Viabilità

Il traffico di transito alla cassa

Il Consiglio degli Stati accoglie all'unanimità la mozione di Marco Chiesa volta a introdurre una tassa per chi attraversa la Svizzera - Paolo Pamini: «I valichi hanno già telecamere che riconoscono le targhe» – Simone Gianini: «Affossata l'idea di un dannoso pedaggio al San Gottardo»
© Ti-Press / Francesca Agosta
Luca Faranda
25.09.2025 20:00

Poco prima di entrare nella galleria del San Gottardo, da quest’anno c’è un «Ticket» che ti permette di accedere - poco prima dell’uscita autostradale di Airolo - direttamente al tunnel. È una strategia dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) per permettere a chi si è fermato all’area di servizio di Stalvedro di potersi immettere nuovamente in autostrada senza dover seguire la CUPRA (Corsia preferenziale Airolo/Passi). No, non si tratta di un pedaggio. L’idea, però, stava per fare breccia a Berna: lo scorso di maggio, il Nazionale aveva respinto a strettissima misura la richiesta di introdurre un pedaggio alpino a tariffa variabile. Era finita 91 voti a 90, 7 astensioni e il voto decisivo della presidente Maja Riniker (PLR/AG). Qualcosa, sul fronte del traffico al San Gottardo, si sta effettivamente muovendo. Nel mirino, però, ci sono soprattutto i vacanzieri provenienti dall’estero: nei giorni di traffico intenso, la percentuale di veicoli stranieri al San Gottardo raggiunge l’80%.

Nessun voto contrario

Oggi è infatti finita sui banchi del Consiglio degli Stati una mozione del ticinese Marco Chiesa (UDC), che chiede al Consiglio federale di introdurre una tassa di transito per i veicoli motorizzati che attraversano la Svizzera. Il balzello dovrebbe interessare i veicoli che entrano in Svizzera da un Paese confinante (ad esempio la Germania) per proseguire verso un altro Paese confinante (come l’Italia) «senza una permanenza significativa in Svizzera». Il risultato? Un chiaro, anzi un nettissimo «sì»: 44 voti a favore, 0 contrari e 0 astenuti. Solo il «ministro» dei Trasporti Albert Rösti si è detto contrario, invitando (inutilmente) il plenum a respingere la mozione. Il consigliere federale ha tenuto a ricordare che per introdurre la tassa sarebbe necessario modificare la Costituzione, che prevede, tranne eccezioni, l’uso gratuito delle strade.

«Permanenza significativa»

Non sarà pertanto possibile introdurre una deroga, anche perché la proposta non si limita a un singolo tratto di strada o a singole opere (come la galleria del San Gottardo). Anche sulla reale applicazione della tassa il «ministro» esprime dubbi: cosa significa «senza una permanenza significativa»? Bere un caffé, mangiare al ristorante o visitare un’attrazione? Tutte questioni che verranno discusse in futuro. La mozione passa infatti all’esame del Consiglio nazionale. O meglio, della sua commissione dei trasporti, dato che anche alla Camera del popolo sono già pendenti cinque atti parlamentari identici. L’idea, che andrebbe a tassare il traffico turistico internazionale, all’origine è infatti del consigliere nazionale ticinese Paolo Pamini (UDC).

Offensiva interpartitica

Ma non c’è solo Pamini: attraverso un’offensiva interpartitica, hanno presentato lo stesso atto parlamentare anche Bruno Storni (PS), Greta Gysin (Verdi), Simone Gianini (PLR) e l’urano Simon Stadler (Centro). Il sostegno trasversale indica che l’atto parlamentare ha ottime possibilità di superare anche lo scoglio del Nazionale il prossimo dicembre. «Il problema del traffico di transito è innegabile ed è sotto gli occhi di tutti», ci spiega Pamini, secondo cui però l’introduzione di un pedaggio per attraversare il transito provocherebbe «grandissimi problemi». L’obiettivo, dunque, «è disincentivare il puro attraversamento del Paese nel giro di poche ore di chi non lascia nulla sul territorio. L’applicazione reale, ivnece, sarà da definire», aggiunge il ticinese.

Confini e bilaterali

Quel che è già chiaro, ed è stato confermato anche dal Consiglio federale, è che la proposta è compatibile con i bilaterali. Inoltre, in Svizzera ci sono attualmente 177 valichi di frontiera dotati di telecamere. «Già oggi tutti i valichi principali hanno telecamere che riconoscono le targhe. Quindi la proposta anche tecnicamente è attuabile», sottolinea Pamini, secondo cui è possibile implementare un sistema - ad esempio tramite un pagamento su un sito web - che funziona senza burocrazia. «Noi ticinesi conosciamo bene come funziona la Pedemontana». La fattibilità tecnica è stata difesa nell’aula degli Stati anche dai «senatori» ticinesi Fabio Regazzi Marco Chiesa, secondo cui l’ammontare della tassa va stabilito in base alla densità del traffico, all’ora e al giorno della settimana. L’obiettivo è infatti di distribuire meglio il traffico di transito sulle autostrade, in particolare sugli assi nord-sud, da Chiasso a Basilea e viceversa. «Anche gli altri Cantoni si rendono conto della difficoltà del traffico sull’asse del San Gottardo», spiega dal canto suo Simone Gianini, secondo cui «questa soluzione permette anche di finalmente archiviare l’idea di un pedaggio al San Gottardo, che sarebbe stata dannosa per il nostro Cantone».

Non è «road pricing»

Il presidente centrale dell’Automobile Club Svizzero (ACS) tiene però a chiarire un aspetto: «Non è il primo passo per l’introduzione di un road pricing interno al Paese, andando invece a tassare il transito da frontiera a frontiera grazie a un’infrastruttura in gran parte esistente, a beneficio degli automobilisti svizzeri che potranno finalmente aspirare ad assi autostradali meno congestionati da colonne di veicoli esteri». Gli automobilisti svizzeri, per questa proposta, non passeranno alla cassa ma potranno trarre dei benefici: il ricavato della tassa è infatti destinato al Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). C’è però chi chiede che i proventi vengano impiegati in modo mirato «a favore dell’infrastruttura ferroviaria e della protezione delle Alpi». Lo chiede Pro Alps (l’Iniziativa delle Alpi), che accoglie favorevolmente la proposta della tassa di transito: «È uno strumento efficace per gestire il crescente traffico turistico e vacanziero attraverso le Alpi».