Il punto

Engelberg, ma non solo: quanto sono sicuri gli impianti in Svizzera?

La parola a Berno Stoffel, direttore di Funivie Svizzere, l'associazione di categoria per il settore degli impianti di risalita: «La sicurezza è la nostra priorità»
Lara Sargenti
Lara Sargenti
19.03.2026 16:30

«Siamo profondamente rammaricati per l'accaduto ed esprimiamo il nostro più sentito cordoglio ai famigliari della persona deceduta». Berno Stoffel, direttore di Funivie Svizzere, l'associazione di categoria per il settore degli impianti di risalita, come tutti è rimasto scioccato dall'incidente di Engelberg, alla cabinovia del Titlis Express, in quegli istanti sferzata dal forte vento. Detto ciò, ci tiene a ribadire che gli impianti a fune, nel nostro Paese, «sono il mezzo di trasporto più sicuro che esista».

«Secondo le statistiche dell'Ufficio federale dei trasporti – spiega Stoffel, da noi contattato – ogni anno vengono percorsi circa 330 milioni di chilometri-passeggeri con gli impianti a fune. Il rischio di infortunio è minimo e gli incidenti alle persone sono estremamente rari, anche perché la sicurezza delle persone è la priorità assoluta per i gestori». Di più, per ora, il nostro interlocutore non dice, anche perché «non sono ancora disponibili prove certe che indichino la causa dell'incidente». Tradotto: «Finché non saranno disponibili queste prove, ci asteniamo dal rilasciare dichiarazioni generali sulle possibili cause».

MeteoSvizzera, per contro, aveva emesso un'allerta vento di livello 2 per la regione, mercoledì. È emerso, inoltre, che al momento dell'incidente i dipendenti stavano parcheggiando le cabine per via delle raffiche. «Non è chiaro – prosegue Stoffel – se il vento abbia davvero avuto un ruolo in questo incidente». In ogni caso, chiarisce il direttore, «la gestione del vento negli impianti di risalita è regolamentata come segue: il vento viene misurato dagli anemometri montati sui piloni degli impianti e visualizzato nelle stazioni a valle e a monte. Nel manuale d'uso di ogni impianto funiviario è definito a partire da quale valore di vento scatta un allarme e a partire da quale velocità del vento l'esercizio deve essere sospeso. Questo valore varia a seconda dell'impianto, ma per le funivie a circolazione continua, come le cabinovie e le seggiovie, si aggira intorno agli 80 chilometri orari». E ancora: «Se la velocità del vento è compresa tra 15 e 20 chilometri orari al di sotto della soglia critica, viene impostato un allarme vento che attiva automaticamente un segnale. Concretamente, nel caso in cui venga raggiunto il limite di allerta viene attivato un segnale acustico e/o visivo nella stazione a valle e in quella a monte. Quindi, vengono attivate delle misure: di norma la velocità viene ridotta e il funzionamento viene monitorato più attentamente. In caso di vento in aumento, gli sciatori vengono evacuati dalla montagna e la funivia viene successivamente svuotata».

Detto che Stoffel non vuole sbilanciarsi sul caso specifico, è plausibile che il vento forte possa, da solo, causare la caduta di una cabinovia? E come funzionano i controlli periodici degli impianti? Con quale frequenza vengono effettuati? E da chi? «È altamente improbabile che il vento forte, da solo, possa causare la caduta di una cabinovia» spiega l'esperto rispondendo al primo quesito. «Non ci risultano casi del genere. Per soddisfare i più elevati standard di sicurezza, gli impianti a fune vengono costantemente controllati e aggiornati alle più recenti tecnologie. Le norme di sicurezza per gli impianti a fune in Svizzera, conformi alle ordinanze dell’Ufficio federale dei trasporti, sono considerate molto rigorose, anche nel confronto internazionale. Ogni impianto dispone di un registro che riporta i controlli giornalieri, mensili, annuali e pluriennali. L'esecuzione di questi controlli è verificata dall'Ufficio federale dei trasporti. Attendiamo il rapporto del Servizio d'inchiesta sulla sicurezza: i risultati mostreranno se e quali misure siano necessarie per prevenire un evento di questo tipo in futuro».

Ma un incidente del genere potrebbe minare la fiducia o causare un calo del numero di visitatori? «In Svizzera – chiosa Stoffel – gli impianti di risalita sono molto sicuri e la sicurezza è la priorità assoluta per ogni operatore; gli incidenti come detto sono molto rari. Non solo, vengono analizzati meticolosamente e, in seguito, vengono prese le misure del caso. Credo che l'opinione pubblica sia in grado di valutare correttamente e nel suo complesso l'accaduto». Quanto successo a Engelberg, effettivamente, è un evento eccezionale: «Gli incidenti con le cabinovie sono molto rari. Dalle nostre ricerche è emerso che, per quanto riguarda specificamente le cabinovie, negli ultimi trent'anni si sono verificati solo quattro incidenti».