Costi

Elettricità, caro bolletta in vista

La società Swissgrid aumenterà le tariffe per l’uso della rete di trasmissione: la causa sono i forti inasprimenti dei prezzi sui mercati – Bigatto (AIL): la spesa crescerà di almeno 40 franchi all’anno per economia domestica — A Zurigo si parla anche di rincari di 200 franchi
In arrivo una stangata?

Nel 2023 una famiglia con un consumo annuo di 4.500 chilowattora pagherà in media 20 franchi in più rispetto a quest’anno per le prestazioni di Swissgrid. La causa risiede principalmente nel forte inasprimento dei prezzi sui mercati dell’elettricità, indica in una nota la società che gestisce in Svizzera le reti elettriche. I 20 franchi si aggiungerebbero ad altri 20 franchi in più per costi relativi a investimenti e alla manutenzione. Ma non è finita qui: anche le tariffe per l’elettricità saliranno.

Quali sono le conseguenze dell’aumento delle tariffe di Swissgrid per il consumatore ticinese? «Le tariffe più alte, a cascata, vengono incluse nei costi della rete cantonale, che vengono a loro volta ripresi in quelli per la distribuzione locale», spiega il direttore di AET Roberto Pronini. Difficile, dice il direttore, prevedere in questo momento di quanto aumenteranno i costi per l’utilizzo della rete per il consumatore finale. «Le tariffe dei distributori locali sono rese note solo in agosto».

Fra perdite e bilanciamenti
Passiamo la palla allora al direttore di AIL Marco Bigatto, che ci aiuta anche a capire in cosa consistono gli aumenti affrontati da Swissgrid e riversati sui consumatori finali. «La rete di Swissgrid è per così dire lo scheletro di tutto il sistema elettrico. Le centrali di produzione usano Swissgrid per immettere l’energia generata. Le aziende di distribuzione come AIL prelevano questa energia e la portano al cliente finale», spiega il direttore.

«Oltre che mantenere le infrastrutture e investirvi denaro, Swissgrid ha il compito di bilanciare l’energia, ovvero fare in modo che in ogni istante l’energia immessa nella rete dagli impianti di produzione e dalle importazioni equivalga a quella prelevata dal consumatore o esportata. Infine, deve coprire (comprando altra energia) le perdite che si creano nella rete».

Per Swissgrid, il prezzo per le prestazioni di servizio generali relative al sistema aumenterà a 0,46 centesimi per chilowattora (2022: 0,16 centesimi). In altre parole, «viene triplicata la componente tariffale necessaria per il lavoro di bilanciamento di energia. Per compiere questo servizio Swissgrid deve infatti fare capo a centrali di regolazione, che applicano prezzi di mercato. Mercato che attualmente presenta prezzi fortemente aumentati, ancor più dopo lo scoppio della guerra in Ucraina».

Nel settore delle prestazioni di servizio individuali, invece, la tariffa per le perdite di potenza attiva (il secondo compito elencato da Bigatto) salirà da 0,14 a 0,30 centesimi per chilowattora. «Un aumento che assieme al primo causa a un’economia domestica media un aumento di 20 franchi all’anno».

Ma c'è un altro pacchetto
C’è anche un altro pacchetto aumenti da parte di Swissgrid; «questi si riferiscono a componenti tariffali che seguono un trend in crescita già da diversi anni , ma non sono dovuti all’aumento dei prezzi dell’energia»: trattasi infatti dei costi di investimento e manutenzione. «Anche questo aumento si aggira attorno ai 20 franchi in più all’anno. In totale quindi, in media, per economia domestica, i costi per la rete di trasporto nazionale aumenteranno di 40 franchi nel 2023», conclude Bigatto.

Questi sono i costi ulteriori legati all’uso della rete svizzera, ma quelli dell’energia? Come già menzionato da Roberto Pronini, se ne saprà di più a fine estate. Bigatto intanto può confermare che i prezzi aumenteranno: «Stiamo facendo del nostro meglio per tenerli il più contenuti possibile», promette il direttore di AIL. «AIL compra energia gradualmente nei tre anni precedenti la fornitura», spiega ancora. «Per il 2023 siamo quindi riusciti a comprare buona parte del fabbisogno già prima dei forti aumenti degli ultimi mesi. Rimane però un volume non trascurabile ancora da acquistare. Cercheremo di cogliere i momenti migliori che il mercato offrirà nei prossimi mesi».

Molti i fornitori pessimisti
In tutta la Svizzera molti fornitori si aspettano un aumento per il prossimo anno. I grandi fornitori come Repower nei Grigioni, l’azienda elettrica zurighese e il fornitore di elettricità Primeo Energie a Basilea si aspettano prezzi più alti, e lo stesso vale per l’Associazione dei fornitori di elettricità di Argovia, riferisce il «Tages Anzeiger». Quanto sarà alto l’importo per il 2023 dipende molto dalla strategia di acquisto dei rispettivi fornitori. L’Associazione dei fornitori comunali di elettricità del Canton Zurigo prevede un aumento dei prezzi del 20%.Ciò significa una spesa supplementare di quasi 200 franchi per una famiglia media con un consumo di 4.500 chilowattora all’anno.

E intanto Berna ha attivato la diplomazia del gas

Il consigliere federale Ueli Maurer ha incontrato a Doha il ministro dell’energia del Qatar Saad Sherida al-Kaabi. Uno dei temi trattati era la fornitura di gas naturale alla Svizzera. È previsto che ora le autorità responsabili in entrambi i Paesi terranno colloqui sui dettagli, riferisce un comunicato del Dipartimento federale delle finanze su Twitter. Poiché le trattative sono ancora in corso, al momento non si possono dare dettagli, per esempio sulle possibili quantità di consegna. Per la Svizzera condurrà i negoziati la società di approvvigionamento energetico Gaznat.In seguito alla guerra in Ucraina, il Consiglio federale ha deciso il 4 marzo di prendere misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas per il prossimo inverno. Le compagnie del gas devono poter procurarsi congiuntamente il gas, le capacità di stoccaggio e gli appositi terminali senza dover temere conseguenze secondo la legge sui cartelli. È previsto che il ramo del gas, insieme ai dipartimenti e alle autorità responsabili, presenti una proposta di soluzione al Consiglio federale alla fine di aprile. L’Esecutivo ha inoltre già deciso il 17 febbraio che sarebbe stata costruita una riserva di energia idroelettrica per essere messa a disposizione rapidamente.

Il tema energetico è stato al centro dei colloqui in Olanda fra Simonetta Sommaruga e il ministro dell’energia Rob Jetten e la ministra dell’ambiente Vivianne Heijnen. Gli incontri erano stati programmati da tempo, ma con la guerra in Ucraina il tema dell’energia è diventato ancor più importante, ha indicato la consigliera federale. Si tratta in particolare di garantire a breve termine l’approvvigionamento in energia, e a più lunga scadenza di liberarsi dalla dipendenza del petrolio e del gas esteri. La direttrice del DATEC ha menzionato il ruolo svolto dal porto di Rotterdam. Quest’ultimo non è soltanto lo scalo più grande d’Europa, ma è anche fondamentale per la fornitura di petrolio e gas. Al contempo, Rotterdam è un importante hub per il gas di petrolio liquefatto (GPL), un settore che deve ancora essere sviluppato. Per questo motivo l’accesso al terminale olandese deve essere assicurato, affinché il gas possa essere trasportato anche in Svizzera, ha aggiunto Sommaruga, facendo riferimento alla navigazione sul Reno, ma anche al corridoio per le merci Rotterdam-Genova.