«II sindaco di Crans-Montana sapeva dei mancati controlli», e spunta un documento con nomi cancellati

Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud sapeva dei mancati controlli al bar Le Constellation, teatro del devastante incendio di Capodanno. Nonostante il 55enne abbia affermato durante la conferenza stampa tenuta subito dopo la tragedia di non sapere spiegare il motivo per cui il locale gestito dai coniugi Moretti non fosse stato ispezionato per anni. Féraud ha pure affermato durante l’interrogatorio davanti alla procura di Sion che il Comune aveva adottato tutte le misure necessarie per garantire il rispetto dei controlli previsti dalla legge cantonale vallesana. Documenti visionati dalla Sonntagszeitung però contraddicono le sue versioni. Dalle carte è infatti emerso come da anni mancassero le risorse per svolgere tutte le ispezioni nel comune di Crans-Montana: il sindaco non poteva esserne all'oscuro, dato che era stato messo nero su bianco già nel 2018.
All’inizio di gennaio, le autorità comunali avevano analizzato la documentazione in loro possesso scoprendo che il bar Le Constellation non venne ispezionato tra il 2020 e il 2025. «Non riusciamo a spiegarci questa mancanza da parte nostra» aveva affermato il sindaco, aggiungendo: «Non ero a conoscenza di queste mancanze. I tribunali decideranno quale influenza abbia avuto tale mancanza nella catena di causalità che ha portato alla tragedia. Il Comune si assumerà tutte le responsabilità che i tribunali stabiliranno e continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per garantire che una simile tragedia non si ripeta».
L’attuale responsabile della sicurezza pubblica di Crans-Montana aveva invece ammesso che mancavano le «risorse per effettuare questi controlli periodici in modo completo», sottolineando che il «problema è noto da anni nei comuni vallesani». Per rispettare i termini della legge, si sarebbero dovuti svolgere 500 controlli all’anno, ma le visite effettive erano state «appena 119».
Già nell'agosto del 2018, l'allora responsabile della sicurezza avrebbe avvertito in un rapporto: «Purtroppo, non mi è possibile fare tutto». L'uomo avrebbe chiesto un aumento del personale o l'accettazione del fatto che le norme antincendio non potessero essere rispettate. Sebbene fosse stata creata una posizione part-time al 40%, il dipendente sarebbe stato licenziato in breve tempo. Inoltre, centinaia di ispezioni non sarebbero state effettuate negli anni successivi.
Secondo quanto riportato dalla Sonntagszeitung, un rapporto del 2021 mostrerebbe che Crans-Montana ha destinato alla sicurezza antincendio pochissime risorse, mentre, ad esempio, il Comune di Nendaz, seppur più piccolo, impiegava tre persone. Monthey addirittura cinque. A quanto pare, non è mai stato elaborato un piano concreto per porre rimedio alla mancanza di controlli.
Inoltre, lunedì scorso si sarebbe verificato un grave incidente: a quanto pare, il Comune non avrebbe fornito alla Procura di Sion tutta la documentazione necessaria. Un avvocato che rappresenta le vittime, citato sempre dal domenicale zurighese, ha affermato come sia «scioccante» che gli imputati stessi decidano quali documenti presentare. Alcuni di questi sono stati parzialmente oscurati, con passaggi coperti da pennarello nero, prima di essere trasmessi agli inquirenti. L'informazione riportata dalla SonntagZeitung è stata confermata dalla procura a Keystone-Ats. Le cancellature riguarderebbero in particolare nomi e cognomi di persone presenti su alcuni atti prodotti nell'ambito dell'interrogatorio di Nicolas Féraud, sindaco di Crans-Montana, che si è svolto a Sion.
Secondo una fonte vicina al dossier l'operazione di oscuramento non è stata compiuta direttamente da Féraud. Ora il Ministero pubblico dovrà stabilire se i passaggi in questione siano elementi rilevanti per l'inchiesta oppure informazioni prive di interesse per il procedimento penale.
Féraud è tuttora sotto inchiesta da parte della magistratura. Settimana scorsa è stato interrogato per 11 ore, lasciando insoddisfatti gli avvicati. I legali delle famiglie delle vittime ora sospettano anche una possibile collusione tra il sindaco e l'ex municipale Kevin Barras. Proprio l'ex responsabile della sicurezza di Crans-Montana ha dichiarato durante il suo interrogatoirio di aver incontrato Féraud «due volte negli ultimi giorni, di cui una volta martedì», ossia il giorno precedente l'audizione. Gli avvocati sostengono che i due potrebbero essersi messi d'accordo su quale versione dei fatti presentare alla magistratura.
