Mobilità

I biglietti dei trasporti pubblici salgono sul treno del rincaro

Alliance Swiss Pass annuncia un aumento delle tariffe pari al 3,9% a partire dal prossimo dicembre. L’abbonamento metà-prezzo aumenterà di 5 franchi – Per il Canton Ticino, la Comunità Arcobaleno temporeggia
©MICHAEL BUHOLZER
Luca Faranda
31.03.2026 22:33

Chi salirà a bordo di bus, treni, tram e ogni forma di trasporto pubblico deve prepararsi a pagare di più. Da dicembre 2026, ovvero dal prossimo cambio di orario, per biglietti e abbonamento ci sarà «un adeguamento». Tradotto: i prezzi nel Servizio diretto nazionale aumenteranno, in media, del 3,9%.

La misura riguarda i biglietti e gli abbonamenti validi a livello nazionale: l’abbonamento metà-prezzo (oggi pari a 190 franchi all’anno per gli adulti) aumenterà di 5 franchi. Anche il prezzo dell’abbonamento generale (AG, che oggi ammonta a 3.995 franchi) «aumenta in misura leggermente superiore rispetto a quello dei biglietti singoli». Tuttavia, non viene indicato di quanto. Il settore comunicherà i prezzi dettagliati di tutte le offerte «nella primavera del 2026».

È già certo che saliranno i prezzi dei biglietti per bici e cani, mentre il bonus dei pacchetti di credito nel «metà-prezzo PLUS» rimane invariato. In ogni caso, «le offerte per bambini, ragazzi, giovani e famiglie non subiranno alcun aumento di prezzo o lo subiranno solo minimamente», precisa l’organizzazione di settore Alliance Swiss Pass, che rappresenta - oltre al Servizio diretto nazionale - anche le singole comunità tariffarie regionali come Arcobaleno.

Il Servizio diretto nazionale (SDN) della Svizzera si basa su una disposizione della legge sul trasporto di viaggiatori che obbliga le imprese di trasporto alla collaborazione. In Svizzera si contano all’incirca 250 diverse imprese di trasporto. Tuttavia, con un unico biglietto è possibile utilizzare differenti mezzi di trasporto come treni, autobus, battelli e funivie, ma anche acquistare semplicemente questo biglietto presso un qualunque punto vendita. Il principio è: «Un viaggio, un biglietto». Tra i prodotti più noti del Servizio diretto nazionale ci sono l’abbonamento generale e l’abbonamento metà-prezzo.

È prematuro

E in Ticino? Le comunità regionali stabiliscono i propri adeguamenti tariffari autonomamente. Tra queste c’è la Comunità tariffale Arcobaleno (CTA) che riguarda proprio il nostro Cantone. Contattata dal Corriere del Ticino, la direttrice Denise Gioli ci spiega che al momento è ancora prematuro potersi esprimere sulle tariffe della Comunità tariffale Arcobaleno. Dopo l’annuncio a livello nazionale, ora spetta alla CTA fare le dovute riflessioni e coinvolgere gli organi decisionali regionali. Una comunicazione non è tuttavia questione di giorni, ma potrebbe arrivare già nel corso del mese di aprile.

L’incremento del 2023

L’ultima volta che i trasporti pubblici hanno annunciato un chiaro rincaro era la primavera del 2023. Allora, l’incremento annunciato (su tutta la gamma di biglietti e abbonamenti) era in media del 4,3%. Si trattava del primo vero incremento di prezzi dal 2016. Anche allora l’abbonamento metà prezzo era aumentato di cinque franchi (passando da 185 a 190 franchi).

Il Ticino, allora, aveva dovuto fare i conti con un netto rialzo dei prezzi: Arcobaleno aveva reso noto un incremento dei prezzi del 9-10% dell’abbonamento annuale e dell’8-9% dei biglietti singoli. Le tariffe erano state concordate tra il Cantone e le varie imprese di trasporto.

Situazione economica diversa

Qual è il motivo del rincaro a partire da dicembre? «L’aumento dei costi e le decisioni politiche». Dopo tre anni di prezzi dei biglietti stabili, attualmente il settore dei trasporti pubblici si trova ad affrontare una situazione economica ben diversa, scrive Alliance Swiss Pass, che cita costi dei materiali e del personale, inflazione, prezzi dell’energia, aumento della domanda e anche i risparmi operati dal Parlamento poche settimane fa. In particolare, le misure del pacchetto di sgravio 2027 (come l’eliminazione della restituzione dell’imposta sugli oli minerali) e il finanziamento del traffico regionale viaggiatori (le Camere, a marzo, hanno tagliato gli 11 milioni all’anno promessi solo lo scorso dicembre). I viaggiatori, però, potranno beneficiare di un ampliamento dell’offerta (che non riguarda nello specifico il Ticino, bensì la Svizzera occidentale e nord-occidentale) e di nuovo materiale rotabile.

Decisione politica

«Da un lato c’è un aumento di qualità, di comfort e di offerta. Ma l’aumento dei prezzi è la conseguenza del fatto che la Confederazione tira il freno sul finanziamento del trasporto pubblico regionale. È il risultato delle decisioni politiche di non voler sostenere di più il settore», ci spiega il consigliere nazionale socialista Bruno Storni, presidente della sezione ticinese dell’Associazione traffico e ambiente (ATA). La linea di credito per il traffico regionale viaggiatori, per Alliance Swiss Pass è infatti «nettamente inferiore al fabbisogno annunciato dal settore per gli anni 2027 e 2028».

Per il deputato del PS, «la Confederazione, con il sostegno della maggioranza alle Camere, cerca di frenare la crescita dei sussidi. Resta così una parte scoperta: o i trasporti pubblici tagliano il servizio, oppure aumentano i prezzi. E a venire chiamati alla cassa sono i passeggeri».