Jeffrey Epstein fece arrivare anche una giovane donna dalla Svizzera

La donna, una giovane ballerina che vive a Ginevra, a un certo punto scrive: «Spero che tu sia felice, che tutto sia perfetto nella tua vita. Un grande abbraccio, un grande bacio. Spero di vederti presto. Con tanto amore. Grazie di tutto». Il destinatario dell'e-mail è Jeffrey Epstein, all'epoca dei fatti ultracinquantenne. Il quale, a quello scritto, replica così: «Sarò sempre lì per te». Lo scambio epistolare, scrive il Tages-Anzeiger, che ha ricostruito la vicenda impossessandosi della documentazione proveniente dalla casella di posta personale di Jeffrey Epstein grazie all'organizzazione di whistleblower Distributed Denial of Secrets, durerà diversi anni. Finirà quando l'imprenditore, per la prima volta, viene indagato negli Stati Uniti per reati sessuali. Indagato e poi condannato, dopo la scoperta di una rete che forniva costantemente nuove donne, alcune delle quali minorenni, al finanziere. La rete, evidentemente, si estendeva fino alla Svizzera.
La scuola di danza
Il nome della ballerina compare per la prima volta in un foglio di calcolo Excel. Foglio che raccoglie, in 1.900 righe, regali e mance che Epstein elargisce alle "sue" donne. In tutto il mondo. «Western Union, Contanti, $2114» si legge in una riga datata ottobre 2004, in riferimento alla donna residente a Ginevra. All'epoca, lei aveva 18 anni. Seguono altri pagamenti. Una voce recita «Trasferimento Western Union $2500», un'altra «Regalo JE, $228,06».
Il caso è un esempio di come Epstein reclutasse appositamente delle giovani donne, le rendesse finanziariamente dipendenti e poi le conducesse in una delle sue proprietà, teatro di una serie di reati sessuali. La ballerina, originaria dei Paesi Baltici, all'epoca stava cercando di lanciare la sua carriera. A distanza di un anno dal primo pagamento tramite Western Union, la donna arriva a Miami, in una delle residenze di Epstein. In seguito, lei scrive a lui un'email per ringraziarlo dell'ospitalità e della generosità. Gli chiede ulteriore sostegno finanziario. Anche perché voleva frequentare una costosissima (a suo dire) scuola di danza a Ginevra.
Pochi giorni prima di quest'ultima e-mail, Epstein viene arrestato in Florida con l'accusa di traffico di minori destinati alla prostituzione e adescamento di una prostituta. Viene rilasciato su cauzione (3 mila dollari) e, una volta a casa, risponde alla ballerina: «Bene. Ti aiuterò con il finanziamento. Dovresti inseguire il tuo sogno». Lei, a quel punto, gli gira gli estremi del conto corrente e fa una stima dei costi per la scuola di danza. La risposta di Epstein: «Tutto quello che vuoi!!!»
La carta di credito
Il New York Times, al riguardo, riferisce che le scuole di danza erano un «terreno di caccia» per Epstein: la sua rete reclutava giovani ballerine, a volte per lezioni di danza private per il finanziere. Alcune di queste donne, poi, testimonieranno che Epstein non era affatto interessato a lezioni private. Lo scopo, insomma, era sfruttarle sessualmente. Non c'è alcuna indicazione nelle e-mail che questo fosse il caso anche della ballerina di Ginevra.
In un altro elenco di pagamenti di Epstein, compare il nome di una seconda ballerina europea. Ballerina che, in precedenza, aveva ricevuto il prestigioso Prix de Lausanne per giovani ballerini. Non si conoscono dettagli sul suo rapporto con Epstein, a parte la menzione di questo pagamento.
La ballerina di Ginevra fa ritorno negli Stati Uniti all'inizio del 2006 per trascorrere del tempo con Epstein. Poco dopo, gli scrive dalla Svizzera in tono disperato. Le erano rimasti a malapena i soldi per alcune lezioni di danza, una stanza e un paio di scarpette. Quando era arrivata a Ginevra, scrive, pensava che le cose sarebbero state più facili. «Ma mi sbagliavo». Poco dopo, Epstein fa emettere alla donna una carta di credito con un limite mensile di 5.000 dollari. Le dice di non preoccuparsi: «Mi prenderò cura di te io».
