Politica

Il PLR trova un compromesso sul nucleare

In occasione dell’assemblea del partito a Montreux (VD), i delegati hanno approvato a larga maggioranza un documento modificato - Tra i temi trattati: la riforma dell’AVS, la Lex Netflix, Frontex e i rapporti con l’UE
©KEYSTONE/Cyril Zingaro
Ats
12.02.2022 11:54

(Aggiornato alle 15.14) In Svizzera servono le «soluzioni pragmatiche e costruttive» del PLR e non i «paraocchi ideologici» della sinistra. È questo il messaggio lanciato oggi dal presidente del Partito Liberale Radicale Thierry Burkart in occasione dell’assemblea dei delegati del partito che si tiene a Montreux (VD). Dopo le ondate di coronavirus, il consigliere agli Stati argoviese ha messo in guardia contro le «ondate di indignazione» di PS e Verdi, ma anche dell’UDC.

Alla sua prima assemblea dei delegati nel ruolo di presidente, il 46.enne argoviese - in carica da quattro mesi - ha affrontato diversi temi nel suo discorso, fra cui la riforma dell’AVS, l’approvvigionamento energetico, la pandemia, Frontex e i rapporti con l’Unione europea.

Burkart non ha risparmiato critiche agli altri partiti - a suo avviso la politica di UDC, PS e Verdi rispecchia il motto «la mia morale vale per tutti» - e alla burocrazia eccessiva, con un groviglio di regole e norme che ostacola «la prosperità del nostro Paese». A finire nel mirino del neo-presidente sono stati anche gli attivisti per il clima: le azioni illegali di cui si sono resi protagonisti - ad esempio occupando stabili e bloccando strade - non devono essere tollerate col pretesto della moralità.

Sui rapporti con l’UE, Burkart ha sottolineato - in italiano, secondo il discorso scritto - che «un sano pragmatismo è necessario, soprattutto quando si tratta di politica europea. I rimedi miracolosi ci condurrebbero di nuovo in un vicolo cieco a livello di politica interna. Non fare nulla, come suggerisce l’UDC, metterebbe in pericolo la via bilaterale sul lungo periodo. Sono quindi particolarmente contento, che il nostro presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, non si sia lasciato destabilizzare dai tentativi di mettergli pressione da parte di una politica ormai già indirizzata verso una campagna elettorale anticipata. Trovare un equilibrio tra politica interna e politica estera - ha aggiunto il «senatore» argoviese - non è certo una passeggiata. È un percorso che richiede un’azione ponderata e non ideologica».

Per quanto riguarda la via d’uscita dalla crisi pandemica, il presidente del partito chiede al Consiglio federale una visione a lungo termine, una strategia vaccinale sostenibile e un’unità ad hoc federale per la gestione delle future crisi.

Trovato un compromesso sul nucleare

Dopo un acceso dibattito sul futuro dell’approvvigionamento energetico, i delegati del PLR hanno trovato un compromesso sul tema scottante del nucleare, approvando a larga maggioranza un documento - modificato - sul tema.

Un passaggio controverso sulla gestione futura delle centrali atomiche è stato cancellato dal documento. La frase incriminata prevedeva di «elaborare le condizioni per permettere in particolare la realizzazione di centrali nucleari di nuova generazione».

Questo emendamento, richiesto dalla Conferenza dei Presidenti di Partito, ha scongiurato la minaccia di una divisione interna sulla questione. La proposta originale elaborata dalla direzione del PLR ha suscitato una forte opposizione all’interno del partito, specialmente tra le donne PLR.

Il PLR, stando alla nuova formulazione, non vuole che, per la realizzazione o sostituzione di centrali, vi siano divieti all’uso di nuove tecnologie e ciò affinché possa essere garantito un approvvigionamento stabile di energia - comprese energie verdi - alle generazioni future. Vanno quindi formulate le condizioni legali affinché, a lungo termine e se necessario, anche nuove tecnologie legate al nucleare possano dare, nel rispetto della sicurezza, il proprio contributo all’approvvigionamento del Paese.

Dopo un lungo dibattito, la maggioranza dei delegati si è detta soddisfatta di questa formulazione, adottando la risoluzione con 248 e una astensione.

«No» a Lex Netflix e «sì» a Frontex

I delegati del PLR hanno deciso di opporsi a larga maggioranza alla cosiddetta «Lex Netflix», mentre hanno detto chiaramente «sì» a Frontex. Entrambi gli oggetti saranno in votazione il prossimo 15 maggio.

Per 275 voti a 53 e 10 astenuti i delegati hanno respinto la norma voluta dal parlamento che obbliga le piattaforme di streaming ad investire il 4% del rispettivo reddito lordo generato in Svizzera nella produzione di film elvetici indipendenti.

Alla revisione della legge sul cinema si erano opposte - lanciando il referendum - le sezioni giovanili dell’UDC, del PLR, dei Verdi liberali e anche diversi esponenti del Centro, i quali ritengono ch’essa ignori completamente il consumatore, oltre a introdurre un «tassa sui film». Il timore è che i servizi di streaming, a causa di questa nuova norma, aumentino i rispettivi prezzi.

La seconda raccomandazione di voto concerne invece il recepimento del regolamento UE riguardante la guardia di frontiera e costiera europea Frontex (sviluppo dell’acquis di Schengen), contro il quale l’associazione Migrant Solidarity Network ha lanciato il referendum.

I delegati a Montreux si sono chiaramente schierati a favore con 335 voti contro 6 e due astensioni. Prima del voto ha preso la parola la consigliera federale Karin Keller-Sutter, secondo la quale «proteggere le frontiere esterne significa anche assicurare la sicurezza e la libertà nel nostro Paese».

In un’intervista con il consigliere nazionale Philippe Nantermod, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha toccato tra gli altri anche il tema del dossier Europa: «Siamo economicamente e culturalmente parte dell'Europa, ma abbiamo una nostra identità. In questo complesso gioco di equilibri incrociati, stiamo cercando una soluzione. Puntiamo alla migliore integrazione possibile nel mercato interno, mantenendo la massima indipendenza possibile».

«Si» alla riforma AVS21 e alla legge sui trapianti

«Assicurare il finanziamento della previdenza vecchiaia è una delle principali sfide per la Svizzera». Il PLR si impegna affinché le generazioni future possano beneficiare di rendite sicure. Nel corso si una tavola rotonda, l’ex consigliere federale Pascal Couchepin, la consigliera agli Stati e vice presidente del partito Johanna Gapany e Patrick Eugster, presidente dell’iniziativa sulle rendite, hanno dibattuto della problematica e delle possibili soluzioni.

La riforma AVS21, che sarà sottoposta al voto il prossimo mese di settembre, costituisce una prima tappa di questo percorso. I delegati hanno chiaramente sostenuto il progetto (217 si, 2 no, 0 astenuti). È comunque emerso che ulteriori riforme saranno inevitabili.

Nel corso della riunione della Conferenza dei presidenti cantonali del partito, svoltasi venerdì sera, è invece emerso l’appoggio alla legge sui trapianti, che sancisce giuridicamente il modello dell’opposizione nell’ambito della donazione di organi.