«Evitate St. Moritz e dimenticate la fondue d’estate»: i sorprendenti consigli dei chatbot ai turisti

Dove trascorrere un fine settimana in montagna? Quale itinerario scegliere tra laghi, città storiche e sentieri panoramici? E quale località evitare per sfuggire alla folla? Se una volta queste domande venivano poste alle agenzie di viaggio o, semplicemente, sfogliando dei dépliant sulle mete turistiche, oggi la situazione è ben diversa, Sempre più viaggiatori si rivolgono infatti ai chatbot basati sull’intelligenza artificiale, trasformando strumenti come ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity in veri e propri consulenti di viaggio digitali.
Ma non si tratta più soltanto di cercare un albergo o di tradurre qualche frase in una lingua straniera. L’IA viene ormai utilizzata per costruire interi programmi e itinerari di vacanza, a partire dalla scelta della destinazione, passando alle attività giornaliere, fino ai mezzi di trasporto consigliati, i ristoranti e le attrazioni da non perdere.
Una domanda banale per un programma completo
Secondo quanto riportato dal Tages-Anzeiger, oggigiorno basta formulare una richiesta dettagliata – una vacanza in famiglia, un weekend romantico, un’escursione sostenibile o un itinerario lontano dai percorsi più battuti – e nel giro di pochi secondi il chatbot elabora una proposta su misura. È questo uno degli aspetti che stanno cambiando il modo di organizzare il tempo libero: non si naviga più tra decine di siti internet, ma si dialoga con un assistente virtuale che adatta continuamente i suggerimenti alle esigenze dell'utente.
Invito alla prudenza
Il vantaggio principale è la personalizzazione. Budget, età dei partecipanti, durata del soggiorno, interessi culturali o sportivi. E tutto può essere preso in considerazione per generare un programma praticamente unico. Un servizio disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro e capace di modificare l’itinerario in tempo reale sulla base di nuove richieste.
Ma gli esperti invitano anche alla prudenza, in quanto le risposte fornite dall’intelligenza artificiale possono apparire molto convincenti pur contenendo errori o informazioni non aggiornate. Fra questi figurano per esempio gli orari dei trasporti, le aperture stagionali, le disponibilità alberghiere o gli eventi locali. Il consiglio è infatti quello di verificare sempre le informazioni fornite spostandosi poi su fonti ufficiali.
Nuove sfide per gli operatori
L’intelligenza artificiale, insomma, può rappresentare un eccellente punto di partenza, ma al momento non sostituisce sicuramente l’esperienza diretta né la conoscenza del territorio. Per gli operatori e i settori turistici emerge quindi una nuova sfida, ovvero l'essere presenti online con tutte le informazioni aggiornate giorno per giorno e che siano facilmente interpretabili dagli algoritmi che facilitano la richiesta e le ricerche dei viaggiatori.
Gli assurdi consigli dei bot
A questa serie di problematiche e sfide legate al crescente utilizzo dell'IA per gli operatori turistici si aggiungono alcuni consigli forniti dagli stessi chatbot. Fra gli esempi citati sempre dal Tages-Anzeiger c'è quello dei bot che sottolineano come in Svizzera si è estremamente sensibili al rumore, motivo per cui - sempre secondo l'IA - nella Confederazione le conversazioni telefoniche sui treni possono causare tensioni sociali, così come il non rispetto degli orari di silenzio sul mezzogiorno e durante la notte. Ma dalle regole di buon comportamento, i chatbot hanno anche citato cose che - agli occhi dei confederati - possono risultare un po' eccessive, come il fatto che il saluto sia d'obbligo in ogni situazione: dai supermercati ai sentieri di montagna. Ancora più assurdo il consiglio di non parlare male di orologi o banche, che, sempre secondo l'IA, potrebbe offendere gli svizzeri. Ma finiamo l'affermazione più bizzarra: in estate nessuno svizzero mangia la fondue al formaggio: a detta dei chatbot chi lo fa verrebbe considerato un "turista spericolato".
Quali mete vengono sconsigliate?
