I negoziati nel settore della costruzione ancora a un punto morto

Anche l'ottava tornata di negoziati per un contratto collettivo nazionale nel settore della costruzione si è conclusa oggi «senza alcun avvicinamento». Sono state condotte intense trattative, ma non è stata ancora trovata una soluzione, hanno reso noto i sindacati Unia e Syna.
I negoziati proseguiranno a dicembre. Il Contratto nazionale mantello (CNM) per l'edilizia regola le condizioni di lavoro di circa 80'000 operai edili in Svizzera e scadrà alla fine dell'anno.
In caso di mancato accordo, i sindacati parlano già di uno sciopero nazionale, dopo che nelle ultime settimane migliaia di lavoratori edili hanno manifestato in diverse città svizzere per dare forza alle loro richieste. Il settore è peraltro minacciato dalla carenza di manodopera. Entro il 2040 rischiano di mancare 30'000 lavoratori.
Più positiva è stata la posizione espressa dalla Società svizzera degli impresari-costruttori (SSIC) che ha constatato come siano state appianate divergenze materiali relative alla nuova regolamentazione dei tempi di viaggio e dell'orario di lavoro. Secondo la SSIC, la conclusione di un accordo continua ad essere ostacolata dalle richieste salariali eccessive dei sindacati, che impediscono di ottenere aumenti di stipendio sostanziali per i prossimi sei anni.