Svizzera

«Inasprire i criteri di accesso al servizio civile sarebbe dannoso per la Svizzera»

Secondo Civiva, il Gruppo per una Svizzera senza esercito e la sinistra, si rischia una carenza di civilisti in settori essenziali come le case di cura, le scuole o la tutela dell'ambiente
©CIVI
Ats
05.05.2026 10:00

Inasprire i criteri di accesso al servizio civile sarebbe dannoso per la Svizzera. Ne è convinta un'alleanza che si batte contro una riforma di legge, voluta dal Parlamento e combattuta mediante un referendum, in votazione il prossimo 14 di giugno.

Secondo Civiva (Federazione svizzera per il servizio civile) e i Giovani Verdi, che hanno lanciato il referendum potendo contare sul sostegno di PS, Verdi Liberali, Verdi, i piccoli contadini, e il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE), si rischia una carenza di civilisti in settori essenziali come le case di cura, le scuole o la tutela dell'ambiente.

Stando a questa alleanza, il servizio civile interviene dove manca personale: con la riforma varata dal Parlamento si perderebbero il 40% degli effettivi, mettendo in difficoltà Cantoni e Comuni che fanno affidamento su queste persone per servizi essenziali a beneficio della popolazione, come accaduto durante la pandemia di coronavirus.

«Ancora una volta il Consiglio federale e il Parlamento scaricano le loro diatribe ideologiche sulle nostre spalle», ha dichiarato ai media Magdalena Erni, copresidente dei Giovani Verdi. Il progetto di legge pone ulteriori ostacoli ai giovani con conflitti di coscienza e li punisce per aver prestato un servizio utile e significativo per la società.

Purtroppo, sia in Consiglio federale che nel Parlamento a maggioranza «borghese» il servizio civile viene visto come una minaccia per gli effettivi dell'esercito, ha osservato dal canto suo la consigliera nazionale (PS/ZH), e copresidente di Civiva, Priska Seiler Graf. A suo dire, ciò ha poco a che vedere con la realtà, dal momento che l'esercito «soffrirebbe» al momento di un eccesso di effettivi. Rendere poco attrattivo il servizio civile non rende automaticamente più attrattivo l'esercito, ha aggiunto. Servono entrambe le cose: un esercito forte, ma anche un servizio civile forte.

Per una sicurezza «globale»

«La sicurezza - ha affermato la consigliera nazionale Clarence Chollet (Verdi/NE), nonché copresidente di Civiva - non si limita al militare. A suo avviso, sicurezza significa anche protezione dell'ambiente, della salute e della società. Ed è proprio in questi ambiti che il servizio civile svolge un ruolo essenziale, secondo Chollet. Per questo indebolirlo sarebbe la strada sbagliata. »La sicurezza di domani non si costruisce solo con le armi, ma con la solidarietà, la prevenzione e l'impegno concreto«.

Per Donat Capaul, agricoltore biologico e membro del comitato direttivo dell'associazione che rappresenta i piccoli agricoltori, i membri del servizio civile prestano un aiuto insostituibile, specie in agricoltura, lavorando con qualsiasi tempo. Insomma, non battono la fiacca, come taluni pretendono.

Civilisti utili a Cantoni e Comuni

In verità, il servizio civile funziona bene, ha sottolineato a nome dei Verdi liberali, il consigliere nazionale Patrick Hässig (ZH). Già oggi mancano persone negli ospedali, nelle case di cura, nelle scuole, nell'agricoltura, ha fatto notare. Tagliare nel servizio civile significa aggravare questi problemi. »Il progetto di legge in votazione non produce soldati in più, ma semplicemente meno impegno per il Paese«, a parere di Hässig.

I tagli interesserebbero anche le aziende che fanno capo a queste persone, nonché i Cantoni e i Comuni, ha spiegato. »I servizi garantiti oggi verrebbero semplicemente soppressi, senza venir sostituiti, lasciando insomma dei vuoti che nessuno è pronto a colmare.

«Il servizio civile offre ai giovani che rifiutano per convinzione di imbracciare le armi una vera alternativa», ha reiterato a nome del GSsE, Rayyân Rehouma. Anche con ostacoli più elevati, i giovani troverebbero un modo per sfuggire alla «naja», scegliendo di farsi scartare per ragioni mediche.

Fermare l'emorragia

Per i fautori della riforma, invece, Il servizio civile deve tornare ad essere accessibile unicamente alle persone confrontate con reali conflitti di coscienza. L'obiettivo della modifica è rendere quest'ultimo meno attrattivo per ovviare alla carenza di soldati nell'esercito; nel mirino soprattutto coloro che hanno già prestato una parte considerevole del loro servizio militare e che poi decidono di passare al servizio civile.

Sempre più persone, stando al Consiglio federale e a una parte dello spettro politico, lasciano l'Esercito privilegiando questa seconda opzione non tanto per autentici conflitti di coscienza, ma per comodità personale (nel solo 2025, oltre 7'200 persone hanno scelto di passare a questa strada). Nell'attuale contesto geopolitico, la Svizzera ha però bisogno di forze armate efficienti e di una protezione civile solida, istituzione quest'ultima che lamenta una carenza di effettivi.