Iniziativa sostenibilità, spunta il tema pensioni: «Potremmo aumentare l’età di pensionamento»

La campagna sull’iniziativa UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!» entra nel vivo e si preannuncia estremamente combattuta. Ma dietro il dibattito sull’immigrazione, sulla crescita demografica e sulla pressione infrastrutturale starebbe emergendo anche un altro tema molto sensibile: quello delle pensioni e del futuro finanziamento dell’AVS. A riferirlo è il Blick, secondo cui all’interno delle discussioni politiche legate all’iniziativa starebbe già prendendo forma un ragionamento su un possibile aumento dell’età pensionabile in caso di forte riduzione dell’immigrazione. Il nodo è strettamente demografico. La generazione dei baby boomer sta progressivamente entrando in pensione e nei prossimi decenni il numero di anziani crescerà sensibilmente. Oggi in Svizzera i pensionati sono circa 1,8 milioni, ma secondo le proiezioni federali potrebbero diventare quasi 2,7 milioni entro il 2055.
Parallelamente, però, la popolazione attiva cresce molto più lentamente, complice anche un tasso di natalità storicamente basso, fermo a 1,29 figli per donna. In prospettiva, il rapporto tra lavoratori e pensionati continuerà quindi a deteriorarsi: dagli attuali tre contribuenti AVS per ogni pensionato si potrebbe scendere a due.
Le preoccupazioni della sinistra
Secondo il quotidiano d'oltralpe, già un anno fa il consigliere federale socialista Beat Jans aveva espresso forti preoccupazioni durante una seduta a porte chiuse della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, incaricata di esaminare l’iniziativa UDC. «La nostra economia funziona bene, ma la società sta invecchiando», avrebbe spiegato il ministro della Giustizia. «Ci sono più persone che escono dal mercato del lavoro per andare in pensione rispetto ai giovani che vi entrano». Jans avrebbe inoltre sottolineato che la Svizzera continuerà ad aver bisogno di lavoratori e specialisti stranieri «per far funzionare l’economia, il sistema sanitario e la società nel suo insieme».
Invecchiamento popolazione
Durante quelle discussioni, alcuni membri della commissione avrebbero chiesto direttamente ai promotori dell’iniziativa come intendano affrontare l’invecchiamento della popolazione senza mantenere un certo livello di immigrazione. È in questo contesto che Domenik Ledergerber, presidente dell’UDC zurighese e membro del comitato d’iniziativa, avrebbe pronunciato una frase destinata a far discutere: «Potremmo anche aumentare l’età di pensionamento».
Sempre secondo il Blick, Ledergerber avrebbe anche relativizzato le attuali proiezioni demografiche, sostenendo che una riduzione dell’immigrazione potrebbe favorire una ripresa della natalità in Svizzera. A suo avviso, l’attuale pressione sul mercato immobiliare e gli alti costi degli alloggi spingerebbero molte coppie a rinunciare ad avere più figli.
In pensione dopo i 67 anni?
La sinistra e i sindacati hanno però immediatamente colto la portata politica di queste dichiarazioni. Adrian Wüthrich, presidente di Travail.Suisse, sostiene che le parole di Ledergerber «smascherano» le reali conseguenze dell’iniziativa. «Senza lavoratori stranieri e senza nuovi contributori AVS, la pressione per aumentare l’età pensionabile crescerà automaticamente», afferma al Blick. Secondo Wüthrich, un sì all’iniziativa potrebbe aprire la strada «direttamente a una pensione a 67 anni, o anche oltre».
Più prudente invece il presidente nazionale dell’UDC Marcel Dettling. Intervistato dal Blick, il leader democentrista ha dichiarato che il tema dovrà essere affrontato nell’ambito della prossima riforma AVS, evocando anche l’idea di un «modello di lavoro a vita».
Ledergerber, dal canto suo, continua però a difendere apertamente la propria posizione. «Dobbiamo essere onesti: se la popolazione continua a invecchiare, sarà necessario aumentare l’età pensionabile di uno o due anni», sostiene. Una misura che, secondo lui, potrebbe comunque rendersi necessaria «con o senza l’iniziativa dei 10 milioni».
