Gli occhiali che filmano «di nascosto» preoccupano piscine e palestre: «Servono divieti chiari»

Sembrano normalissimi occhiali. Solo che possono avere una telecamera incorporata e riprendere quello che succede davanti a chi li indossa. Gli smart glasses stanno conquistando anche la Svizzera e, con la loro diffusione, cresce una domanda tutt’altro che banale: come accorgersi se qualcuno ci sta filmando? Come riferisce Nau.ch, il fenomeno sta assumendo dimensioni importanti. Da Galaxus, tra gennaio e luglio 2026, le vendite sono state quasi quattro volte superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E i prezzi scendono: il costo medio è passato dai 645 franchi del 2024 ai 470 del 2025, fino ai 432 franchi di quest’anno. Tra i modelli più venduti ce n’è persino uno da 86 franchi.
Piscine e saune corrono ai ripari
A preoccuparsi sono soprattutto le piscine. L’Associazione svizzera dei bagnini e quella delle piscine coperte e all’aperto stanno preparando una raccomandazione comune destinata anche alle saune.
Per il presidente dei bagnini Michel Kunz la direzione è chiara: l’utilizzo degli smart glasses deve essere esplicitamente regolamentato o vietato. Il problema è che, a differenza di uno smartphone tenuto in mano, spesso è quasi impossibile capire se gli occhiali stiano effettivamente registrando. E c’è un’altra complicazione: le immagini potrebbero essere salvate direttamente online o comunque al di fuori del dispositivo, rendendone più difficile il controllo. In caso di sospetti, secondo Kunz, potrebbe quindi rendersi necessario l'intervento della polizia.
«Quello che nasce come scherzo può diventare un reato»
Per il momento non risultano casi concreti segnalati alle associazioni di categoria o alle polizie cantonali di Zurigo, Argovia e San Gallo. Ma l'Aiuto alle vittime di Basilea si aspetta che la situazione possa presto cambiare. Il responsabile Beat John ritiene probabile che casi legati a questi dispositivi arrivino in futuro ai consultori, ad esempio nell'ambito della violenza digitale o dello stalking.
Particolare attenzione viene riservata ai più giovani: «Quello che può iniziare come uno scherzo nel tempo libero può rapidamente trasformarsi nel superamento di un limite e, eventualmente, in un reato», spiega John a Nau.ch. Con un'aggravante. La persona filmata potrebbe scoprire solo molto più tardi di essere stata ripresa.
Anche le palestre si preparano
Il tema riguarda da vicino pure i fitness center, dove già oggi foto e video con gli smartphone sono molto diffusi. L'associazione Swiss Active non registra ancora reclami specifici legati agli smart glasses, ma ammette che il problema sta diventando sempre più attuale.
L'orientamento è quello di trattarli come qualsiasi altro apparecchio dotato di telecamera: niente riprese di altre persone senza consenso. In spogliatoi, docce e aree dove ci si cambia, molti centri prevedono già divieti espliciti. Ora l'indicazione è di aggiornare, dove necessario, i regolamenti citando direttamente anche gli occhiali intelligenti.
Il tema arriva fino a Berna
La questione è intanto approdata anche sul tavolo della politica. La consigliera nazionale del Centro Isabelle Chappuis vuole sapere dal Consiglio federale se le norme attuali siano sufficienti per affrontare registrazioni «invisibili» e potenzialmente continue. Mozioni e interrogazioni sono spuntate anche a livello comunale, tra cui a Lucerna, Wil e Basilea. E una petizione online di Campax chiede addirittura al consigliere federale Beat Jans di vietare la vendita degli smart glasses in Svizzera.
Sempre secondo Nau.ch, al 17 agosto la petizione aveva già raccolto circa 7.000 firme in appena tre giorni (oggi oltre 8.800).
