritengono inoltre che i negoziati tra l'Iran e l'Oman a Ginevra, interrotti dai loro attacchi del 28 febbraio, siano un processo che potrebbe proseguire dopo la conclusione di questo protocollo d'intesa.

Se la scelta ricadesse su Ginevra, ci si avvierebbe quindi verso negoziati di lunga durata sulle rive del Lemano, almeno per i sessanta giorni di cessate il fuoco. Ma è davvero fattibile un incontro di alto, altissimo livello mentre la Polizia ginevrina pattuglia la città in vista delle manifestazioni anti-G7 e le vetrine sono protette da pannelli per paura di danni e violenze? Difficile a dirsi, conclude il Blick. Ma il nome di Ginevra è stato effettivamente citato dai diplomatici.