Gravi mancanze e morti inaspettate nella clinica di cardiochirurgia di Zurigo

L’Ospedale universitario di Zurigo (USZ) ha riconosciuto gravi mancanze e decessi inaspettati nella clinica di cardiochirurgia, avvenuti tra il 2016 e il 2020. Un’indagine indipendente, di cui ha dato notizia l’istituto stesso, ha svelato le dimensioni dell’inadempienza. Il periodo indagato si colloca nei sei anni (2014-2020) in cui a capo della clinica c’era il cardiochirurgo italiano Francesco Maisano, già finito al centro di forti polemiche.
Commissione d'inchiesta
Istituita nel 2024, la commissione d’inchiesta presieduta dall’ex giudice federale Niklaus Oberholzer ha esaminato 307 decessi e ha concluso che si è registrata una sovramortalità statistica di 68-74 casi, a fronte di 4.500 interventi. Sono già stati identificati undici decessi inattesi e tredici casi di uso improprio di dispositivi medici, che il nosocomio ha già provveduto a segnalare alla procura. Secondo il rapporto, le cause dei malfunzionamenti risiedono in un fallimento totale della leadership. Maisano era stato assunto nel 2014, senza che, a quanto si legge nel comunicato, le sue qualifiche e i suoi conflitti d’interesse fossero esaminati a sufficienza.
Mancato l'obbligo di vigilanza
La direzione dell’ospedale avrebbe allora mancato al suo obbligo di vigilanza e riconosciuto in ritardo i segnali d’allarme. Da un’indagine interna era emerso che il professor Maisano aveva impiantato protesi di una società della quale deteneva una partecipazione non dichiarata. I problemi erano stati portati alla luce nel 2019 da un primario, successivamente licenziato dall’istituto. Contro Maisano, che aveva lasciato l’incarico nel mese settembre del 2020, la procura di Zurigo aveva aperto un procedimento, poi abbandonato. L’indagine era stata aperta per sospetto di falsificazione di documenti e di dati. L’ex primario aveva definito le accuse «un costrutto infondato» per danneggiarlo.
Aumento della mortalità
Secondo Oberholzer, l’aumento del tasso di mortalità non era dovuto agli impianti sviluppati da Maisano, ma a carenze nella gestione della clinica e nella composizione dell’équipe. Il cardiochirurgo René Prêtre, membro della commissione, ha detto che un decesso su quattro si sarebbe potuto evitare se i pazienti fossero stati operati altrove. Per il Dipartimento della sanità zurighese le mancanze della clinica di cardiochirurgia dell’Ospedale universitario di Zurigo, durate per anni, sono «gravi». A differenza di quanto dichiarato a suo tempo dal Consiglio dell’ospedale, infatti, la sicurezza dei pazienti non è stata garantita in ogni momento. Le informazioni che il Dipartimento aveva ricevuto nella primavera del 2020, «da quanto emerge ora, rappresentavano un grave errore di interpretazione del Consiglio dell’ospedale, che quale organo direttivo superiore era l’unico responsabile per la supervisione diretta della direzione dell’ospedale e per la sua gestione». L’ospedale ha fatto sapere che tre membri di lunga data del consiglio hanno rassegnato le dimissioni, per consentire un nuovo inizio a livello di personale. L’ospedale, inoltre, «si scusa con le persone coinvolte e i loro familiari per le sofferenze subite» e ha introdotto un apposito centro di consulenza. Da parte sua, il Ministero pubblico ha comunicato che in tre dei 24 casi segnalati è stato aperto un procedimento penale. I sospetti sono di omicidio colposo, lesione colposa grave e falsità in documenti. La divisione specializzata anche nelle inchieste penali in campo medico sta dunque elaborando queste denunce.