Dopo Crans-Montana

«In casi gravi ed eccezionali indaghi la Procura federale»

Piero Marchesi chiede che un domani la competenza penale possa essere affidata al Ministero pubblico della Confederazione (MPC)
© KEYSTONE/Alessandro della Valle
Giovanni Galli
28.02.2026 06:00

In presenza di eventi di eccezionale gravità, con rilevanti implicazioni internazionali e potenziali ripercussioni sulla reputazione della Svizzera, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) dovrebbe poter avocare a sé le indagini penali, d’intesa con le autorità cantonali competenti. È quanto chiede una mozione che il consigliere nazionale Piero Marchesi (UDC) depositerà la settimana prossima a Berna. L’atto parlamentare è stato innescato dalla tragedia di Crans-Montana, che per le gravi conseguenze e la tragicità dei risvolti umani, scrive il deputato, ha comportato un’eccezionale esposizione della Svizzera anche sui media e nell’opinione pubblica internazionali. Marchesi ha ripreso un’idea lanciata dall’ex capo dell’antenna luganese della Procura federale Pierluigi Pasi, a margine delle critiche piovute all’indirizzo della Procura vallesana, accusata di essere insufficientemente «attrezzata» per le indagini sul rogo del Constellation. In sostanza, si tratterebbe di modificare la Legge sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione, introducendo la possibilità di attribuire «in via straordinaria» alla procura federale la competenza penale in casi di eccezionale rilevanza internazionale.

Nel caso di Crans, l’ipotesi di demandare le indagini agli inquirenti federali era stata sollevata nei giorni successivi al dramma, ma lo stesso MPC aveva detto che il caso esulava dalle sue competenze. Nemmeno l’alternativa cantonale vallesana è stata presa in considerazione. La legge prevede la possibilità di nominare un procuratore straordinario da parte del Ministero pubblico. La legale di una famiglia delle vittime aveva chiesto di trasferire la titolarità dell’inchiesta a un procuratore esterno al Vallese. Il Ministero pubblico aveva risposto che non sussisteva alcuna ragione «né obiettiva, né giuridica per accogliere questa richiesta». Le polemiche, tuttavia, non si sono spente. L’interessamento dei media internazionali alla vicenda giudiziaria, spiega Marchesi, ha avuto e sta avendo oggettivamente, quale effetto indiretto, la messa in dubbio della capacità delle istituzioni e della giustizia ordinaria vallesana e di riflesso di quella elvetica di farvi fronte. «Infatti, ancorché piuttosto sull’onda del clamore, molte sono le voci levatesi, purtroppo anche nel Paese, per la designazione di autorità di perseguimento “straordinarie”, dalle stesse ritenute meglio attrezzate per fare luce sulle responsabilità penali dei tragici accadimenti. Oltre che sulla drammaticità dell’evento, si deve concordare sul fatto che l’immagine della Svizzera intera è messa alla prova. All’occasione di simili eventi, di vasta portata con evidenti importanti risvolti e interazioni internazionali, anche istituzionali e giudiziari, e potenziali ripercussioni sulla reputazione dell’intero Paese, occorre prevedere nella legge che, ad occuparsi del perseguimento penale siano, eccezionalmente e con l’accordo di quelle cantonali naturalmente competenti, le autorità centrali di perseguimento penale della Confederazione (Ministero pubblico della Confederazione) per naturale vocazione più indicate a rappresentare la Confederazione e i suoi interessi anche all’esterno dei confini nazionali».

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