Friburgo

Incendio di Kerzers, identificate tutte le vittime: il presunto autore era uno svizzero di 65 anni

Tra i 6 morti del rogo ci sono pure il presunto autore dell'incendio e il conducente dell'autopostale - Due persone ancora in ospedale
Red. Online
11.03.2026 22:01

Le 6 vittime del terribile incendio di un autopostale a Kerzers (FR) sono state formalmente identificate nella tarda serata di mercoledì. Lo comunica la Polizia cantonale friburghese in una nota. Tra le vittime c'è anche il presunto autore dell'incendio, un cittadino svizzero di 65 anni residente nel Canton Berna.

Pure il conducente dell'autobus, un 63enne di origini portoghesi, è morto nel rogo. Le altre vittime sono due donne, di 25 e 39 anni, e due uomini, di 16 e 29 anni, tutti cittadini svizzeri residenti nella regione. La Posta, in una nota, ha fatto sapere di essere «profondamente scossa dalla perdita di uno stimato collega», aggiungendo di essere «in contatto con la famiglia della persona deceduta».

Sono stati identificati anche i 5 feriti. Si tratta di due uomini, di 34 e 61 anni, e due donne, di 27 e 56 anni, tutti cittadini svizzeri, e di un uomo di 32 anni originario del Kosovo. Due persone, la donna di 56 anni e l'uomo di 34 anni, sono ancora ricoverate in ospedale. Tutti i feriti sono residenti nel canton Friburgo.

Il procuratore generale del canton Friburgo, Raphaël Bourquin, quest' oggi durante una conferenza stampa ha fatto sapere che è stata avviata un'indagine penale per omicidio, incendio intenzionale e messa in pericolo per la vita altrui. I corpi delle vittime erano stati trasportati al Centro romando per l'identificazione. Il presunto autore, stando al Blick, è salito sull’autobus a Düdingen attorno alle 17.45 con diversi bagagli, rimanendo seduto come passeggero per circa 40 minuti. Una volta giunto a Kerzers, si sarebbe dato fuoco: nel giro di pochi istanti l’intero veicolo è stato avvolto dalle fiamme. 

Le fonti parlano di un «una persona emarginata, mentalmente disturbata, la cui famiglia ne aveva denunciato la scomparsa». Secondo quanto comunicato dalle autorità, si sarebbe trattato di un «atto deliberato senza movente ideologico». L'uomo – che avrebbe agito da solo – sarebbe stato più noto «al mondo medico, rispetto alle forze dell'ordine».

Secondo Sabyasachi Gaan, chimico presso l'Istituto federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) di San Gallo, l'autobus è stato divorato dalle fiamme in pochi minuti a causa dei numerosi materiali sintetici di cui sono fatti i mezzi pubblici.

In una intervista al Tages-Anzeiger, ha spiegato: «Si pensi ai rivestimenti dei sedili, alle maniglie, alle porte, alle guarnizioni. La plastica viene utilizzata perché è leggera e riduce il consumo di energia, ma anche per ragioni estetiche e per l'isolamento acustico. Inoltre, in un autobus moderno c'è molta elettronica». Il problema, ha evidenziato, è che «i polimeri sono composti da idrocarburi e sono quindi intrinsecamente infiammabili».

«Molte persone, in spazi chiusi, non muoiono per il calore, ma a causa dei fumi tossici che inalano» ha affermato Sabyasachi Gaan, aggiungendo: «Ed è paradossale che proprio i materiali progettati per essere difficilmente infiammabili, a seconda del tipo di polimeri, possono produrre fumi ancora più tossici».

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