Cara, vado in prigione
«Caro Jeffery, la mia gratitudine nei tuoi confronti è sconfinata» scrive ancora la ballerina a Epstein qualche mese dopo, come ricostruisce il Tages-Anzeiger, chiedendogli se l'offerta di raggiungerlo a New York sia ancora valida. In un'e-mail di metà 2007, aggiunge: «Mi manca farti un massaggio ai piedi». L'e-mail si conclude con le parole citate in apertura di articolo: «Con tanto amore. Grazie di tutto».
Segue almeno un altro viaggio negli Stati Uniti, e poi, a metà del 2008, la brusca fine. La ballerina informa Epstein di aver ottenuto un permesso di lavoro a Ginevra e che avrebbe iniziato a guadagnare soldi per conto suo. A questa e-mail segue l'ultima e-mail di Epstein, almeno per quanto si può dedurre dai dati a disposizione del Tages-Anzeiger. Alla fine di giugno 2008, Epstein scrive: «Elena... Lunedì comincerò un anno di prigione... Sarò sempre lì per te».
Epstein, in precedenza, era stato condannato a 18 mesi di carcere. Si era dichiarato colpevole di aver costretto minorenni alla prostituzione. Ammettendo la colpa e versando ulteriori risarcimenti a diverse donne, si era protetto da accuse ancora più gravi.
La ballerina, ora, vive di nuovo nei Paesi Baltici. Non ha risposto alle richieste di intervista da parte del Tages-Anzeiger.
Altri legami con la svizzera
Il caso sin qui descritto non è l'unico collegamento tra Epstein e la Svizzera. All'inizio del 2008, alcuni imprenditori sviluppano un progetto per una fiera della moda a Basilea. Il progetto prevedeva un «evento professionale per i talenti del settore lifestyle» da tenere nel 2009, 2010 e 2011. La fiera, chiamata «Fafa Basel», si pone quale obiettivo quello di riunire modelle, scout, fotografi, stilisti e altri professionisti del settore.
La proposta di 14 pagine arriva negli Stati Uniti a uno psichiatra e uomo d'affari che faceva parte della vasta cerchia di conoscenze di Epstein. La invia a Epstein nel marzo 2008 con oggetto «Cooperazione/Fafa». Non è chiaro se la fiera commerciale intendesse anche fungere da piattaforma per Epstein per reclutare giovani donne.
Secondo il concept, l'organizzatore della fiera sarebbe stato Messe Schweiz, ora nota come MCH Group. Un portavoce, contattato dal Tages-Anzeiger, ribadisce che tale fiera non ha mai avuto luogo. Inoltre, indagini interne hanno dimostrato «che non vi è mai stato alcun contatto o collaborazione tra MCH Group e Jeffrey Epstein».
I contatti di Epstein in Svizzera continuano anche dopo la sua condanna iniziale. Lo dimostra un'altra e-mail proveniente da una fonte diversa, di cui la «NZZ am Sonntag» ha già riferito. Un individuo anonimo scrive a Epstein nell'autunno del 2016, affermando di aver trovato una donna di Zurigo che avrebbe lavorato come sua assistente. L'e-mail prosegue: «Ne ho alcune nuove qui a Zurigo, ma non ancora a New York e Parigi». Il significato preciso di questa frase non è chiaro, ma sembra probabile che l'e-mail si riferisse a giovani donne.
St. Moritz nel «libro nero»
A proposito di collegamenti con la Svizzera, n documento noto come «Libro Nero», che descrive i contatti di Epstein in tutto il mondo, elenca anche diversi indirizzi svizzeri: un hotel di lusso a Ginevra, nonché un hotel e un club a St. Moritz. Per tacere dei conti bancari di Epstein presso la HSBC in Svizzera, già scoperti in precedenza.
Ulteriori collegamenti tra Epstein e la Svizzera potrebbero emergere nelle prossime settimane. Negli Stati Uniti, infatti, c'è grande attesa per la pubblicazione dei cosiddetti Epstein Files, una vasta documentazione proveniente direttamente dalle indagini del sistema giudiziario americano.
Jeffrey Epstein, ricordiamo, si è suicidato in una cella di una prigione di Manhattan nel 2019.
