Educatore accusato di avere molestato 15 bambini in due asili nido

Il caso fa venire i brividi. Un uomo impiegato come responsabile di gruppo in due asili nido è accusato di avere abusato di almeno 15 bambini in due strutture private, una nella regione di Berna e un’altra nell’area di Winterthur. Ne dà notizia SRF.
L'uomo, 33 anni, avrebbe commesso le violenze sessuali durante l’orario di lavoro all'interno dei bagni, nel «locale nanna» e persino nella sala principale. Le vittime, secondo l'atto d'accusa della Procura di Berna, erano prevalentemente bambine. La più giovane di 1 anno, la più grande di 4.
Complessivamente, all'imputato vengono contestati abusi su 15 bambini. L'uomo, oggi 33.enne, ha lavorato in entrambe le strutture come responsabile di gruppo ed era quindi incaricato della cura dei bimbi.
Secondo l'accusa, i fatti si sarebbero verificati nell'arco di un anno e mezzo circa. All'uomo viene inoltre contestato di avere filmato alcuni episodi.
Da un asilo all'altro, con buone referenze
Dall'indagine della SRF emerge che già nell'estate del 2022 una madre si era rivolta alla direzione dell'asilo nido di Winterthur, poiché sua figlia aveva riferito di avere subito abusi da parte dell'educatore. Era stata anche sporta denuncia alla Polizia cantonale di Zurigo. Tuttavia, poiché né l’imputato né la bimba hanno reso testimonianza durante l’interrogatorio, il procedimento è stato archiviato nel maggio 2023. Non è stato possibile confermare il sospetto di reato (non è emerso un sospetto sufficientemente fondato per aprire un’inchiesta penale), ma l’uomo è stato licenziato dall’asilo nido.
Durante l'estate, il 33.enne è stato assunto in un asilo nido della regione di Berna. La direzione ha contattato il precedente datore di lavoro a Winterthur, il quale ha trasmesso referenze positive. «A causa dell’indagine in corso, la direzione era tenuta al riserbo», è stato spiegato a SRF.
Quindi l'arresto
Nel febbraio 2024, l'uomo è stato arrestato nel canton Berna con l'accusa di pedopornografia online. Secondo l'accusa, durante la perquisizione domiciliare la Polizia ha sequestrato oltre 800 immagini e video. Tra questi vi sarebbero anche riprese provenienti dagli asili nido coinvolti.
Le strutture interessate, contattate da SRF, si sono dette «sconcertate». L'asilo nido di Berna, tramite il suo legale, ha affermato di non avere ricevuto segnalazioni e che nessuno dei colleghi dell'uomo ha mai avuto sospetti.
Anche le strutture nel mirino
In entrambe le strutture, viene inoltre aggiunto, erano in vigore misure di protezione, come il divieto di utilizzare dispositivi elettronici privati e l’obbligo di lasciare aperte le porte della stanza in cui si trovava il fasciatoio e in quella della «nanna». Una versione messa in dubbio dall'avvocata Laura Jost, che rappresenta sette famiglie, la quale parla di «lacune organizzative nelle strutture, altrimenti episodi così gravi non sarebbero spiegabili». A nome di alcune famiglie, nell’autunno 2025 ha presentato una denuncia penale contro la direzione dell’asilo della regione di Berna. L’accusa riguarda la violazione dell’obbligo di cura o dell’obbligo educativo.
Alla fine di aprile, l'imputato dovrà rispondere delle accuse – atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, coazione sessuale, violenza carnale e atti sessuali con fanciulli – davanti al Tribunale regionale di Berna. L'uomo, che avrebbe confessato i fatti a lui contestati, si trova attualmente in detenzione preventiva.
