Votazioni

«Il denaro contante è libertà»: nel mirino ci sono le valute digitali

L’iniziativa auspica che monete e banconote siano sempre disponibili «in quantità sufficienti» – La sostituzione del franco con un’altra deve essere sottoposta alla doppia maggioranza
©Gabriele Putzu
Luca Faranda
07.02.2026 06:00

Si chiama «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)» e arriverà alle urne il prossimo 8 marzo. All’iniziativa popolare del Movimento svizzero per la libertà, però, Consiglio federale e Parlamento hanno deciso di contrapporre un controprogetto diretto. Sul foglio di voto bisognerà dunque rispondere alla «domanda risolutiva». Di cosa si tratta? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

1) Che cosa chiede l’iniziativa popolare?

L’iniziativa «Il denaro contante è libertà» chiede di modificare l’articolo 99 della Costituzione federale affinché il denaro contante sia sempre disponibile «in quantità sufficiente» (senza tuttavia indicare cifre). Inoltre, «la sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta sottostà al voto del Popolo e dei Cantoni». È stata lanciata nel 2021 dal Movimento svizzero per la libertà.

2) Come ha risposto il Consiglio federale?

Il Consiglio federale e il Parlamento chiedono di respingere l’iniziativa, poiché non concordano sulla formulazione utilizzata dai promotori. Tuttavia, riconoscono la necessità di intervenire e hanno presentato un controprogetto diretto (che necessita dunque della doppia maggioranza) attraverso il «decreto federale concernente l’unità monetaria svizzera e l’approvvigionamento in numerario».

3) Cosa chiede il controprogetto diretto?

Anche il controprogetto diretto mira a modificare l’art. 99 della Costituzione, ma con le seguenti aggiunte: «L’unità monetaria svizzera è il franco» (e non «franco svizzero», come indicato nell’iniziativa) e «la Banca nazionale garantisce l’approvvigionamento in numerario». I due punti del controprogetto sono in realtà già contenuti in alcune disposizioni di legge, che ora si vorrebbero elevare al rango costituzionale.

4) Perché è stata lanciata questa iniziativa?

L’utilizzo e l’accettazione di monete e banconote hanno subito un drastico calo negli ultimi anni: i pagamenti con carta o tramite applicazioni come Twint (cashless) stanno prendendo sempre più piede. Secondo l’ultimo sondaggio della Banca Nazionale Svizzera, nel 2024, il contante veniva utilizzato solo per il 30% degli acquisti quotidiani (rispetto al 70% del 2017). Sempre nel 2024, le banconote in circolazione si attestavano a circa 73 miliardi di franchi. I promotori dell’iniziativa temono la scomparsa del contante e la progressiva sostituzione di monete e banconote con soluzioni digitali. Inoltre, l’iniziativa vincola il governo federale, mentre il controprogetto vincola «solo» la BNS.

5) Cosa si intende per soluzioni digitali?

Già oggi si discute dell’euro digitale, un progetto della Banca centrale europea (BCE) per introdurre dal 2029 una forma elettronica di denaro complementare al contante. Il Movimento svizzero per la libertà vuole inserire nella Costituzione i termini «monete» e «banconote» per definire più chiaramente il denaro «fisico». Teme infatti che in futuro - senza questi riferimenti espliciti - si possano intendere anche eventuali monete digitali emesse dalle banche centrali.

6) Chi è a favore e chi è contrario?

Consiglio federale e Parlamento giudicano inadeguata la formulazione utilizzata dai promotori. Si sono schierati contro l’iniziativa PS, Verdi, Centro, PLR e Verdi liberali. L’UDC è invece favorevole, così come l’Unione democratica federale. Per i sostenitori della proposta originaria, il denaro contante promuove l’indipendenza perché non dipende da sistemi tecnici ed è al riparo da blackout o panne informatiche.

7) Come funziona, in questo caso, la votazione?

Il prossimo 8 marzo il popolo è chiamato a votare sia sull’iniziativa, sia sul controprogetto diretto. I votanti devono pertanto indicare una preferenza nel caso in cui entrambe dovessero ottenere una maggioranza alle urne. Nel caso dell’iniziativa «Il denaro contante è libertà», Consiglio federale e Parlamento invitano a votare sì al controprogetto, no all’iniziativa e - nella domanda risolutiva - di indicare il controprogetto come preferenza. È in ogni caso possibile rispondere alla domanda risolutiva, anche nel caso in cui si risponde no a entrambe le domande o si rinuncia a esprimere il voto. L’ultima volta che è stata utilizzata questa procedura di voto a livello nazionale era il novembre del 2010, con l’iniziativa «Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)». In quel caso, l’iniziativa era stata approvata con il 52,3% di sì, mentre il contoprogetto di Governo e Parlamento era stato respinto dal 52,6% dei votanti.

8) Sarà introdotto l’obbligo di accettare pagamenti in contanti?

No. Il Movimento svizzero per la libertà (già all’origine dell’iniziativa «Stop all’obbligo di vaccinazione, respinta nettamente alle urne nel giugno 2024) aveva lanciato nel 2023 un’apposita iniziativa popolare dal titolo: «Chi vuole pagare in contanti deve poterlo fare!». Tuttavia, l’iniziativa è fallita perché non ha raccolto il numero minimo di firme. Nei dibattiti parlamentari, la proposta di inserire a posteriori una disposizione simile non ha trovato una maggioranza.

9) Serve la doppia maggioranza per sostituire il franco come valuta?

Sì. Quanto chiede l’iniziativa è già realtà. Secondo la Costituzione (art. 99), la Banca nazionale, «in quanto banca centrale indipendente», deve condurre una politica monetaria nell’interesse generale del Paese. Ciò significa che con un eventuale abbandono del franco per un’altra valuta (ad esempio l’euro) la banca centrale non sarebbe più indipendente. Senza modifica costituzionale, pertanto, già oggi non è possibile introdurre un’altra valuta. I promotori dell’iniziativa vogliono però un’ulteriore garanzia più esplicita.