I feriti di Crans-Montana, tra chirurgia ricostruttiva e supporto psicologico

Sessantasei persone rimaste ferite a Capodanno nell’incendio del bar Le Constellation di Crans-Montana sono tuttora ricoverate in ospedale. Di queste, ventotto sono ospedalizzate in Svizzera e trentotto all’estero. Contattate da Keystone-ATS, le varie strutture ospedaliere svizzere hanno fatto il punto sulla situazione. L’ente ospedaliero del Vallese romando (CHVR) ospita attualmente quattro pazienti, nessuno dei quali in pericolo di morte, contro i dieci di una settimana fa. «Ricevono ancora cure quotidiane presso il servizio di chirurgia ricostruttiva (innesti cutanei e cambi di medicazione, ndr) e beneficiano di un supporto psicologico», precisa il CHVR. I pazienti dimessi negli ultimi giorni sono stati trasferiti alla Clinica romanda di riabilitazione di Sion. All’Ospedale universitario di Losanna (CHUV) il numero dei ricoverati è invariato da quasi due settimane e si attesta a nove. Due feriti sono curati agli Ospedali universitari di Ginevra.
Nella Svizzera tedesca, l’Ospedale universitario di Zurigo assiste ancora sei persone. «Si trovano tuttora in una fase critica del loro trattamento», indica la struttura. Cinque giovani vittime sono ricoverate al Kinderspital, sempre a Zurigo, anch’esse in condizioni critiche. Altri due feriti sono invece curati presso l’Ospedale universitario di San Gallo. Per quanto riguarda i feriti ricoverati all’estero, secondo gli ultimi dati disponibili, risalenti a mercoledì scorso, 16 si trovano in Francia. Si tratta di sette svizzeri e nove francesi. Nove italiani sono ricoverati nel loro Paese. Sette vittime del dramma di Crans-Montana si trovano in Germania. Infine, sei persone sono ricoverate in Belgio. In totale sono quindici gli svizzeri attualmente trattati all’estero.
Intanto, in seguito all’incendio di Crans-Montana, la Federazione dei Comuni vallesani ha redatto un modello di lettera che può essere inviato ai proprietari di esercizi pubblici per invitarli a effettuare maggiori ispezioni autonome nei propri locali. «È necessario che tutte le strutture verifichino il prima possibile il proprio concetto di sicurezza antincendio, nonché la corretta comprensione e applicazione delle istruzioni da parte di tutto il personale». I fatti del Constellation fungono quindi da monito. La Federazione, nella sua lettera, ricorda ai proprietari che «devono dotarsi delle attrezzature di primo intervento necessarie per combattere gli incendi e garantire la sicurezza delle persone (compresi gli estintori) e che è loro responsabilità formare il personale o gli inquilini sull’uso delle attrezzature e dei dispositivi antincendio, nonché sulle procedure di evacuazione previste». A proposito di evacuazione, uno studio realizzato da alcuni esperti in materia di protezioni antincendio ha stabilito - attraverso una simulazione riportata dalla SRF - che se il Constellation avesse avuto tre uscite di emergenza a Capodanno, i clienti avrebbero potuto lasciare il locale in due minuti e mezzo, ovvero quattro minuti e mezzo in meno rispetto a quanto sarebbe stato possibile con una sola uscita.