L'intervento

«Il Constellation? La scala stretta non era il problema principale»

Frank Rostert, esperto consultato dal Blick, ha spiegato che l'apertura delle porte verso l'interno ha avuto un impatto ancora maggiore sulla tragedia
©Lisa Leutner
Red. Online
17.01.2026 21:29

Da 45 anni, scrive il Blick, Frank Rostert è specializzato nella progettazione e nella valutazione di porte antincendio. Dal 2012 al 2017, Rostert ha lavorato nei cantoni di Zurigo e Svitto. Durante questo periodo, si è occupato anche della progettazione delle porte per la biblioteca di stoccaggio di Büron, Lucerna. Ha inoltre progettato le porte dell'edificio 12 presso la sede della Roche Diagnostics a Rotkreuz. Recentemente, invece, ha valutato le porte tagliafuoco del nuovo terminal dell'aeroporto di Monaco.

Quando ha visto le immagini del drammatico incendio nel bar Constellation, a Crans-Montana, Rostert è rimasto inorridito. A suo avviso, sono evidenti diverse gravi violazioni delle norme antincendio. Intervistato dal Blick, Rostert ha fatto riferimento alle direttive dell'Associazione degli istituti cantonali di assicurazione contro gli incendi. Sebbene il Canton Vallese non sia membro dell'Associazione, queste norme costituiscono un riferimento tecnico uniforme in tutta la Svizzera. Nel Vallese, per intenderci, la protezione antincendio fa esplicito riferimento a tali norme.

«Le porte devono poter essere aperte nella direzione di fuga» recita ad esempio la direttiva antincendio sulle vie di fuga e di soccorso. Le immagini diffusesi sui social network dimostrano invece il contrario. Anche una pianta del 2015 pubblicata dalla RTS fa capire come il Constellation fosse fuori norma: tutte le porte si aprivano infatti verso l'interno.

Per l'esperto, la conseguenza è evidente: «Le persone non sono riuscite a uscire. Quando una folla in preda al panico spinge da dietro, aprire una porta verso l'interno diventa impossibile». Entrambi i battenti della porta principale, ad esempio, dovevano aprirsi facilmente e agevolmente. Uno dei due battenti, invece, non era chiaramente attrezzato per un'apertura di emergenza. Mentre molti media svizzeri e stranieri hanno puntato il dito contro la scala, stretta, che conduce all'uscita principale, Rostert si è chinato sul vero, a suo dire, problema. Le porte, appunto: «Il problema principale non era la scala, ma le porte installate male. Il fumo si accumulava nella parte superiore e la porta d'ingresso veniva continuamente spinta verso l'interno». A suo dire, le porte devono poter essere aperte rapidamente e in qualsiasi momento, anche senza mezzi ausiliari. 

Rostert avrebbe installato delle porte con maniglie antipanico. E questo perché, in casi come quello di Crans-Montana, cercare la maniglia di una porta può diventare una vera e propria sfida. Resta, a monte, una domanda. A porsela, e a porla, è proprio l'esperto: «Come è possibile che un edificio con difetti così evidenti possa essere autorizzato?» Certo, nel Vallese è possibile richiedere una deroga alle misure standard della direttiva sulla protezione antincendio. Ma, per farlo, è necessario presentare un progetto di protezione antincendio e una prova di equivalenza sottolinea sempre il Blick. 

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