Fermare il razzismo nel calcio svizzero, lanciata la petizione

«Basta con il razzismo nel calcio svizzero». È questo il titolo di una petizione lanciata dalla calciatrice Jasmine Imboden, in collaborazione con Campax e humanrights.ch. Una raccolta firme per chiedere all'Associazione Svizzera di Football (ASF) di adottare misure più severe contro «le aggressioni razziste».
Jasmine Imboden è stata vittima di un episodio di razzismo lo scorso novembre. Durante la partita in trasferta contro il Vuisternens/Mézières alcuni spettatori le hanno fatto il verso della scimmia. Nonostante la segnalazione immediata all'arbitro e le prove video, inizialmente non è successo nulla; solo dopo insistenti interventi presso l'Associazione svizzera di calcio (ASF) è stata infine inflitta al club una multa di 500 franchi. A quel punto, non era più possibile identificare gli autori.
«L'ASF deve riformare in modo radicale e duraturo la gestione degli episodi di razzismo. Deve garantire la protezione delle persone coinvolte, implementare procedure più trasparenti, applicare regole vincolanti e imporre sanzioni efficaci. Le richieste si basano su standard internazionali e perseguono l'obiettivo di attuare in modo coerente le normative esistenti e colmare le lacune esistenti», si legge nel testo della petizione.
La petizione indirizzata all'ASF chiede un intervento più coerente, più rapido e più trasparente contro gli episodi di razzismo nel calcio svizzero. «Non è diretta contro il calcio, ma mira a proteggerlo. Equità, rispetto e sicurezza devono essere garantiti a tutte le persone, in particolare ai bambini e ai giovani che oggi scendono in campo e confidano nel fatto che gli adulti e le istituzioni si assumano la responsabilità di proteggerli».
