Svizzera

Gli italiani non atterrano a Meiringen: il test sul rumore degli F-35 slitta di un anno

Il confronto acustico fra un F/A-18 e un F-35 in decollo doveva svolgersi il 21 aprile – Armasuisse l'ha annullato cinque giorni prima parlando di «ragioni operative» – Il vero motivo, secondo le ricerche del Tages-Anzeiger, è la mancanza di una barriera d'arresto certificata per il nuovo caccia
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Red. Online
14.09.2026 14:05

Che suono ha un F-35 che decolla? Meglio: quanto rumore fa? È la domanda che assilla chi abita attorno all'aerodromo militare di Meiringen da quando, nel settembre del 2022, il popolo svizzero ha approvato l'acquisto di 36 velivoli. Nell'Haslital, giova ricordarlo, il rumore dei jet da combattimento dell'esercito è già oggi una compagnia quasi quotidiana. E poiché l'F-35 sarà ancora più rumoroso dell'F/A-18, le perplessità locali in vista dell'entrata in servizio del nuovo apparecchio, nel 2028, sono forti.

Proprio per questo le Forze aeree svizzere e l'Ufficio federale dell'armamento (Armasuisse) volevano organizzare un confronto con la popolazione, «invitandola» all'ascolto di un F/A-18 e un F-35 in fase di decollo. Dato che la Svizzera non possiede ancora velivoli propri, l'Aeronautica militare italiana aveva dato la propria disponibilità a mettere a disposizione un jet.

L'appuntamento era fissato per il 21 aprile di quest'anno. Cinque giorni prima, però, Armasuisse ha annullato a sorpresa l'evento, senza indicare motivi specifici come riporta il Tages-Anzeiger. Il confronto acustico previsto si sarebbe tenuto «in un momento successivo», si era limitato a comunicare allora l'Ufficio federale.

Il problema della barriera d'arresto

A distanza di oltre cinque mesi la popolazione dell'Haslital attende ancora una nuova data. E il motivo è presto detto: detto dell'ok di massima al test, l'Aeronautica italiana si rifiuta di atterrare all'aerodromo militare di Meiringen. Secondo diverse fonti, la ragione è che lo scalo non dispone di una barriera d'arresto certificata per l'F-35. Si tratta delle reti che entrano in funzione quando un caccia, in atterraggio, non riesce a fermarsi in tempo e deve essere trattenuto in fondo alla pista.

Gli italiani avrebbero proposto in alternativa di eseguire a Meiringen una manovra di riattaccata: il caccia imposta l'atterraggio ma, poco prima del contatto con il suolo, risale in volo. Dal punto di vista delle emissioni foniche la manovra sarebbe rumorosa in misura analoga a un decollo.

A Meiringen, però, l'offerta non è stata accolta. La ragione? Le Forze aeree svizzere prevedono di decollare dall'aerodromo dell'Oberland bernese con il postbruciatore, che fornisce spinta supplementare e riduce al minimo la corsa di decollo. Il postbruciatore genera però ulteriore rumore. I valori rilevati durante una riattaccata, dunque, non sarebbero comparabili.

Armasuisse non commenta

L'Ufficio federale dell'armamento, competente per il confronto acustico, ha dichiarato al Tages-Anzeiger di non voler commentare le riserve di sicurezza dell'Aeronautica italiana riguardo all'aerodromo militare di Meiringen. Limitandosi a indicare che l'annullamento è stato dettato da «ragioni operative». «Per una nuova data sono in corso colloqui con l'Aeronautica militare italiana» ha affermato la portavoce di Armasuisse Daniela Renzo. A Meiringen, concludendo, è comunque previsto di far certificare una barriera d'arresto nel corso del prossimo anno. A quel punto, il test potrà forse essere recuperato. Con notevole ritardo.

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