Il caso

Karin Keller-Sutter, insultata da Grok, denuncia anche la piattaforma X di Elon Musk

Un utente ha chiesto al chatbot di prendere «pesantemente» di mira la consigliera federale, la quale ha rilanciato con una querela – «Bisogna opporsi con fermezza a espressioni misogine e rimettere al loro posto i responsabili»
© KEYSTONE/Peter Schneider
Red. Online
01.04.2026 22:00

La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha sporto denuncia contro X e un suo utente per diffamazione e ingiuria. Lo rivela il Tages-Anzeiger, secondo il quale la direttrice del Dipartimento federale delle finanze (DFF) è stata oggetto di «odiosi insulti» generati da chatbot. L'utente di X «R.O.» (1.136 follower), lo scorso 10 marzo, ha chiesto a Grok – l'intelligenza artificiale di Elon Musk – di «prendere di mira la consigliera federale KKS, la mia ragazza preferita», invitandolo a «trattarla senza pietà, usando un gergo da strada davvero volgare».

Il chatbot basato sull'intelligenza artificiale di Musk lo ha fatto immediatamente, con frasi volgari e sessiste. All'utente «R.O.» la cosa è piaciuta a tal punto che ha chiesto: «KKS ha un proprio account? Allora inoltriamole questi complimenti». Grok ha fatto notare che il profilo X di Karin Keller-Sutter non è più attivo (la «ministra» delle Finanze lo aveva utilizzato solo durante il suo anno di presidenza), anche se ancora online. Ma altri utenti hanno ricondiviso il tutto. La consigliera federale ne è venuta a conoscenza l'11 marzo. Il giorno successivo la conversazione era stata cancellata, ma KKS aveva nel frattempo sporto denuncia. La conferma al Tages-Anzeiger l'ha fornita il portavoce del DFF, Pascal Hollenstein.

Di che cosa stiamo parlando

Parliamo di «roasting». Letteralmente «tostare», «arrostire». Ma «roastare» è ormai entrato nel linguaggio comune. Il «roast» – citiamo Wikipedia per semplicità – è una forma di comicità basata su insulti ironici, taglienti e preparati, solitamente rivolti ad amici o personaggi pubblici (con il loro consenso), per celebrarli deridendoli. «Differisce dall'insulto comune perché mira a far ridere, piuttosto che a ferire». Il passo successivo è affiancare il «roast» all'intelligenza artificiale. Ed è qui che nascono i «generatori di roast AI». Basta una breve ricerca online per imbattersi in un'offerta infinita. «La tua macchina personale per insulti da AI».

Il tema

È lecito diffamare consiglieri federali o altre persone tramite chatbot basati sull'intelligenza artificiale? E se no, chi è il responsabile? L'utente che interpella l'AI, il gestore del chatbot, oppure la piattaforma che rende pubblico il tutto? Domande poste dai colleghi del Tages-Anzeiger. Contattato dai giornalisti, «R.O.» – è un 75.enne – ha definito l'accaduto come «un gioco», «un innocuo esercizio tecnico per vedere cosa si può fare con questo Grok». «Bisogna opporsi con fermezza a simili espressioni misogine e rimettere al loro posto i responsabili», ha commentato il portavoce di Keller-Sutter. «Un simile atteggiamento non deve essere percepito come normale o accettabile», afferma Hollenstein. Tollerare un certo tipo di linguaggio, infatti, getta le basi per la violenza (anche fisica) contro le donne. 

Ma chi è giuridicamente responsabile? Se la Procura di Berna, come auspicato dalla consigliera federale, si occupasse del caso, potrebbe «fare scuola». Monika Simmler, docente di diritto penale all’Università di San Gallo, precisa che «non esiste ancora una giurisprudenza in materia». Ma, aggiunge, ci sono buone possibilità di perseguire penalmente la persona che ha dato il comando all'intelligenza artificiale, considerata come uno strumento. «Sarebbe pericoloso se ci si potesse giustificare dicendo che il testo è stato scritto dall’AI». E la successiva cancellazione di un post non cancella il reato. «Il tribunale potrebbe tuttavia interpretarla come un segno di pentimento e tenerne conto nella determinazione della pena». 

Per punire i responsabili di X, invece, secondo la professoressa Simmler bisognerebbe dimostrare che hanno consapevolmente accettato la diffamazione e l'ingiuria. Sarebbe anche interessante sollevare la questione se X metta a disposizione il chatbot Grok con la consapevolezza – o addirittura con l'intenzione – di facilitare la commissione di reati contro l'onore. Nella pratica, però, ci si scontrerebbe anche con «il problema dell'assistenza giudiziaria, poiché negli Stati Uniti la diffamazione e l'ingiuria sono punibili solo civilmente, non penalmente».

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