Vallese

Giovane politico accusato di aver sottratto oggetti alla vittima dell’incendio di Crans-Montana

La vicenda è emersa a pochi giorni dalle elezioni comunali di Pully (VD) e riguarda un contenzioso legale tra i familiari della vittima e il candidato politico — Secondo quanto riferito dal quotidiano vodese 24heures, la denuncia è stata presentata il 2 marzo 2026.
©KEYSTONE/Denis Balibouse
Red. Online
06.03.2026 23:09

Un candidato di 18 anni del partito di estrema destra Rassemblement Romand Patriote (RRP) è accusato dalla famiglia di una delle vittime dell’incendio avvenuto a Capodanno a Crans-Montana di aver sottratto alcuni oggetti personali del defunto. Il giovane respinge però ogni addebito. La vicenda è emersa a pochi giorni dalle elezioni comunali di Pully (VD) e riguarda un contenzioso legale tra i familiari della vittima e il candidato politico. Secondo quanto riferito dal quotidiano vodese 24heures, la denuncia è stata presentata il 2 marzo 2026.

Riuniti nell’abitazione della madre della vittima

Stando alla ricostruzione contenuta nell’atto, nei giorni successivi al devastante incendio che ha colpito il bar Le Constellation, diversi amici del giovane deceduto – tra cui anche il 18enne – si sarebbero riuniti nell’abitazione della madre della vittima. Il candidato avrebbe proposto di rimanere alcuni giorni per condividere il lutto con la famiglia e avrebbe lasciato l’appartamento solo il 12 gennaio, su richiesta esplicita del padre. Il giorno successivo alla sua partenza, la famiglia avrebbe però constatato la scomparsa di vari effetti personali del defunto: tra questi camicie di marca, due giacche, una borsa da viaggio e un paio di scarpe. Il padre della vittima sospetta che gli oggetti siano stati sottratti prima che il giovane lasciasse l’abitazione, o addirittura prima del funerale.

Il 18enne smentisce

Contattato da 24heures, il 18enne ha dichiarato di non conoscere nei dettagli il contenuto della denuncia e ha respinto con decisione le accuse di furto e di violazione della pace dei morti, definendole «prive di fondamento». «Per me è un vero tradimento. Questo amico mi era molto vicino e sono indignato che mi si accusi di una cosa simile», ha affermato. Secondo la sua versione dei fatti, il giovane deceduto era anch’egli membro del Rassemblement Romand Patriote e lo aiutava nella campagna elettorale. «Era il mio responsabile della campagna per il Comune», ha spiegato, aggiungendo di vivere già da tempo nell’abitazione del collega per lavorare alla strategia politica. Dopo la tragedia, sarebbe stata la madre della vittima a chiedergli di restare ancora qualche giorno.

Possibili azioni legali

Il candidato sostiene inoltre che la situazione si sia deteriorata quando sono emerse le accuse: avrebbe cercato di fornire spiegazioni, ma il padre della vittima non avrebbe voluto ascoltare. Ora il giovane starebbe valutando a sua volta possibili azioni legali. L’avvocato della famiglia, contattato dal quotidiano vodese, non ha rilasciato dichiarazioni. Il 18enne resta nel frattempo candidato alle elezioni comunali di Pully e ritiene che la vicenda non influenzerà la sua campagna: «La popolazione mi conosce e sa perché mi candido».

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