Tutti e quattro i chatbot menzionati a inizio articolo sono inoltre concordi sul fatto che Interlaken (BE) è solo una stazione ferroviaria di passaggio, sconsigliata quindi come meta ultima di una vacanza. Vengono invece suggerite destinazioni bernesi come Mürren o Isenfluh, così come Lauterbrunnen, Wengen o la valle di Rosenlaui. A venir vivamente sconsigliate da tutti e quattro i chatbot c'è anche St. Moritz per via del lusso che vi ruota attorno, nonché per il fatto che sia una meta ambita da influencer e oligarchi. Motivo per cui viene piuttosto consigliata Pontresina, con prezzi che scendono dal 20n al 50% rispetto alla vicina meta del lusso.
Abbastanza impensabile, poi, il fatto che Claude sconsigli "vivamente" di visitare la "Top of Europe", ovvero lo Jungfraujoch, per via dell'elevato costo pari a oltre 200 franchi. Claude critica poi il sovraffollamento, così come il negozio Swarovski e la proposta culinaria di noodles istantanei. "Sembra un aeroporto a 3.500 metri di altitudine". Dal canto suo, Gemini descrive la vetta dello Jungfraujoch come una "Disneyland alpina", mentre Chat-GPT lo definisce spettacolare, anche se eccessivamente costoso.
Quali, invece, quelle più consigliate?
A piacere particolarmente alle quattro IA c'è l'Engadina, a detta loro emblema per eccellenza dell'autenticità rossocrociata e dove «il tempo sembra essersi fermato a 200 anni fa», ma evitando - come detto - St. Moritz.
Ma anche l'Oberland bernese non dispiace ai chatbot, che propone ben quattro itinerari, fra cui la valle di Lauterbrunnen, anche nota come Valle delle 72 cascate, lo Schilthorn - nota per essere presente anche in un film di 007. A venir elogiato c'è anche l'Appenzello, considerato una perla nascosta della Svizzera.
Infine, ecco il Ticino, tappa imprescindibile per tutti e quattro i bot, anche se Chat-GPT sembra consigliarlo meno rispetto a Gemini, Claude e Perplexity. Il motivo sarebbe il perfetto connubio tra atmosfera svizzera e mediterranea, con tanto di palme e caffè all'italiana. Tra i borghi maggiormente consigliati figurano Morcote e Gandria, mentre per le gite in montagna la Val Bavona.
Un'avversione per le mete più tradizionali della Svizzera?
C'è però un aspetto che accomuna quasi tutti i chatbot: una certa avversione per le mete più tradizionali della Svizzera. La Svizzera francofona viene infatti quasi completamente ignorata – con la sola eccezione di qualche riferimento ai vigneti del Lavaux – mentre grandi città come Ginevra e Basilea spariscono del tutto dagli itinerari proposti. Ma anche Berna riceve poche attenzioni, mentre Zurigo compare spesso soltanto come punto di partenza del viaggio. Stesso discorso per la cultura. Nei programmi elaborati dall'intelligenza artificiale non trovano spazio musei simbolo come la Kunsthaus di Zurigo, la Fondation Beyeler o il Museo svizzero dei trasporti di Lucerna: la natura e i paesaggi sembrano avere la meglio su ogni altra attrazione.
Sorprende anche il trattamento riservato a uno dei simboli nazionali per eccellenza, il cioccolato. Tre chatbot su quattro non lo menzionano nemmeno, mentre Claude arriva addirittura a sconsigliare la visita alla Casa del Cioccolato Lindt di Kilchberg, ritenuta troppo affollata, costosa e soprattutto un'operazione di marketing.
Consigli su come risparmiare
Dove, invece, i bot si dimostrano particolarmente utili è nei consigli per contenere i costi. Tutti concordano sul fatto che la Svizzera sia una destinazione cara, ma suggeriscono diverse strategie per spendere meno: picnic con prodotti acquistati da Migros o Coop invece dei ristoranti turistici, acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia e treni regionali in sostituzione delle più costose linee panoramiche. Anche le attrazioni più celebri vengono ridimensionate: meglio lo Schilthorn dello Jungfraujoch, il Monte Brè al posto del San Salvatore o una buona raclette piuttosto che un biglietto da oltre cento franchi per il Piccolo Cervino. Insomma, per l'intelligenza artificiale il vero lusso svizzero non è spendere di più, ma vivere esperienze autentiche senza svuotare il portafoglio.
