Il SEV: «I numeri record di FFS richiedono anche investimenti nel personale»

Il Sindacato del personale dei trasporti SEV prende atto del positivo bilancio annuale delle FFS. Ma dietro a questo successo «vi sono i collaboratori che assicurano il funzionamento dell’esercizio sull’arco della giornata e l’elevato livello di qualità dell’offerta ferroviaria, gli ottimi risultati di puntualità e l’elevata soddisfazione della clientela», afferma Patrick Kummer, vicepresidente del SEV. Il risultato annuale con un utile di 496 milioni e un numero record di viaggiatori «costituisce un impegno per l’azienda: al personale devono essere accordati effettivi miglioramenti delle indennità legate al lavoro a turni e a orari irregolari.»
Sicurezza, «combattere con determinazione le aggressioni»
«Un numero elevato di dipendenti è costantemente esposto al rischio di aggressioni», rileva il SEV. Pur riconoscendo gli sforzi delle FFS in quest’ambito, il sindacato sottolinea ancora una volta che la sicurezza può essere data solo da personale a sufficienza. «Ogni investimento in tal senso vale la pena», avverte Kummer. Il SEV chiede quindi che sui treni della lunga percorrenza sia attuato in modo coerente l’accompagnamento con due agenti, comprese riserve di personale bastanti a garantire effettivamente la scorta a due. «Servono altresì maggiori risorse di personale nella Polizia dei trasporti e ulteriori sedi di deposito, segnatamente nel Vallese e nell’Oberland bernese.
«Fermare i tagli e rafforzare il traffico merci su rotaia»
Nonostante le cifre rosse registrate da FFS Cargo, Kummer resta dell’idea che il trasporto di merci su rotaia «ha un futuro perché ha una sua logica socioeconomica». I piani di riduzione dell’offerta nel traffico a carri completi isolati (TCCI) «porteranno per forza di cose a un ulteriore spostamento delle merci dal treno alla strada e a una irrimediabile perdita di know-how». «I sussidi a breve termine per il TCCI non bastano. Occorre invece un finanziamento pubblico prolungato nel tempo, così da promuovere il trasferimento dalla gomma alla rotaia», ammonisce Kummer.
