Il PS chiede sconti sui premi, li pagheranno i più facoltosi

Caduta nel 2024 la richiesta di limitare i premi di cassa malati al 10% del reddito (con conseguente massiccio aumento dei sussidi), il PS svizzero torna alla carica con una nuova proposta. L’idea è di far pagare un supplemento di premio al 15% più ricco della popolazione in modo di concedere uno sconto al rimanente 85%. Stavolta, fra i beneficiari ci sarebbero anche gli assicurati del ceto medio che non ricevono aiuti. Raggiungere una maggioranza alle urne dovrebbe quindi essere meno ostico. Domani il congresso del partito, convocato a Sursee, deciderà sul lancio di un’iniziativa intitolata «Sconti sui premi per rafforzare il potere d’acquisto». L’obiettivo è una distribuzione più equa dei premi in sostituzione del premio pro capite uguale per tutti. Chi ha un reddito elevato dovrà contribuire di più, in modo che tutti gli altri al di sotto di una certa soglia paghino meno. I minorenni sarebbero del tutto esenti. Sconti e supplementi dovranno essere fissati dalla Confederazione tenendo conto della capacità economica degli assicurati. A seconda della scala scelta, ad esempio, secondo il PS sarebbe possibile alleggerire fino a 2.400 franchi all’anno l’onere assicurativo di una persona sola con un reddito di 60 mila franchi. Nella documentazione ufficiale - il testo è ancora provvisorio - non figurano altre simulazioni. Maggiori dettagli verranno forniti solo domani ai delegati.
Un tetto massimo
Per i supplementi ci sarebbe comunque un limite massimo, da stabilire nella legge. «Se si fissa un tetto massimo di 2.500 franchi per i supplementi» (ndr 30.000 franchi all’anno), dice la co-presidente del PS ticinese Laura Riget, «per una persona che guadagna 1 milione all’anno questo rappresenta solo il 3%. E più il reddito aumenta, più la percentuale è bassa». Ma in concreto chi dovrà mettere mano al portamonete? Solo i facoltosi o anche altri? La NZZ ha scritto mercoledì che il supplemento verrebbe fatto pagare alle coppie con un imponibile per l’IFD pari o superiore ai 140.000 franchi e alle persone sole con un reddito a partire da 70.000. Secondo i dati dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, replica Riget, il reddito imponibile di un contribuente che rientra nell’ottavo decile (80-90%) è di 107.000 franchi, non di 70.000. Questo corrisponde a un reddito lordo di circa 130.000 franchi, a seconda delle deduzioni.
L’iniziativa prevede che i Cantoni con costi e premi bassi non debbano contribuire in favore di quelli con costi e premi elevati. Il modo in cui si calcolano i premi rimarrà lo stesso, vale a dire in base ai costi sanitari effettivi nei Cantoni. Se adesso l’assicurato paga 100 franchi in meno di premio in un cantone rispetto a un altro, continuerà a essere così. Con l’iniziativa, al premio si aggiungerà un supplemento (o uno sconto) che non dipenderà dal luogo di residenza della persona, bensì dal suo reddito, afferma Riget.
Rimarrebbero invariati anche i diversi modelli di cassa malati, le franchigie e le regioni premio. Idem per quanto riguarda la ripartizione degli oneri prevista dal 2028 con la riforma EFAS. Quanto ai contributi federali per i sussidi (pari al 7,5% dei costi dell’assicurazione obbligatoria) saranno usati per finanziare il nuovo sistema.
Di fatto, ci sarebbe una ridistribuzione non solo dall’alto verso il basso della scala dei redditi ma anche fra regioni. Le percentuali 85-15%, infatti, sono da intendere a livello nazionale. Di conseguenza, in certi Cantoni, a dipendenza dei redditi, la percentuale potrebbe cambiare. «Le persone contribuiranno in base alle loro possibilità e, se cambiano Cantone, non cambierà il supplemento che devono pagare. Questo evita che l’iniziativa crei nuovi incentivi a cambiare località», spiega Riget. Il calcolo si basa sul reddito, quindi chi rientra nel 15% circa delle persone più ricche a livello nazionale pagherà i supplementi per circa il restante 85%.
In Ticino più beneficiari
A seconda di dove vivono le persone più ricche, in alcuni Cantoni potrebbe pertanto esserci una percentuale più alta di gente che paga i supplementi. Ad esempio, nel Canton Zugo, più del 15% pagherà un supplemento, perché ci sono più persone con redditi alti. E in Ticino più dell’85% delle persone avrà sconti sui premi, dice Riget, perché qui vivono più persone con redditi bassi e medi; «Ma l’iniziativa non crea concorrenza tra i Cantoni, perché gli sconti o i supplementi si calcolano in base al reddito».
Alle urne nel 2030
I Cantoni dovranno fare in modo che chi oggi già beneficia di sussidi non subisca peggioramenti. In caso di cumulo della riduzione individuale e dello sconto, l’importo non dovrà superare il premio effettivo. Secondo il PS, tuttavia, la maggioranza dei Cantoni dovrà spendere complessivamente meno per i sussidi.
La raccolta delle firme dovrebbe iniziare nel 2026. La votazione popolare dovrebbe avere luogo nel 2030. Le disposizioni transitorie prevedono che in caso di approvazione l’iniziativa entri in vigore al più tardi due anni dopo il voto. Nel frattempo, gli assicurati non dovranno pagare di più. Fintanto che non sarà trovata una soluzione, gli eventuali costi aggiuntivi saranno a carico della Confederazione. Questo per fare in modo che il Parlamento non ritardi l’attuazione dell’iniziativa.
Conflitti d’attuazione?
Viene comunque da chiedersi se l’iniziativa federale - ben inteso in caso di approvazione popolare - non possa entrare in conflitto con l’attuazione dell’iniziativa del PS ticinese appena accolta alle urne e per la quale sono state ipotizzate altre vie di finanziamento. «Sì», risponde Riget. «Questa nuova iniziativa federale si basa su un altro principio. Bisogna però tenere in considerazioni le tempistiche di un’iniziativa popolare federale: dal momento del lancio della raccolta firme al momento della possibile approvazione popolare passano mediamente 4-5 anni. Dopodiché si passa all’implementazione, che può richiedere altri 1-2 anni. Si tratta quindi di un possibile conflitto a medio termine».
