Ecco come non cadere nella trappola del roaming in vacanza

Il roaming non è certo una novità e con l’avvento degli smartphone (con l’accesso a internet in ogni luogo) il rischio di veder lievitare la fattura dell’operatore di telefonia mobile è particolarmente elevato. Soprattutto al ritorno da una vacanza all’estero. Per cercare di contenere le spese, le associazioni a difesa dei consumatori e le autorità federali consigliano alcuni semplici accorgimenti.
Limite di spesa
Una delle misure più efficaci è scegliere un limite di spesa mensile per il roaming (ad esempio un massimo di 50 franchi). Ciascun operatore può fissare un limite standard diverso, anche oltre i 200 franchi, ma è possibile impostarne uno più basso (per chiamate e internet) manualmente. Una volta raggiunto l’importo, non verranno addebitate ulteriori spese. A seconda dell’abbonamento scelto è incluso anche un certo quantitativo di dati (internet, messaggi e chiamate) all’estero. Bisogna però controllare con attenzione la lista dei Paesi inclusi nel contratto.
I dati e le connessioni gratuite
Chi non vuole cadere in una trappola dei costi, dovrebbe disattivare il roaming quando attraversa il confine. Per non avere spiacevoli sorprese, l’associazione svizzero-tedesca Konsumentenschutz invita ad esempio a comprare un pacchetto specifico per il Paese di destinazione, nonché a mantenere la modalità aereo all’estero (scaricando le mappe dell’area di destinazione prima di lasciare la Svizzera). Oppure, invita a collegarsi a una rete Wi-Fi (pur facendo attenzione alla sicurezza a causa dei possibili tentativi di truffa) ed effettuare chiamate attraverso applicazioni di messaggistica come WhatsApp o Threema, assicurandosi però di disporre di una connessione internet gratuita, di una rete WLAN oppure inclusa in un pacchetto dati a prezzo fisso.
Operatori locali
Attenzione soprattutto al consumo di internet (in particolare per i video, in streaming o anche sui social media) e alla segreteria telefonica: per ascoltare dall’estero i messaggi presenti sulla propria segreteria telefonica si rischia di pagare il roaming. «Se non viene disattivata la segreteria telefonica, al titolare del numero possono essere fatturati ulteriori costi per la deviazione internazionale della chiamata», precisa l’Ufficio federale delle comunicazioni sul proprio sito web. Un’altra opzione è l’acquisto di una carta SIM di un operatore locale, oppure di una eSIM.
Le zone di confine
I ticinesi lo sanno: molto spesso a ridosso del confine arriva il classico SMS «Benvenuto in Italia». Ma come evitare il roaming involontario nelle zone di confine? Lo spiega lo stesso UFCOM, ricordando che - considerate le proprietà fisiche delle frequenze radio, che si propagano via etere indipendentemente dalle frontiere - può succedere che in una zona di confine svizzera un dispositivo con una carta SIM svizzera (smartphone, tablet o laptop) si connetta a una rete di radiocomunicazione mobile estera.
Per evitare il roaming internazionale involontario e le conseguenti fatture elevate, le autorità federali consigliano anche in questo caso di disattivare nelle impostazioni la funzione «roaming». Bloccando tale funzione si evita di regola il roaming involontario. A seconda dell’operatore, è possibile bloccare in modo preliminare il roaming di dati già all’acquisto di un abbonamento o di una carta SIM prepagata.
Procedura di conciliazione
Se, nonostante tutte le precauzioni, al rientro dalle vacanze trovate una fattura salata, è consigliabile rivolgersi direttamente al proprio operatore. Oppure è anche possibile avviare una procedura di conciliazione presso l’Ombudscom (raggiungibile al sito it.ombudscom.ch): è l’organo che funge da intermediario nelle controversie civili relative a servizi di telecomunicazione.
