Svizzera

Fermare il razzismo nel calcio svizzero, lanciata la petizione

All'Associazione Svizzera di Football (ASF) la richiesta di garantire la protezione delle persone coinvolte, implementare procedure più trasparenti, applicare regole vincolanti e imporre sanzioni efficaci
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Red. Online
23.03.2026 17:06

«Basta con il razzismo nel calcio svizzero». È questo il titolo di una petizione lanciata dalla calciatrice Jasmine Imboden, in collaborazione con Campax e humanrights.ch. Una raccolta firme per chiedere all'Associazione Svizzera di Football (ASF) di adottare misure più severe contro «le aggressioni razziste».

Jasmine Imboden è stata vittima di un episodio di razzismo lo scorso novembre. Durante la partita in trasferta contro il Vuisternens/Mézières alcuni spettatori le hanno fatto il verso della scimmia. Nonostante la segnalazione immediata all'arbitro e le prove video, inizialmente non è successo nulla; solo dopo insistenti interventi presso l'Associazione svizzera di calcio (ASF) è stata infine inflitta al club una multa di 500 franchi. A quel punto, non era più possibile identificare gli autori.

«L'ASF deve riformare in modo radicale e duraturo la gestione degli episodi di razzismo. Deve garantire la protezione delle persone coinvolte, implementare procedure più trasparenti, applicare regole vincolanti e imporre sanzioni efficaci. Le richieste si basano su standard internazionali e perseguono l'obiettivo di attuare in modo coerente le normative esistenti e colmare le lacune esistenti», si legge nel testo della petizione.

La petizione indirizzata all'ASF chiede un intervento più coerente, più rapido e più trasparente contro gli episodi di razzismo nel calcio svizzero. «Non è diretta contro il calcio, ma mira a proteggerlo. Equità, rispetto e sicurezza devono essere garantiti a tutte le persone, in particolare ai bambini e ai giovani che oggi scendono in campo e confidano nel fatto che gli adulti e le istituzioni si assumano la responsabilità di proteggerli».