Elezioni

Grigioni al voto il 14 giugno, è corsa a nove per cinque seggi

Nel Cantone retico si andrà alle urne per il rinnovo del Consiglio di Stato – Ci sarà almeno una novità: Jon Domenic Parolini (Centro) ha raggiunto i limiti di mandato – Per il Gran Consiglio bisognerà scegliere dieci rappresentanti dalle valli italofone
©GIAN EHRENZELLER
Luca Faranda
30.05.2026 06:00

È quasi tutto pronto per il rinnovo di Governo e Parlamento a Coira. Il 14 giugno la popolazione grigionese è chiamata alle urne per le votazioni cantonali: per i cinque seggi del Consiglio di Stato sarà una corsa a nove. Hanno deciso di ripresentarsi in quattro. Peter Peyer (PS) e Marcus Caduff (Centro), i due sono in carica dal 2019, nonché Martin Bühler (PLR) e Carmelia Maissen (Centro) che sono alla ricerca di un secondo mandato dopo l’elezione nel 2023.

Il quinto seggio è invece vacante: Jon Domenic Parolini (Centro) ha raggiunto i limiti di mandato previsto dalla Costituzione cantonale (è in carica dal 2014) e lascerà il Consiglio di Stato alla fine dell’anno.

Ai nastri di partenza

La corsa è aperta: tra i candidati ci sono Aita Zanetti (Centro), Valérie Favre Accola (UDC), il bregagliotto Maurizio Michael (PLR), Nora Saratz Cazin (Verdi liberali) e infine l’indipendente Reto Bott. Non sono (più) possibili «candidature selvagge» dell’ultimo minuto.

Un sondaggio pubblicato a inizio maggio per conto di RTR e Somedia indica che i quattro uscenti verrebbero riconfermati. Per la prima volta, nell’esecutivo cantonale potrebbero esserci due donne: per il seggio vacante, la favorita sembra essere la democentrista Valérie Favre Accola, attuale presidente del Gran Consiglio e vicesindaca di Davos. L’UDC (esclusa dall’esecutivo nel 2008 dopo le vicissitudini legate all’elezione di Eveline Widmer-Schlumpf in Consiglio federale) nelle ultime quattro tornate elettorali è rimasta a bocca asciutta.

Il Centro (che ha puntato sulla sindaca di Scuol, Aita Zanetti) potrebbe così perdere la maggioranza assoluta nel Governo grigionese, mentre il PLR (che schiera il presidente del partito cantonale Maurizio Michael, granconsigliere dal 2010) mancherebbe il raddoppio. Scalata difficile anche per la sindaca di Pontresina (la Verde liberale Saratz Cazin) e del giovane indipendente (Bott ha solo 24 anni) engadinese.

Sebbene l’elezione del Consiglio di Stato sia prevista il 14 giugno, gli eletti entreranno ufficialmente in carica solo il 1. gennaio 2027. Per il Gran Consiglio, invece, la legislatura inizierà con la sessione prevista nel mese di agosto.

Il sistema

Per l’elezione dei cinque membri del Consiglio di Stato vige il sistema maggioritario. Pertanto, tutto il territorio del Cantone costituisce un unico circondario elettorale. Il primo turno, come detto, è previsto per il 14 giugno mentre in caso di ballottaggio i grigionesi torneranno alle urne domenica 16 agosto.

Per i 120 seggi del Gran Consiglio, invece, si applica per la seconda volta il sistema biproporzionale (o di «doppia proporzionale» o ancora «doppio Pukelsheim»), il quale ha lo scopo di garantire che i seggi in Parlamento riflettano esattamente sia le preferenze per i partiti a livello cantonale, sia il consenso nei singoli collegi territoriali. Nella scorsa tornata elettorale il cambio di sistema (dal maggioritario al biproporzionale) aveva provocato una rivoluzione nel legislativo: l’UDC era passato da 9 a 25 seggi; il Centro da 53 a 34); il PLR (da 36 a 27 seggi). Il gruppo del PS assieme ai Verdi Grigioni detiene attualmente 27 seggi (25 socialisti e due rappresentanti ecologisti, ma quest’anno hanno deciso di correre separati). Infine, i Verdi liberali contano attualmente 7 seggi.

In 522 per 120 posti

Per riuscire a strappare uno dei 120 seggi si sono presentati 522 candidati (un numero record), ripartiti tra 39 circondari elettorali. I partiti ai nastri di partenza sono sei: PLR, Verdi liberali, Centro, UDC, Verdi e PS.

Una trentina di deputati ha deciso di non ripresentarsi. Tra questi ci sono anche due rappresentanti delle valli italofone: il socialista Manuel Atanes (del circondario elettorale di Roveredo), che lascia dopo tre legislature, e il democentrista Pietro Della Cà (Brusio), in carica dal 2018.

I circondari elettorali «italofoni» sono sei, per un totale di dieci granconsiglieri (cfr. edizione del CdT del 29 aprile): Roveredo (che ha diritto a tre seggi), Mesocco (due seggi: sulla base della popolazione residente ha guadagnato un rappresentante ai danni del circondario di Davos), Calanca (un seggio), Bregaglia (un seggio), Poschiavo (due seggi) e Brusio (un seggio). I risultati definitivi sono attesi già nel corso della serata di domenica.