Aviazione

Il nuovo A350 di SWISS e la riattaccata finita sui social: ecco il perché del go-around

Il terzo Airbus A350-900 della compagnia svizzera ha interrotto il primo avvicinamento a Zurigo-Kloten per la presenza di uccelli sulla pista di atterraggio
© Swiss
Red. Online
13.09.2026 10:00

Ieri mattina, sabato, Swiss ha ricevuto a Zurigo il suo terzo Airbus A350-900, immatricolato HB-IFC e battezzato «Zug», in onore della città di Zugo. Il comunicato diffuso dalla compagnia elencava le informazioni previste per un'occasione di questo tipo: le rotte future verso Shanghai e Johannesburg, la cabina «SWISS Senses», i dieci esemplari attesi entro il 2030. Non menzionava però che il velivolo, prima di toccare terra, ha dovuto interrompere l'atterraggio e rimettersi in circuito.

A raccontarlo hanno provveduto altri. L'arrivo di un aereo nuovo di fabbrica, come sempre, richiama a bordo pista decine di appassionati con telecamere e teleobiettivi, e sabato quegli obiettivi erano puntati nel momento sbagliato. O giusto, a seconda dei punti di vista. Le immagini della riattaccata sono finite sui social insieme a quelle dell'atterraggio riuscito, moltiplicando in poche ore le domande su cosa fosse accaduto. La traccia del volo di trasferimento da Tolosa, consultabile su Flightradar24, ha confermato il quadro.

Interpellata dal Blick, la portavoce di Swiss Meike Fuhlrott ha chiarito il motivo: la riattaccata «non era prevista» ed «è stata provocata dalla presenza di uccelli sulla pista d'atterraggio». La precisazione sul carattere non programmato ha una sua ragione, perché sui voli di consegna gli equipaggi eseguono a volte passaggi dimostrativi: la formula ha dunque escluso che il go-around fosse uno di quelli.

Una procedura, non un'emergenza

Nel linguaggio dell'aviazione la manovra si chiama go-around. L'equipaggio abbandona l'avvicinamento, risale, rientra nel circuito e ritenta. Non è un'emergenza: è una procedura standard, addestrata e codificata, che si applica ogni volta che le condizioni per un atterraggio sicuro non sono pienamente garantite: un ostacolo sulla pista, un aereo che non l'ha ancora liberata, una raffica di vento, un avvicinamento non stabilizzato. Sabato la pista non era libera, e la decisione presa in cabina è stata quella prevista dal manuale.

Il rischio evitato ha un nome tecnico: bird strike, l'impatto con un volatile. È uno dei pericoli più concreti e meno spettacolari dell'aviazione civile. Alle velocità di decollo e atterraggio anche un uccello di piccola taglia sviluppa una forza d'urto paragonabile a quella di un proiettile pesante. L'impatto con uno stormo o con un esemplare di grandi dimensioni può danneggiare la struttura dell'aereo; se il volatile viene ingerito da una turbina, le conseguenze arrivano fino all'avaria completa del motore. È la ragione per cui gli aeroporti mantengono servizi permanenti di gestione della fauna selvatica: monitoraggio dei movimenti, dissuasori acustici, cura della vegetazione ai margini delle piste per renderla poco attrattiva. Nessuno di questi strumenti azzera il rischio, e la riattaccata resta l'ultima difesa a disposizione dell'equipaggio.

Il terzo di dieci

L'episodio non ha avuto conseguenze né sull'aeromobile né sul programma della giornata. «Zug», come detto, è il terzo A350-900 a entrare nella flotta di SWISS dopo «Lausanne» (HB-IFA) e «Delémont» (HB-IFB), ed entrerà in servizio da ottobre sui collegamenti tra Zurigo e Shanghai e tra Zurigo e Johannesburg. Entro il 2030 la compagnia porterà a dieci gli esemplari di questo tipo.

Come i due precedenti, il nuovo aereo è allestito con la cabina «SWISS Senses» su quattro classi: First, Business, Premium Economy ed Economy. «Con il nostro terzo A350 compiamo un nuovo passo, ben visibile, nella modernizzazione della nostra flotta a lungo raggio», ha dichiarato Oliver Buchhofer, direttore operativo di Swiss, secondo cui l'aereo incarna l'obiettivo del rinnovo: «Maggiore comfort per i nostri passeggeri e una flotta moderna e più efficiente».

Il rinnovamento non passa soltanto dai nuovi arrivi. Parallelamente, Swiss ha avviato un programma pluriennale di riallestimento degli Airbus A330-300: il primo esemplare è in lavorazione a Hong Kong per l'installazione della nuova cabina, e l'intera flotta dovrebbe essere convertita entro la metà del 2028.

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